Il 3G entra nella seconda generazione con telefonini più competitivi. Analisi Portelligent
I primi telefonini 3G arrivati sul mercato lo scorso anno non hanno convinto né il pubblico, né la critica. Apparecchi troppo grandi, troppo complicati e troppo cari.
La terza generazione, però, è ormai entrata nella sua seconda generazione di prodotti: tutta una serie di nuovi telefonini su cui grava l'onere di portare, finalmente, il 3G sul mercato di massa.
Le difficoltà tecniche
Questi nuovi apparecchi, specialmente quelli arrivati sul mercato quest¿anno, hanno di gran lunga superato le difficoltà tecniche che hanno rallentato il successo dell'Umts sia sui mercati europei che su quelli asiatici e hanno raggiunto un buon compromesso tra prezzo, prestazioni e design.



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Uno studio sugli apparecchi
A conferma di ciò, Portelligent ha realizzato uno studio sugli apparecchi 3G che indica come i produttori di cellulari di nuova generazione abbiano ridotto la complessità e i costi dei cellulari Umts nel corso degli ultimi mesi.
I primi apparecchi 3G, che supportano sia il GSM che il protocollo W-CDMA per le comunicazioni wireless, hanno infatti ricevuto un'accoglienza abbastanza fredda da parte del pubblico proprio per la complessità e per il prezzo troppo alto, nonché per le loro prestazioni non proprio esaltanti.
In base allo studio di Portelligent, condotto su 11 modelli introdotti nel corso degli ultimi 18 mesi, i prodotti arrivati sul mercato dall'inizio del 2004 hanno ridotto di almeno il 25% il numero medio di componenti elettronici al loro interno. Allo stesso tempo, è sceso del 50% anche il costo medio della maggior parte dei circuiti integrati, i componenti che maggiormente contribuiscono a far lievitare il prezzo dei telefonini. I produttori di chip, da canto loro, hanno contribuito all'evoluzione degli apparecchi producendo microprocessori e piattaforme più mature e meglio rispondenti alle esigenze dei consumatori e dei produttori.
La prima e la seconda generazione
Nella transizione tra la prima e la seconda generazione di telefonini Umts, è evidente dunque che i prodotti presentati nel 2004 sono molto più competitivi anche su piattaforme diverse: la giapponese NTT DoCoMo ad esempio, ha presentato dei telefonini che supportano diversi protocolli "3G", come il CDMA 2000 (utilizzato negli Usa) e il W-CDMA FOMA (Freedom of Multimedia Access).
Mentre i telefoni Umts presentati nel corso del 2003 sostanzialmente superavano i prodotti W-CDMA/FOMA e CDMA2000 per numero medio di circuiti integrati e per numero totale di componenti elettronici, gli apparecchi presentati nel corso di quest¿anno, portano il numero totale di componenti a un livello molto più basso anche rispetto ai prodotti FOMA che DoCoMo ha introdotto in Giappone.
"Nel 2003, l'analisi dei componenti elettronici e delle tecnologie, mostrava un quadro desolante per l'Umts", spiega Howard Curtis, vice presidente di Portelligent.
Le aziende hanno sostenuto
"Alla luce degli alti costi dei materiali utilizzati nella prima generazione di prodotti, al top degli ingenti investimenti che le aziende hanno sostenuto per l'acquisto dello spettro, non vedevamo come essi potevano riscuotere successo nel debuttante mercato del 3G".
Tra i telefonini più complicati mai apparsi sul mercato, secondo Portelligent, il Nec e-606, che conteneva 108 circuiti integrati.
I prodotti di seconda generazione, invece, hanno dimostrato un evidente salto di qualità, sia a livello di integrazione dei sistemi che di maturità nel design.
Un assoluto pessimismo riguardo
"In definitiva - conclude Curtis siamo passati da un assoluto pessimismo riguardo le prospettive di business, a un cauto ottimismo".
Gli 11 cellulari presi in esame da Portelligent, includono modelli di Nec, Motorola, Nokia, Sony Ericsson, e LG.
Tra questi, 4 delle prime 5 piattaforme emerse nel mercato 3G Umts, che comprendevano chip prodotti da NEC/Agere, Motorola SPS (ora Freescale), STMicroelectronics/TI, e Ericsson Mobile Platforms.
Portelligent sta attualmente conducendo analisi sul V801 della Sanyo e sul Samsung SGH-Z105, basati sui chip della statunitense Qualcomm, quinta azienda produttrice di microprocessori e piattaforme per la comunicazione.
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Alessandra Talarico
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(13 settembre 2004)
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