Apple: verso la fine della strategia esclusivista per la vendita dell’iPhone?
Potrebbe presto vedere la fine la tanto discussa strategia ‘esclusivista’ di Apple che ha finora caratterizzato la vendita dell’iPhone e ha attirato non poche critiche da parte di concorrenti, operatori telefonici e Autorità antitrust nazionali ed europee.
Come conferma anche il nuovo contratto firmato con China Unicom, che segna il debutto dell’iPhone in Cina, la maggior parte dei nuovi lanci avverrà su base non esclusiva, mentre alcuni dei partner della prima ora hanno perso i loro diritti, anche – come nel caso della francese Orange – in seguito all’intervento dell’Antitrust.
Una misura d’urgenza l’esclusiva triennale accordata all'operatore
L’Authority francese, chiamata in causa dal concorrente Bouygues Télécom, aveva deciso di sospendere con una misura d’urgenza l’esclusiva triennale accordata all'operatore da Apple, in quanto fattore in grado di apportare ulteriore rigidità in un mercato già poco concorrenziale e di generare una minaccia grave e immediata per i consumatori e la concorrenza sul mercato mobile. La decisione è stata confermata anche dalla Corte d’Appello di Parigi.



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Secondo Gene Munster, analista di Piper Jaffray, il caso Orange è stata una “preziosa lezione” per Apple, che ora in Francia controlla il 40% del mercato contro circa il 15% nel resto del mondo.
Un anno
Da qui a un anno, nota quindi Munster, scadranno gli accordi in esclusiva con l’americana AT&T e con i due operatori europei O2 UK e T-Mobile Germany.
Questi ultimi due si stanno già guardando intorno per mettere a punto strategie in grado di compensare la perdita dell’esclusiva sull’iPhone che, va ricordato, è tra gli smartphone quello che più di tutti fa lievitare le spese telefoniche degli utenti, che tendono a passare più tempo su internet rispetto agli altri possessori di cellulari intelligenti.
T-Mobile punta sull’Android di Google, mentre O2 si appresta a lanciare il Palm Pre, il Samsung Galaxy e altri telefonini di alta gamma tutti in esclusiva.
La più danneggiata dalla fine della strategia Apple potrebbe dunque essere AT&T, che infatti sta tentando di convincere Apple a rinnovargli l’esclusiva fino al 2011.
Sempre secondo Munster, Apple non sarebbe affatto soddisfatta delle performance dei contenuti video su iTunes e si sarebbe imbarcata in una serie di trattative con i broadcaster e gli operatori via cavo “per adattare i diritti televisivi e cinematografici al mondo digitale”.
Un modello che
L’analista sostiene che Apple potrebbe adottare un modello che, dietro un abbonamento mensile di circa 50 dollari, permetterebbe un accesso illimitato ai contenuti di una rinnovata Apple Tv, il media center concepito per trasmettere anche sul televisore i contenuti acquistati su iTunes o presenti nel proprio Mac.
(01 settembre 2009)
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