Iraq: cresce la protesta per la mancata assegnazione delle licenze. Il Pentagono apre un'inchiesta ufficiale
La rabbia del popolo iracheno per la totale assenza di garanzie sul futuro dei network telefonici, cresce sempre più. Gli abitanti del Paese sono privi di ogni mezzo di comunicazione per volere di Saddam Hussein, che aveva vietato l'uso dei telefoni cellulari, ma speravano che col termine della gara di assegnazione delle licenze la situazione potesse al più presto evolversi al meglio.
Così non è stato. Il Pentagono infatti ha annunciato ufficialmente l'apertura di un'inchiesta sull'attribuzione dei contratti, per fare luce su presunti casi di corruzione nell'ambito delle licitazioni private che hanno preceduto l'assegnazione vera e propria degli appalti.



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L'indagine preliminare era partita lo scorso 25 novembre al fine di chiarire le posizioni dei tre consorzi che si sono aggiudicati le licenze per ricostruire i network telefonici distrutti dai bombardamenti.
Il portavoce del Pentagono
"L'inchiesta preliminare è terminata ha dichiarato il portavoce del Pentagono e ora sono iniziate delle indagini più esaustive'.
La gara, caratterizzata fin dall'inizio da una serie di polemiche tra Usa e Europa sulla scelta dello standard, si è conclusa, tra critiche e ritardi, con l'assegnazione delle concessioni a tre compagnie arabe: l'egiziana Orascom Telecommunications, una cordata che annovera la kuwaitiana National Mobile Telecommunications e un consorzio capeggiato da MTC, altra società del Kuwait.
Sin da prima dell'attribuzione delle concessioni, erano stati manifestati forti dissensi per la presunta politicizzazione dell'asta: le licenze, insomma, sarebbero state assegnate non ad aziende con gli adeguati requisiti tecnici, bensì con gli adeguati legami politici.
Il magnate egiziano Nadhmi Auchi
Nel mirino delle investigazioni, in particolare il magnate egiziano Nadhmi Auchi, azionista di maggioranza di Orascom Telecom, che si è aggiudicata la licenza più importante, quella per la parte centrale del paese e per Baghdad. Auchi è coinvolto in diversi scandali finanziari e su di lui pende un mandato di arresto internazionale. Il miliardario iracheno sarebbe anche coinvolto in un traffico d'armi a favore di Saddam Hussein.
Nessun altro dettaglio è stato fornito, ma fonti industriali vicine al dossier ritengono che alcuni candidati avrebbero addirittura "rielaborato" la propria struttura societaria per mascherare i propri legami con i governi arabi.
La coalizione Usa (CPA) che attualmente guida l'Iraq, aveva in principio negato che il blocco temporaneo nell'assegnazione delle licenze per il GSM in Iraq, fosse stato causato dall'inchiesta del Pentagono. Ma il London Financial Times riferiva che due funzionari della CPA che si erano occupati dell'asta per le licenze sarebbero sotto inchiesta.
Il presidente della Camera di Commercio irachena negli Usa si è dichiarato soddisfatto dell'apertura dell'indagine, dal momento che il suo ufficio aveva ricevuto diverse proteste sugli accordi stabiliti per il ripristino dei network telefonici nel Paese.
Il General Accounting Office, il braccio investigativo del Congresso, intanto, sta investigando su tutti i contratti portati a termine nell'ambito della ricostruzione, per stabilire se i miliardi di dollari versati dai contribuenti Usa si stiano spendendo con criterio e senza sperperi.
Alessandra Talarico
(19 dicembre 2003)
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