Video streaming e pubblicità: AOL e Google rinnovano accordo e puntano ai dispositivi mobili

America Online Inc (Aol) che dal 2007 opera anche in Italia, ha rinnovato l’accordo con Google per la pubblicità legata ai servizi di ricerca su internet ampliandolo per includere lo streaming sia sui dispositivi mobili che sul servizio di video online YouTube. I vertici delle due società, al momento non hanno inteso rendere noti i termini finanziari dell’operazione che rinnova un accordo decennale e prevede la condivisione tra i due gruppi di una buona percentuale di ricavi generati dalla pubblicità sui vari siti web.

Il rapporto che lega la più grande società

D’altronde, non poteva essere diversamente visto il rapporto che lega la più grande società di distribuzione di contenuti multimediali al mondo e il sito in assoluto più visitato nel panorama planetario. Google, infatti, già nel 2005 ha acquistato il 5% delle azioni in AOL per 1 miliardo di dollari anticipando e battendo i rivali Yahoo e Microsoft. Google, inoltre, ha anche chiuso con AOl un contratto di credito 300 milioni di dollari. I servizi pubblicitari forniti da Google ad Aol sono partiti già nell’anno 2002.




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Un matrimonio di lunga data, dunque, che negli anni si è rivelato interessante per AOl, sia per la quantità di entrate pubblicitarie, sia per la risposta all’utenza. Numerose sono state, infatti, le aziende di tutto il mondo che hanno scelto di far comparire i propri annunci economici e non solo, accanto ai risultati delle ricerche.

Un calo rispetto allo stesso periodo

Strategia fruttuosa che già nei primi sei mesi di quest’anno ha portato nelle casse di AOL, ben 209 milioni di dollari. Un calo rispetto allo stesso periodo del 2009 durante il quale le entrate raggiunsero il tetto dei 274,9 milioni. Aol intanto, è impegnata in una fase di organizzazione che prevede la trasformazione di quello che è stato uno dei primi fornitori dei servizi internet, in produttore di contenuti. Una trasformazione non certo facile per AOL, le cui attività continuano a soffrire. Secondo il Ceo Tim Armstrong: “una ripresa dei profitti non avverrà prima del 2011”.

(03 settembre 2010)

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