App Store: è guerra contro Apple. Cinque vendor presentano ricorso all'Ufficio marchi Ue
E' battaglia aperta contro Apple e il suo App Store: quattro competitor del gruppo di Cupertino - Microsoft, HTC, Nokia e Sony Ericsson - vogliono che il marchio sia invalidato e hanno presentato un ricorso formale all'Ufficio marchi della Commissione europea perchè agisca in tal senso.
Una simile richiesta era stata presentata il mese scorso da Amazon, che aveva risposto a una denuncia presentata da Apple per l'utilizzo non autorizzato del marchio registrato 'App Store'. Nella denuncia presentata il 18 marzo davanti alla Corte federale nel nord della California, Apple accusava Amazon di violazione di marchio e concorrenza sleale e chiedeva al giudice di impedire alla società di utilizzare il nome "App Store" , oltre a un non meglio specificato risarcimento danni.
Il marchio App Store è stato registrato
Il marchio App Store è stato registrato nel 2008 negli Stati Uniti e Microsoft si è opposta fin da subito alla registrazione: App, sostiene l’azienda di Redmond, è un'ampia categoria commerciale per indicare applicazioni multipiattaforma e Store, allo stesso tempo, è solo un termine per identificare un negozio tra tanti.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
Secondo Microsoft, la sua registrazione impedirebbe di fatto ai concorrenti di descrivere accuratamente le loro attività nel settore delle applicazioni destinate ai dispositivi mobili.
La questione sarà oggetto
Stesso discorso che potrebbe valere per Windows, ha ribattuto Apple. La questione sarà oggetto di un procedimento anche davanti alla commissione di appello dell'ufficio brevetti Usa.
Alle proteste di Amazon e Microsoft, dunque, hanno deciso di unirsi anche altri vendor, tutti a sostenere che si tratti di termini troppo generici per essere registrati.
Riferendosi al procedimento presentato presso al Commissione europea, un portavoce di Microsost ha sottolineato che la decisione "dimostra quanto ampia sia l'opposizione all'assurda pretesa di esclusività da parte di Apple. Il termine 'app store', così come 'toy store' o 'book store' è generico e dovrebbe continuare a essere nella disponibilità di chiunque voglia usarlo per un negozio che vende applicazioni".
Le 5 società sostengono che anche i retailer come Sendmail e DirecTV utilizzano questo termine e anche il Ceo di Apple, Steve Jobs, si è riferito all'Android Market di Google come a un 'app store'.
Apple non ha commentato la notizia, limitandosi a confermare di detenere i diritti per l'utilizzo dei termini 'Appstore' e 'App Store' anche in Europa.
(13 maggio 2011)
© 2002-2012 Key4biz