Contenuti digitali: la MPEG-LA rivede le tariffe DRM per la telefonia mobile

Gli operatori del GSM hanno vinto la loro battaglia contro il consorzio MPEG Licensing Authority, che riunisce i detentori dei brevetti DRM (tra gli altri: Matsushita, Philips, Sony, ContentGuard e Intertrust).  

Le tariffe DRM per la telefonia mobile imposte

La polemica, scoppiata alcune settimane fa, ruotava intorno alle le tariffe DRM per la telefonia mobile imposte da MPEG LA per l'utilizzo dei sistemi DRM (Digital Right Management), essenziali tanto per la vendita di musica e film via Internet quanto per la gestione dei diritti di copia sulle piattaforme domestiche di distribuzione dei contenuti.




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Le tariffe

La denuncia era partita dalla GSM Association, l'associazione della comunità GSM che riunisce oltre 1,3 miliardi di utenti nel mondo, che riteneva le tariffe - un dollaro per telefonino più l'1% del fatturato derivante dalla vendita on line di musica e video - impraticabili, eccessive e miopi.  E così il consorzio ha reso noto di aver accolto le richieste dell'Associazione, abbassando le tariffe per dispositivo a 65 centesimi e per abbonato a 25 centesimi l'anno, pagabili dopo il primo anno, a prescindere dal numero di brani o altro materiale digitale scaricato dagli utenti. MPEG LA, che si occupa della negoziazione delle licenze d'uso delle tecnologie DRM, della stipula dei contratti e della riscossione delle relative royalty, ha fatto sapere di essersi dimostrata "ricettiva alle esigenze e alle critiche degli operatori".   Un regime tariffario come quello imposto da MPEG LA denunciava la GSMA è "irragionevole ed eccessivo" e avrebbe finito per danneggiare gli utenti finali, proprio nel momento in cui il mercato dei contenuti mobili comincia a decollare.  

Un regime tariffario equo

Senza un regime tariffario equo, infatti, l'unica soluzione sarebbe "la creazione di soluzioni DRM proprietarie" alternative a quelle dell'OMA e dei detentori dei brevetti DRM, ma questo, denuncia il presidente della GSMA Rob Conway, non farebbe altro che provocare la frammentazione dei servizi, l'imposizione di costi aggiuntivi, ritardi e rallentamenti della crescita e dell'innovazione sia per gli operatori che per i fornitori di contenuti, il tutto, infine, a discapito dei clienti.   La GSMA non ha ancora commentato la revisione delle tariffe, né fatto sapere se il ribasso è tale da garantire vantaggi agli utenti e all'industria evitando la frammentazione del mercato così come è successo sul mercato dei Personal computer.   Qui, l'incompatibilità tra le piattaforme proprietarie di Microsoft, Apple e RealNetworks non ha fatto altro che rinvigorire il download illegale di contenuti. 

  Alessandra Talarico       Per ulteriori approfondimenti, leggi:

  DRM: la GSMA denuncia l'impraticabilità delle tariffe proposte dalla MPEG LA     © 2005 Key4biz.it

(14 aprile 2005)

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