India: Vodafone e Essar vicini all’accordo sulla governance di Hutchison Essar
Vodafone e il conglomerato indiano Essar sarebbero vicini a un accordo sulla futura governance di Hutchison Essar, l’operatore mobile indiano di cui il colosso britannico ha recentemente acquistato il 67% per 11,1 miliardi di dollari.
L’accordo – secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg - prevede anche l’eventuale cessione a Vodafone della quota del 33% in mano a Essar entro i prossimi 4 anni.
Un primo momento
In un primo momento, Essar rifiutò di cedere a Vodafone la sua quota per 5,8 miliardi, minacciando poi di bloccare il tentativo di acquisizione, ma pare che le divergenze tra i due gruppi si siano appianate e Vodafone abbia acconsentito a dare a Ravi Ruia – vicepresidente di Essar – il ruolo di presidente di Hutchison Essar appena finalizzata l’acquisizione.



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Ad Arun Sarin, attuale ceo di Vodafone, andrebbe secondo rumors non ancora confermati, la carica di vicepresidente.
Il gruppo di Mumbai come partner dopo
L’interesse di Vodafone è comunque quello di mantenere il gruppo di Mumbai come partner dopo il completamento dell’operazione.
“In un posto come l’India – ha spiegato Jay Moghe di Opes Prime Asset Management – c’è bisogno di amici come i Ruia che hanno dimestichezza col panorama economico locale”.
Vodafone, che ha battuto Reliance Communications e Hinduja Group nella corsa all’acquisizione di Hutchison Essar, avrà accesso a uno dei mercati wireless più appetibili al mondo: nel solo mese di febbraio ha aggiunto sei milioni di nuovi utenti, ma ancora soltanto il 15% della popolazione possiede un telefonino.
Hutchison Essar, con una quota di circa il 16% e 25,3 milioni di utenti, è il quarto operatore mobile del Paese, dietro Bharti (21,5%), Reliance (20,4%) e la statale Bharat Sanchar Nigam (16,5%).
In Italia, intanto, monta la polemica tra la società e le associazioni dei consumatori.
Un esposto all'Agcom segnalando
Il Movimento Difesa del Cittadino ha infatti inviato un esposto all'Agcom segnalando che Vodafone violerebbe le disposizioni dell'Agcom in materia di ricariche telefoniche.
Secondo quanto segnalato da vari utenti Vodafone sta inviando agli utenti che decidono di passare ad altro operatore il messaggio: ‘La informiamo che il passaggio al nuovo Gestore di telefonia mobile comporta la perdita del traffico disponibile della sua carta ricaricabile’.
Questo messaggio, secondo Mdc, è “chiaramente intimidatorio e finalizzato a ostacolare i passaggi da Vodafone ad altro gestore, viola quanto disposto dall'Agcom con varie delibere in materia di trattamento del credito residuo”.
Inoltre, aggiunge MDC, gli utenti interessati, “protestando al 190, si sono sentiti suggerire di presentare domanda per richiedere la restituzione del credito residuo”.
Si ripropone quindi l'obbligo per l'utente - si chiede Mdc – “di fare una raccomandata e di pagare 8 euro per questa operazione? Certamente l'utente viene messo in difficoltà e disincentivato al cambiamento di gestore, mentre Vodafone ne ricava un ingiustificato profitto a danno dell'utente”.
Una nota
In una nota, Vodafone Italia precisa tuttavia che “il passaggio ad altro Gestore di telefonia mobile non comporta la perdita del traffico disponibile della sua carta ricaricabile” e ricorda inoltre, che “ad oggi Vodafone è l'unico operatore che in caso di recesso del Cliente offre sia la possibilità di conservare il credito, sia la possibilità di ottenerne la restituzione”.
Per quanto riguarda il passaggio del credito residuo in caso di richiesta di portabilità del numero, sottolinea Vodafone, “non e' praticato da alcun gestore in quanto non ne sono disciplinate le modalità”.
(14 marzo 2007)
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