eSearch: Yahoo! conferma le trattative con Microsoft, ma vuole ‘molti soldi e la giusta tecnologia’
L’amministratore delegato di Yahoo!, Carol Bartz, ha dichiarato che qualunque accordo per uno spin-off o per la combinazione degli asset della ricerca sul web della compagnia richiederà un partner con una notevole disponibilità economica e ha aggiunto che ci sono dei “piccoli” contatti con Microsoft per discutere di un’eventuale partnership.
Intervenendo ieri alla conferenza All Things Digital, Bartz ha detto che i popolari prodotti internet di Yahoo!, tra cui il servizio eMail e la sua homepage, restano le risorse fondamentali che permetteranno all'azienda di tornare a crescere.
La società
Da quando è entrata in carica come Ad, Bartz si è mossa rapidamente per riorganizzare la società, tagliando posti di lavoro, chiudendo la produzione di alcuni prodotti e rivedendo la struttura del management.



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La manager ha detto che la società punta a mantenere o addirittura aumentare la quota di quasi il 20% del mercato statunitense per la ricerca su internet, ma ha aggiunto che questo non è necessario per il successo di Yahoo!.
Un luogo in cui la gente viene
"Siamo percepiti come un luogo in cui la gente viene per avere informazioni, non attraverso la ricerca, ma attraverso grandi contenuti, grande lavoro redazionale e grande integrazione, e un approccio molto locale", ha spiegato Bartz alla conferenza che si è tenuta a San Diego.
Bartz, 60 anni, ha preso le redini di Yahoo! a gennaio, sostituendo il co-fondatore Jerry Yang che si è dimesso a seguito delle critiche per aver respinto un'acquisizione da 47,5 miliardi di dollari da parte del colosso dei software Microsoft.
Yahoo! e Microsoft hanno recentemente parlato di diverse collaborazioni: una delle possibilità è che Microsoft gestisca l'attività pubblicitaria del motore di ricerca di Yahoo! e che quest’ultima gestisca le inserzioni pubblicitarie sui diversi siti di Microsoft, secondo quanto riferito da una fonte vicina alla situazione.
Ad una domanda sul futuro delle trattative tra le due società su un accordo per la ricerca su internet, Bartz ha risposto che i colloqui continueranno “per un pò”.
Ha poi spiegato che qualunque accordo dovrà rispettare criteri specifici posti da Yahoo!: “Ci sono due parti in tutto questo. L'altra parte deve avere molti soldi, la giusta tecnologia e deve darci i dati giusti (…) E' così semplice”.
Microsoft, numero tre nel mercato della ricerca online, fornirà dettagli sui miglioramenti del proprio motore di ricerca oggi alla conferenza, quando prenderà parola l'AD Steve Ballmer.
Recentemente Ballmer ha dichiarato che una partnership con Yahoo! per la ricerca online resta “una buona opportunità” per Microsoft e una tappa decisiva per restare competitivi sul settore dove resta ancora leader Google.
“Con la mia offerta dello scorso anno, ho fatto capire chiaramente cosa pensavo del modello economico di un simile partner per il settore della ricerca (internet)”, ha ricordato il presidente di Microsoft.
E da diversi mesi a questa parte, Ballmer non perde occasione di esprimere il proprio interesse per un accordo con Yahoo!.
A fine febbraio, il direttore finanziario di Microsoft, Chris Liddell, definendo l’eventuale alleanza “formidabile”, aveva però sottolineato che il gruppo non ripone la propria strategia solo su questa ipotesi.
Il Ceo di Google Eric Schmidt
Dalla sua, il Ceo di Google Eric Schmidt ha avanzato forti dubbi sulla possibilità di una partnership tra i suoi due concorrenti, riferendosi agli eventuali ostacoli posti dalle Autorità antitrust.
Negli Stati Uniti, Google controlla il 63% del mercato della ricerca online, contro il 21% di Yahoo! e l’8,5% di Microsoft.
Intanto dal nostro Paese, Pietro Scott Jovane, l'amministratore delegato di Microsoft Italia, nell'ambito di un evento realizzato ieri sera al Museo Leonardiano di Vinci (Firenze) con la società Computer Gross , si è soffermato sul quadro degli investimenti nel comparto It rispetto alla difficile congiuntura dell'economia.
“Anche i nostri clienti hanno risentito della crisi e valutano con molta attenzione gli investimenti da fare. Tuttavia non hanno cessato quelli nel comparto It', ha affermato l’Ad della divisione italiana.
“Ci sono segnali positivi - ha aggiunto - e le grandi aziende, nonostante importanti riduzioni di budget, non smettono di innovare; le famiglie non rinunciano a tecnologie e servizi connessi alla rete; le medie imprese reagiscono alla crisi dotandosi di nuovi strumenti informatici tipo l'e-commerce per sfruttare il potenziale di internet”.
La macchina dell'informatizzazione italiana
Una sorpresa viene invece dalle piccole imprese italiane. “…Sono quelle che non hanno mai abbandonato l'investimento tecnologico, e pensare che fino a 4-5 anni fa sembravano tenersene distanti”, ha osservato Jovane. Per l'Ad di Microsoft Italia “…è partita la macchina dell'informatizzazione italiana, anche sotto la spinta dei consumatori: chi lavora nelle aziende o si relaziona con un ente pubblico richiede un livello di informatizzazione elevato”.
Nel corso della stessa iniziativa è stato anche fatto osservare che il ricambio generazionale, sia nelle aziende che più in generale nella società, si dimostra un fattore decisivo che dà segnali di controtendenza, rispetto alla crisi, sul piano degli investimenti tecnologici di imprese e famiglie.
“…Oggi i genitori più giovani iscrivono i figli a scuola tramite internet - ha affermato Paolo Castellacci, presidente della Computer Gross di Empoli, società partner di Microsoft Italia - mentre i nuovi assunti nelle aziende non esitano ad informarsi con i datori di lavoro riguardo alle tecnologie informatiche che vengono messe a loro disposizione e quindi, di riflesso, a disposizione della loro crescita professionale”.
“Sono segnali che dimostrano - ha concluso Castellacci - che l'investimento tecnologico rimane tra le priorità nonostante la congiuntura economica difficile”.
(28 maggio 2009)
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