Green IT: Vodafone si impegna a dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2020

Il gruppo Vodafone prende un impegno preciso con l’ambiente: entro il 2020 verranno infatti ridotte del 50% le emissioni di CO2 che attualmente si attestano a 1,23 milioni di tonnellate. Un obiettivo importante che verrà realizzato attraverso miglioramenti dell’efficienza energetica e un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili e che prevede altresì lo sviluppo di prodotti e servizi che aiuteranno anche i clienti a limitare il loro impatto ambientale.

La decisione giusta per un’azienda responsabile

“E’ la decisione giusta per un’azienda responsabile”, ha commentato il Ceo Arun Sarin, sottolineando che l’adozione di una strategia più sensibile alle tematiche ambientali è un bene anche per il business: “Da una prospettiva finanziaria, tagliare le emissioni aiuterà infatti a controllare anche i costi” ha spiegato Sarin, che ha anticipato la prossima uscita di prodotti quali caricatori a energia solare e caricabatteria universali per tutti i telefonini Vodafone.




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“Non ci sono soluzioni semplici a un problema così complesso - ha sottolineato Sarin – e, dopo aver analizzato tutte le possibili soluzioni abbiamo capito che la strategia più efficace è il taglio diretto delle emissioni, che verrà realizzato con l’adozione di cambiamenti sul piano operativo e innovazioni tecnologiche.”

Il nostro esempio

“Speriamo che anche altri seguano il nostro esempio”, ha concluso Sarin. Attualmente, l’energia utilizzata per il funzionamento della rete rappresenta l’80% del totale, con uffici, trasporti e retail a incidere per l’altro 20%. L’energia rinnovabile rappresenta invece il 17%, in crescita del 28% rispetto allo scorso anno. Nel corso di questi ultimi anni, la società britannica ha lavorato molto per risolvere le questioni legate ai cambiamenti climatici. Per esempio, nel corso del 2006/07 la quantità di diossido di carbonio relativa al traffico della rete è stata ridotta del 29%, mentre l’efficienza energetica delle infrastrutture è stata migliorata del 25%. La società sta attualmente studiando l’impatto ambientale delle compagnie acquisite in India e Turchia e annuncerà a breve anche gli impegni di queste aziende in favore dell’ambiente.

Una delle maggiori aziende mondiali lancia

Secondo Jonathon Porritt, fondatore del Forum for the Future e collaboratore di Vodafone sulle questioni ambientali, l’impegno del gruppo tlc è significativo perché una delle maggiori aziende mondiali lancia un segnale preciso ai suoi clienti e agli altri player del settore. “Con un impegno simultaneo su prodotti e servizi, e quindi anche sull’impatto dei clienti, Vodafone ha l’opportunità di segnare una vera leadership. Il 2020 potrebbe sembrare lontano, ma saranno le iniziative concretizzate nei prossimi due o tre anni a determinare se il target della riduzione del 50% è realizzabile o meno”, ha spiegato Porritt. Partire adesso, dunque, per fare la differenza domani. Il gruppo ha già avviato diversi progetti con le sue filiali: in Spagna, le emissioni di CO2 sono state ridotte di oltre 6,600 tonnellate grazie al focus sull’efficienza energetica nella rete di accesso e nei centri di switching. In Grecia sono stati installati sistemi fotovoltaici in 123 base station nelle aree remote.

I sistemi ‘power saving’ di Ericsson

In Germania sono stati adottati i sistemi ‘power saving’ di Ericsson, in grado di consentire un risparmio energetico del 10-20% grazie alla possibilità di mettere in standby quelle parti del network che non sono utilizzate, superando la pratica tradizionale di mantenere le apparecchiature radio continuamente accese, con un notevole spreco di energia. Secondo il rapporto “Electricity Consumption and Efficiency Trends in the Enlarged European Union”, il consumo di elettricità nel settore terziario (i servizi) è aumentato del 15,8% mentre quello dell’industria del 9,5%. Uno dei risultati più interessanti che emerge dal rapporto è che il settore che oggi registra il maggior aumento dei consumi potrebbe anche essere quello più facile da gestire. L’abitudine sempre più diffusa di lasciare le apparecchiature elettroniche domestiche in modalità stand-by ha una notevole incidenza sui consumi di energia elettrica di una famiglia, figuriamoci di una rete di telecomunicazione.

(21 aprile 2008)

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