Libertà d’espressione. L’ONU chiarisce: ‘Nessuna risoluzione su internet e disconnessioni’
L'Onu ha smentito di aver preso una posizione ufficiale, con l'adozione di una Risoluzione, contro le disconnessioni degli utenti che praticano la pirateria online. Un chiarimento necessario visto che molti siti hanno attribuito alle Nazioni Unite i risultati di un Report del relatore dell’ONU per la libertà d’opinione e d’espressione, Frank La Rue, realizzato a seguito di incontri e viaggi svolti in diversi Stati del mondo.
Solo la presentazione di una Relazione, quindi, ma nessun dibattito e soprattutto nessuna votazione del Consiglio su questo documento.
Le opinioni di La Rue
L'equivoco è forse nato anche per volontà di quelli che si stanno opponendo al Piano Ue sulla proprietà intellettuale (Leggi Articolo Key4Biz), che hanno usato le opinioni di La Rue, per criticare la decisione dell’Unione europea di accordare agli ISP dei ‘poteri di polizia’. Ma quella di La Rue rappresenta solo ed esclusivamente la posizione di un consulente e non certamente quella delle Nazioni Unite.



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Nell’agosto 2008, ha spiegato la nota, il Consiglio Onu sui diritti umani ha nominato Frank La Rue Special Rapporteur sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione ed espressione. Come Special Rapporteur, ha chiarito ancora la nota, è indipendente da qualsiasi governo od organizzazione e opera sulla base delle sue capacità individuali.
La Rue è emerso che molti governi stanno prendendo provvedimenti restrittivi verso
Nel comunicato ufficiale dell’Onu si legge che dal Report di La Rue è emerso che molti governi stanno prendendo provvedimenti restrittivi verso il flusso di informazioni online, alla luce del potere che ha internet “nel mobilitare le persone che vogliono modificare lo status quo”.
Presentando la propria relazione al Consiglio ONU sui diritti umani, La Rue ha sottolineato che negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerose rivolte in diverse parti del mondo per ottenere maggiore giustizia, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e responsabilità da parte delle autorità politiche.
“Le caratteristiche di internet, che permette alla gente di fornire tempestivamente informazioni, di organizzarsi, di comunicare al mondo intero condizioni di ingiustizia e ineguaglianza, hanno determinato il timore di molti governi”.
In questo Rapporto, La Rue ha analizzato le diverse tendenze e verificato se gli individui hanno la reale possibilità di esercitare liberamente il loro diritto d’espressione, come garantito dall’articolo 19 dal Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Sebbene internet possa essere relativamente considerato un nuovo mezzo di comunicazione, l’esperto dell’Onu, verificando l’applicazione delle norme internazionali sui diritti umani, ha evidenziato che i governi stanno indebitamente restringendo il flusso di informazione online.
La Rue
“La libertà d’espressione - ha detto ancora La Rue - continua a essere criminalizzata in molti Stati, ne è prova che nel 2010 sono stati arrestati più di 100 bloggers”.
I governi, ha avvertito il consulente Onu, si stanno avvalendo sempre di più di tecnologie sofisticate per bloccare i contenuti, monitorare e identificare gli attivisti e gli avversari.
La Rue ha quindi ribadito che il flusso di informazioni dovrebbe subire restrizioni solo in alcuni casi limitati, per circostanze molto eccezionali e comunque previste dalla legge internazionale sui diritti umani.
In altre parole questo significa che ogni intervento restrittivo deve essere contemplato dalla legge, deve esserne provata la necessità, ma soprattutto deve essere il meno intrusivo possibile per garantire il rispetto dei diritti delle persone.
La Rue ha anche invitato i governi ad approvare un piano di azione concreto ed efficace per rendere internet disponibile e accessibile, anche dal punto di vista economico, per tutti i segmenti della popolazione.
Report of the Special Rapporteur on the promotion and protection of the right to freedom of opinion and expression
di Frank La Rue
(09 giugno 2011)
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