Privacy: Accordo finale tra Bruxelles e Washington sul trasferimento dei dati passeggeri

Dopo mesi di trattative, la Commissione Ue e le Autorità americane sono giunte a un compromesso sul dossier giuridico-politico dei dati che le compagnie aeree devono trasmettere nell'ambito dei piani di lotta al terrorismo.  

Un documento di sintesi

Il commissario europeo al mercato interno, Frits Bolkestein, ha pubblicato martedì scorso un documento di sintesi, che riassume il contenuto dell'accordo tra Bruxelles e Washington, e che riguarda i file di prenotazione delle compagnie aeree.




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I punti controversi riguardavano

Come abbiamo più volte sottolineato, i punti controversi riguardavano, da diversi mesi, il contenuto dei file, il loro trasferimento, la durata della conservazione dei dati nei computer americani, e infine il possibile ricorso da parte dei cittadini europei. Criteri che avrebbero dovuto essere fissati da diverso tempo ormai, secondo le esigenze della legislazione europea. Il 5 marzo scorso, lo stesso commissario Bolkestein autorizzava il Dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti ad accedere ai file di prenotazione delle più grandi compagnie aeree, attraverso la centrale di prenotazione Amadeus.   Nel futuro, alcuni dati sensibili saranno esclusi dai file, come le preferenze religiose e le informazioni sanitarie; la durata di conservazione è stata stabilita a 3 anni e mezzo (il Dipartimento Usa reclamava 50 anni); l'accesso a questi dati non sarà condiviso con altre amministrazioni, e in particolare con il futuro sistema centralizzato di base dati americano CAPPS-II  

Washington ha chiesto alle compagnie aeree non statunitensi di fornire fino a 39 dati per ogni passeggero, compresi dettagli della carta di credito, indirizzo di casa e numero telefonico. Le compagnie aeree rischiano una multa o la perdita del diritto di atterrare negli Usa se non soddisfano le richieste. Washington chiede l'accesso ai file di prenotazione delle compagnie europee, cercando di raccogliere informazioni utili per impedire attentati come quello dell'11 settembre 2001. "I contatti proseguono. Ci sono ancora molte questioni importanti", ha detto Jonathan Todd, portavoce della Commissione Ue, senza fornire dettagli  

Il documento prevede che i cittadini europei

In materia di ricorsi, il documento prevede che i cittadini europei non si potranno rivolgere alle loro Autorità nazionali di protezione dati, né all'Unione europea: ma quanto all'organismo americano US Privacy Office. Infine le due parti si sono impegnate a fare un rapporto, almeno annualmente,  sull'applicazione di questo accordo. (r.n.)

(18 dicembre 2003)

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