Foxconn: presto pubblica l’inchiesta sui suicidi, ma per il governo cinese non è solo il lavoro la causa delle morti
Dovrebbero essere pubblicati a breve i risultati dell’inchiesta ufficiale sui suicidi alla Foxconn, società cinese che produce e assembla i componenti dei dispositivi hitech per conto del principali produttori mondiali.
Lo ha annunciato il viceministro delle Risorse umane e della Sicurezza sociale, Zhang Xiaojian, sottolineando che comunque le istituzioni cinesi ritengono che a scatenare la catena di suicidi – 10 dall’inizio dell’anno – non siano state solo le condizioni di lavoro stressanti imposte dall’azienda, così come dimostrerebbero, invece, alcune lettere lasciate dalle persone che si sono date la morte nella città-fabbrica di Shenzhen.
“Gli incidenti alla Foxconn non si possono attribuire solo alle relazioni sul lavoro, ma hanno cause molteplici”, ha affermato Xiaojian.



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“Ci sono problemi nella gestione del personale e anche problemi psicologici dei giovani impiegati. Ci sono diversi fattori da considerare”, ha aggiunto.
Lo più giovani che arrivano
Nella città-fabbrica di Shenzhen vivono e lavorano 300 mila persone, per lo più giovani che arrivano da province lontane e – sottolineano gli psicologi intervenuti sul caso - “si sentono abbandonati sempre più a se stessi”, non essendo abituati, come lo erano i loro genitori, al lavoro duro e orientato solo al guadagno economico dei ‘padroni’.
“I migranti di nuova generazione – ha spiegato lo psicologo e docente universitario Li Guorui – vivono in un’epoca in cui è più facile informarsi, attraverso i telefonini e internet ed è quindi più facile fare il paragone con la situazione dei coetanei nel resto del mondo”.
I giovani lavoratori ha aggiunto, “non vogliono più essere considerati soltanto ‘macchine per fare soldi’”, e sono sopraffatti dallo sconforto per le loro condizioni di lavoro.
Come avvenuto per France Telecom – anch’essa al centro di una lunga catena di suicidi tra i dipendenti - forte è stata l’attenzione dei media mondiale anche nel caso Foxconn, dove viene assemblato l’iPhone Apple e molti dei dispositivi di Dell e HP. Il governo cinese ha infatti aperto un’inchiesta, mentre la società dovrebbe concedere ai dipendenti di Shenzhen un aumento di stipendio del 70%, tanto da consentire loro di poter vivere senza essere costretti a fare lunghi straordinari.
(14 giugno 2010)
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