Connessioni mobili: impennata degli utenti ma non dei profitti, nonostante la ‘fame insaziabile’ di internet in mobilità
Il numero di connessioni mobili crescerà del 30% nei prossimi 5 anni, a quota 7,8 miliardi, ma a questa impennata non corrisponderà un’ulteriore cascata di denaro nelle casse degli operatori.
Lo dice l’ultimo rapporto della società di analisi Ovum, secondo cui il totale dei ricavi legati ai servizi si attesterà a 1.047 miliardi di dollari nel 2016.
Il 2011 e il 2016 e questo nonostante
Il tasso annuo di crescita dei ricavi sarà pari all’1,9% tra il 2011 e il 2016 e questo nonostante la crescita delle entrate legate ai servizi dati, che secondo Ovum registrerà un tasso di crescita annuale del 7,2% per raggiungere quota 419 miliardi nel 2016.



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I servizi voce continueranno a rappresentare la percentuale maggiore dei ricavi, attestandosi al 60% del totale al 2016 dal 69% attuale, ma a partire dal 2013, anche questo segmento comincerà a calare e passerà dai 658 miliardi del 2011 a 628 miliardi del 2016. La profittabilità di questi servizi, infatti, è erosa dalla crescente diffusione del VoIP, che minaccerà in maniera sempre più decisa i ricavi e i margini degli operatori.
Un fatturato di 419 miliardi
I servizi dati nel 2016 genereranno un fatturato di 419 miliardi di dollari e rappresenteranno il 40% dei ricavi (dal 31% attuale). Tra 5 anni, avvertono gli analisti, i servizi non-voce, quindi non saranno più un semplice ‘supplemento’ dei ricavi legati alla voce, ma anzi, cominceranno a sostituirli.
Questo passaggio dalla voce ai dati, sostenuto da quella che gli analisti definiscono una ‘fame insaziabile’ di servizi internet in mobilità, tuttavia, non sarà sufficiente a invertire il trend di rallentamento della crescita del fatturato complessivo del mercato, dal momento che la spirale al ribasso dei ricavi voce continuerà a mostrarsi in tutta la sua evidenza.
A trainare la crescita delle connessioni mobili saranno soprattutto Asia Pacifico (Cina, India e Indonesia rappresenteranno il 51% delle connessioni nel 2016, contro il 44% nel 2010), Africa (991 milioni le connessioni previste nel 2016) e Stati Uniti (dove i ricavi passeranno da 194 miliardi di dollari quest’anno a 220 miliardi nel 2016), mentre le performance peggiori si registreranno in Europa occidentale, dove segneranno un -0,7%.
Il tasso di crescita dei clienti, tuttavia, non produrrà necessariamente un aumento dei profitti da parte degli operatori e così, se l’Africa rappresenterà da qui a 5 anni quasi un ottavo delle connessioni mondiali, con un tasso di crescita composto del 9,4% l’anno, i ricavi cresceranno solo del 5% l’anno, mentre l’Europa genererà il 18% del fatturato complessivo con solo il 7% dei clienti mondiali.
(20 settembre 2011)
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