M&A: Sprint chiede al Governo di bloccare la fusione AT&T-T-Mobile. 'Danneggia consumatori e mercato'
Sprint Nextel, terzo operatore mobile americano, ha chiesto al Governo Usa di bloccare l'acquisizione di T-Mobile Usa da parte di AT&T. L'operazione, aveva detto fin da subito il Ceo Dan Hesse, arrecherà danni ai consumatori, restringendo ulteriormente la concorrenza sul mercato mobile americano.
"A nome dei nostri clienti, dell'industria e del Paese, Sprint contesta il tentativo di AT&T di ignorare i progressi compiuti negli ultimi 25 anni e di creare un nuovo duopolio Ma Bell e ha chiesto al Governo di bloccare un'intesa che ritiene anti-competitiva", ha affermato Vonya McCann, senior vice president for government affairs di Sprint.



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La società sostiene infatti che l'operazione da 39 miliardi di dollari, che porterà alla creazione del maggiore operatore mobile Usa (121 milioni di clienti), danneggerà i consumatori e la concorrenza in un momento in cui il Paese non può permetterselo. La transazione richiede l'approvazione del Dipartimento di Giustizia e della Federal Communications Commission e sarà probabilmente oggetto di un'audizione al Congresso. Sprint non sarà probabilmente l'unico operatore ad opporsi all'accordo: anche se Verizon Wireless (joint venture tra Verizon Communications e Vodafone) ha già fatto sapere di non volersi schierare tra i contestatori, gli operatori più piccoli, in particolare quelli attivi nelle zone rurali, si uniranno alle rimostranze di Sprint, catalizzando una più ampia opposizione da parte di una parte del mondo politico e delle associazioni dei consumatori. Se l'operazione fosse approvata, andrebbero a farsi benedire, secondo Sprint, i progressi in termini di modernizzazione, competitività e apertura del mercato raggiunti in oltre tre decenni.
Una compagnia grande tre volte Sprint
Dall'unione, infatti, nascerebbe una compagnia grande tre volte Sprint in termini di profitti che andrebbe a rafforzare ulteriormente il duopolio AT&T-Verizon.
"Il settore mobile - ha dichiarato Hesse - sarà quindi dominato da due società verticalmente integrate con un controllo senza precedenti sul mercato wireless post-paid e sui prezzi di elementi chiave come il backhaul e l'accesso, elementi essenziali per la competizione".
Sprint, in sostanza, vedrebbe allargarsi il gap che lo separa dai primi due operatori e incontrerà sempre più difficoltà sia nel segmento consumer che in quello business. Secca la risposta del Ceo AT&T, Jim Cicconi, che ha confermato la validità dell'operazione e ha sottolineato che AT&T ha sempre ritenuto "più costruttivo concentrarsi sulle proprie strategie che farsi distrarre dalle polemiche sulle strategie degli altri".
(29 marzo 2011)
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