Intel: nuovamente sotto accusa per violazione di brevetto

Intel ancora una volta denunciata per violazione di brevetto. Dopo a Intergraph e All Computers, è Transmeta Corporation, società statunitense attiva nello sviluppo di tecnologie informatiche che hanno come obbiettivo primario la riduzione dei consumi in dispositivi elettronici, a presentare una denuncia per violazione della proprietà intellettuale. Transmeta Corporation, attiva fino a qualche anno fa nel settore dei processori x-86, infatti, ha citato in giudizio Intel per violazione di brevetto. Transmeta ha accusato Intel di aver violato ripetutamente dieci suoi brevetti relativi ad alcune tecnologie impiantate sui processori Pentium III, Pentium 4, Pentium M, Core e Core2. Precisamente i brevetti violati sono quelli relativi a numerose tecnologie e progetti architetturali e di risparmio energetico.

Il blocco delle vendite di processori Core

Transmeta ha chiesto alla Corte il blocco delle vendite di processori Core e Core 2 e un rimborso monetario per danni, oltre al pagamento di royalty per l'utilizzo delle tecnologie coperte da brevetto.




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Transmeta, secondo quanto dichiarato da un suo portavoce, avrebbe cercato di trovare un accordo con Intel ma senza mai riuscire a giungere con la società un’intesa di compenso e di pagamento di royalty. Ricordiamo che Trasmeta per far fronte ad una crisi finanziaria ha abbandonato il settore dei processori e ha preferito concentrare le sue risorse nello sviluppo di tecnologia offerte in licenza ad altre società.

La mossa di Intel

Ora non rimane che aspettare la mossa di Intel. La società ha due alternative o attendere il giudizio della Corte, correndo il rischio di essere condannata, o accordarsi con Trasmeta, come già fatto con Integraph. Intel, infatti, per chiudere la lunga disputa con Intergraph per una presunta violazione di brevetto, per la violazione delle normative antitrust e per la violazione delle leggi dell'Alabama, ha accettato di pagare 300 milioni di dollari. Intergraph, che aveva chiesto un risarcimento di 2,2 miliardi di dollari, aveva accusato Intel di aver violato il brevetto del chip conosciuto con il nome di "CS Clipper” utilizzato da Intel nella produzione di “Itanium”. (a.go.)

(16 ottobre 2006)

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