Microsoft e Yahoo! vicini a un accordo per Bing motore unico

Sembra volgere al termine la lunga mediazione che ha visto confrontarsi Microsoft e Yahoo!. Secondo la stampa americane, le due società dopo mesi di trattative sarebbero prossime a firmare un accordo secondo cui il motore di ricerca rinuncerebbe al suo Search Engine, sostituendolo con Bing. Se l'intesa dovesse andare in porto le società si accaparrerebbero il 30% della quota di mercato dei motori di ricerca, incalzando Google. Quello che ancora non è chiaro, però, è la piattaforma che verrà utilizzata per inserire gli annunci pubblicitari, ovvero se gli advertiser acquisteranno la pubblicità tramite il “Panama” di Yahoo! oppure Microsoft AdCenter.

Gli advertiser optino per AdCenter

Stando ancora alle considerazioni della stampa americana è probabile che gli advertiser optino per AdCenter, dotato di un numero maggiore di funzioni rispetto alla soluzione Yahoo!, rimasta priva di innovazioni dopo le decisone della web company di tagliare il più possibile i costi per fronteggiare la crisi.




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Grazie a Bing, lanciato da alcuni mesi, secondo le rilevazioni di ComScore la quota di Microsoft nel mercato Usa della ricerca online è passata dall’8,2% di aprile (prima del lancio del nuovo search engine) al 12,1% della seconda metà di giugno.

Un riscontro iniziale molto positivo

“Abbiamo avuto un riscontro iniziale molto positivo”, ha commentato il Ceo di Microsoft Steve Ballmer, sottolineando che comunque al momento l’obiettivo del gruppo non è quello di detronizzare Google. “Non vogliamo suscitare troppe aspettative – ha aggiunto Ballmer – Bisogna essere tenaci e puntare all’innovazione e ai risultati sul lungo periodo: forse ci riusciremo, o forse no, ma sicuramente non si potrà riuscire se non ci si impegna a cambiare le cose, cambiare l’approccio e i modelli di business”. Bing, definito da Microsoft un ‘motore decisionale’ è stato progettato proprio partendo dalla prospettiva dell’utente, con l’obiettivo di accorciare il più possibile la distanza tra la query di ricerca iniziale e il momento in cui viene presa una decisione consapevole. Il gruppo prevede di investire almeno 8,5 miliardi di dollari nella ricerca online. L'eventuale accordo con Yahoo! andrebbe quindi a completare anche le trattative messe in campo dal colosso di Redmond e dalla web company per collaborare nel settore della tecnologia delle ricerca e della pubblicità online, rivelate dal Wall Street Journal lo scorso 17 luglio. "Prima queste due decideranno di unire il meglio che hanno e poi mettersi sul mercato insieme, maggiori saranno i benefici che otterranno", ha spiegato Todd Lowenstein, portfolio manager di HighMark Capital.

Un accordo tra le due società

L'azionista attivista Carl Icahn è favorevole a un accordo tra le due società: "Sono stato un sostenitore molto forte del raggiungimento di un accordo con Microsoft", ha detto Icahn, che in Yahoo! ha una partecipazione di circa il 5% e siede all'interno del Cda. L'intesa con Microsoft "genererebbe un aumento di valore grazie alle sinergie", ha spiegato. Icahn non ha voluto fare commenti sullo stato dei negoziati. Aveva cercato di mediare una partnership tra le due società l'anno scorso, quando i colloqui sull'offerta di 47,5 miliardi di dollari da parte di Microsoft per Yahoo! erano falliti. Gli ultimi colloqui riguarderebbero “alcuni miliardi di dollari che Microsoft pagherebbe a Yahoo! per rilevare la sua unità di ricerca pubblicitaria", secondo quanto riportato da Kara Swisher sul blog Allthingsdigital. La stessa fonte afferma che i vertici della divisione online di Microsoft, tra cui il senior vice presidente dell'Online Audience Business Group Yusuf Mehdi, il dirigente delle ricerche Satya Nadella e l'amministratore del settore digitale Qi Lu, sono volati a Silicon Valley per contrattare le ultime istanze dell'accordo. Se tutto procederà come previsto, affermano fonti di entrambe le compagnie raccolte dalla Swisher, la firma potrebbe essere annunciata la prossima settimana. L'accordo non è però ancora sicuro, avverte la blogger di Allthingsdigital, visti i precedenti colloqui falliti tra le due compagnie.

(28 luglio 2009)

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