Google: slitta l’udienza del 7 ottobre. Gli editori francesi denunciano il gruppo mentre i tedeschi chiedono alla Ue di prendere posizione

Il giudice distrettuale Denny Chin ha deciso di spostare l’udienza del 7 ottobre nella quale si sarebbe deciso in merito all’accordo tra Google, editori e autori per Google Book Search. L'intesa è il frutto dello sforzo per risolvere una causa legale del 2005 che riguardava il progetto dell’azienda.

La richiesta delle parti

Accolta quindi la richiesta delle parti di posticipare la decisione sulla biblioteca digitale, dopo il parere contrario espresso dal Dipartimento di Giustizia Usa.




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Autori ed editori hanno detto che le parti vogliono lavorare con il Dipartimento per risolvere i problemi legati a possibili violazioni dei diritti d'autore ma anche delle regole antitrust. Secondo il governo, l'intesa sembra dare agli editori il potere di limitare la concorrenza e a Google una “esclusiva di fatto” nella distribuzione delle opere orfane (i libri coperti da copyright, ma i cui titolari non sono rintracciabili).

Le questioni sollevate dal Dipartimento

Google ha acconsentito allo slittamento. “Stiamo valutando le questioni sollevate dal Dipartimento di Giustizia e da altri e siamo pronti ad affrontarle non appena il procedimento riprenderà”, si legge in un comunicato. Il giudice Chin ha riconosciuto i vantaggi sociali legati alla creazione di una biblioteca digitale mondiale, sottolineando però che non si possono trascurare le obiezioni mosse, comprese quelli di alcuni Stati europei ma anche di organizzazioni non profit. Per il 7 ottobre si terrà invece una “status conference” per decidere su come procedere. Intanto le associazioni degli autori e degli editori francesi hanno citato in giudizio il motore di ricerca con l'accusa di contraffazione di libri per la diffusione digitale. Il gruppo, formato dall'associazione degli editori francesi Sne e dalla società degli autori Sgdl, ha protestato contro il sistema di ricerca Google Book Search per la digitalizzazione dei contenuti di alcune opere che, secondo l'accusa, sono state inserite senza il permesso di autori ed editori.

La briga di digitalizzare...

“E’ inaccettabile che qualcuno si prenda la briga di digitalizzare i libri senza chiedere”, ha detto Herve de la Martiniere a capo del gruppo editoriale francese Seuil. La casa editrice aveva già depositato l'istanza contro Google France e Google Inc. nel 2006, ma ha dovuto attendere oggi affinché il caso fosse affrontato in tribunale. Secondo De la Martiniere sono circa 4.000 le opere della Seuil ad essere state digitalizzate senza autorizzazione. La Sne ha stimato che sono circa 100.000 le opere francesi inserite indebitamente sul motore di ricerca. “Il nostro obiettivo è quello di dare nuova vita a milioni di libri che sono esauriti o difficili da trovare nel rispetto del copyright degli autori”, ha replicato Google France in risposta alle accuse. L’azienda dal canto proprio aveva avanzato la proposta di risarcire con 87 milioni di euro (125 milioni di dollari) gli autori e gli editori danneggiati dal sistema Book Search, ma contro questa ipotesi si sono opposte diverse società, fra le quali Yahoo!, Amazon e Microsoft.

Il progetto di Google di creare...

Il governo francese, nel corso di questo mese, ha respinto il progetto di Google di creare la più grande biblioteca digitale online, dicendo che l'idea “non è conforme al diritto di proprietà intellettuale né al diritto di concorrenza e costituisce una minaccia per la diversità culturale”. La German Book Trade ha espresso una dura critica contro la Ue per non aver preso una posizione contro Google così come ha fatto il Dipartimento di Giustizia Usa. La Germania si è da subito fortemente opposta al progetto di Google per la digitalizzazione delle opere. Nell'ottobre 2008 Google e i sindacati di editori e di autori americani hanno raggiunto un accordo sulle modalità di utilizzo negli Usa di libri digitali, in base al quale il gigante internet avrebbe percepito il 37% degli utili legati all'utilizzo dei libri online, a fronte di un 63% che sarebbe andato nelle tasche di editori e autori. L’intesa prevede che Google creerà un Registro dei diritti del libro, dove autori ed editori registreranno le opere e verranno pagati per i libri e le altre pubblicazioni che il gigante della ricerca su internet metterà online.

(25 settembre 2009)

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