World Economic Forum: nel 2016 l'internet economy del G-20 varrà 4.200 mld di dollari

The Boston Consulting Group (BCG) e Google hanno presentato questa mattina, nel corso di un evento congiunto che si è tenuto durante il World Economic Forum di Davos, gli esiti dello studio ‘The Digital Manifesto: How Companies and Countries Can Win in the Digital Economy’, approfondendo le analisi e i risultati emersi dai 14 studi locali commissionati da Google a BCG nel corso del 2011. Dallo Report emerge un dato molto interessante in un momento di grande incertezza economica: entro il 2016 l'impatto dell'internet economy nei Paesi appartenenti al G-20 raggiungerà i 4.200 miliardi di dollari (dai 2.300 di fine 2010). Il driver principale di questa crescita è legato all’aumento della popolazione attiva online che passerà dagli 1,9 miliardi del 2010 a circa 3 miliardi nel 2016 (il 45% dell'intera popolazione mondiale).

La diffusione dei device mobili

Lo sviluppo dei mercati emergenti, la diffusione dei device mobili, soprattutto degli smartphone, e dei social media stanno accrescendo l’impatto economico di internet.




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Secondo lo Studio di BCG le aziende si trasformeranno profondamente nel corso dei prossimi cinque anni, è quindi necessaria un’azione congiunta da parte di imprese e Paesi, che raccomandi la creazione di un ‘digital balance sheet’ e offra un’agenda per i CEO e i decisori politici per costruire un vantaggio digitale.

Il digitale

“Nessuna compagnia o Paese può permettersi di ignorare questa crescita. Ogni azienda ha bisogno di andare verso il digitale”, ha dichiarato David Dean, co-autore del Report e senior partner di BCG. “Il ‘nuovo’ internet non è più prevalentemente accessibile dall’occidente, ora è globale, ubiquo e partecipativo”. Il Report evidenzia che diversi cambiamenti essenziali non sono stati ben compresi da molti dirigenti aziendali e politici come, per esempio, alcune modifiche nell'uso e nella natura di Internet: • Da bene di lusso a bene ordinario. Venti anni fa l’uso di internet era limitato ai benestanti. Oggi è quasi ovunque. I dati dicono che entro il 2016 metà della popolazione del G-20 avrà accesso alla rete. • Dai mercati sviluppati a quelli emergenti. Nel 2016, quasi il 70% degli utenti nel G-20 proverrà dai mercati emergenti, rispetto al 56% del 2010. La Cina avrà circa 800 milioni di internauti quanto quelli di Francia, Germania, India, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti messi insieme. Nel 2016 il contributo dei mercati emergenti all’economia internet del G-20 sarà di oltre un terzo rispetto al meno di un quarto del 2010.

I device mobili

• Da Pc a mobile. Tra quattro anni i device mobili, soprattutto gli smartphone, rappresenteranno quasi l’80% di tutte le connessioni a banda larga nei Paesi del G-20. • Da passiva a partecipativa. I social media stanno cambiando i modelli di comunicazione globale. Paesi come l’Argentina, il Brasile, l’Indonesia e il Messico sono sempre più ‘social’ con più del 90% di utenti registrati alle reti sociali, che vengono usate maggiormente, rispetto ai Paesi sviluppati, per la creazione e condivisione di contenuti. A Davos Patrick Pichette, Chief Financial Officer di Google, ha commentato che “Comprendere il potenziale economico del Web dovrebbe essere una priorità per i leader”. I consumatori hanno cominciato a capire lo straordinario valore di internet. Nel G-20, 1.300 miliardi di dollari di prodotti vengono cercati online prima di essere acquistati offline, che rappresentano il 2,7% del PIL o più di 3.000 di dollari per ogni famiglia collegata. Le aziende che usano intensamente internet, compresi i social media, per vendere e interagire con i propri clienti e fornitori crescono più velocemente rispetto a quelle che non lo fanno.

Il mondo

Negli ultimi 18 mesi, BCG ha monitorato oltre 15 mila PMI in tutto il mondo. Negli USA, le aziende con una presenza media o alta su internet prevedono una crescita del 17% nei prossimi tre anni, rispetto al 12% di altre compagnie. Nel Regno Unito il fatturato complessivo delle imprese con una presenza media o alta sul web è aumentato del 4,1% annuo dal 2007 al 2010, quasi sette volte più velocemente rispetto alle ‘low-Web e no-Web businesses’. Questa tendenza è costante in tutti i Paesi esaminati ed evidenzia il contributo di internet alla crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Il Report tuttavia sottolinea che lo sviluppo dell’internet economy non è una conclusione scontata. Le aziende hanno bisogno di avere nuove capacità e strutture organizzative. “Siamo ancora solo all’inizio nella realizzazione del potenziale di internet”, ha commentato Paul Zwillenberg, co-autore del Report e partner di BCG.

Le aziende hanno bisogno di rafforzare...

“Per essere competitive, le aziende hanno bisogno di rafforzare ciò che noi chiamiamo i loro ‘digital balance sheets’ e costruire i loro asset digitali”. Il Report invita anche i governi a prendere provvedimenti atti a sostenere il progresso digitale e non a frenarlo. Per Zwillenberg, “Nel definire i propri programmi politici, i governi dovrebbero essere guidati da ciò che è necessario per incoraggiare la crescita, l’innovazione e le scelte dei consumatori” piuttosto che da principi meramente teorici.

(27 gennaio 2012)

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