Mobile adv. Un mercato ancora in panne nonostante le premesse. Apple e Google investono e scommettono sull’augmented reality
Riuscirà l’ingresso di giganti del calibro di Google ed Apple a dare una scossa al mercato del mobile advertising, ancora decisamente limitato nonostante le gloriose previsioni di qualche anno fa?
Le aziende, nel pieno della crisi economica ma anche prima, non si sono mostrate mai troppo propense a investire nella pubblicità via telefonino – costituita principalmente da piccoli banner agli angoli delle pagine web mobili o da messaggi di testo spesso troppo simili allo spam.
Il mercato del mobile advertising sembrava predestinato
Eppure, fino a qualche anno fa, il mercato del mobile advertising sembrava predestinato a un glorioso futuro, essendo il telefonino – gadget ultra personale - la porta di acceso più diretta verso i consumatori.



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I big come Apple e Google, che col loro ingresso nella telefonia mobile hanno scombinato e non poco le carte in tavola, credono molto nelle potenzialità del settore e hanno cominciato a investire pesantemente: a novembre dello scorso anno, Google ha speso 750 milioni di dollari per acquistare AdMob, uno dei maggiori fornitori di tecnologie per la pubblicità mobile.
La pubblicità sui cellulari graphical
AdMob fornisce tecnologie per la pubblicità sui cellulari (graphical, display ads) e gestisce una rete di 15 mila siti web mobili attraverso cui gli advertiser possono piazzare i loro annunci.
L’accordo rappresenta tra l’altro la terza maggiore acquisizione portata a termine dal gruppo di Mountain View, dopo quella di DoubleClick per 3,1 miliardi e quella di YouTube per 1,65 miliardi, a conferma delle grandi potenzialità che l’industria scorge nel cellulare come canale di advertising.
Apple, da canto suo, ha acquisito a Gennaio per 275 milioni di dollari uno dei principali concorrenti di AdMob, Quattro Wireless, che annovera tra i suoi clienti gruppi quali NFL, Ford e Disney, Visa, Mazda e anche il motore di ricerca Bing di Microsoft. Sembra inoltre che Steve Jobs, per scavalcare Google, stia pensando a un accordo con la rivale Microsoft per la ricerca sui dispositivi mobili.
L’acquisizione di Quattro Wireless, ha affermato il direttore finanziario di Apple Peter Oppenheimer, “…darà ai nostri sviluppatori, specialmente quelli che offrono programmi gratuiti, la possibilità di disporre di una soluzione di continuità per monetizzare le loro applicazioni”.
Apple, intanto, ha presentato ieri l’attesissimo tablet iPad, una sorta di mega iPhone che, nella versione più sofisticata (memoria da 64GB, connettività Wi-Fi e 3G) costerà 829 dollari.
Dal mondo dell’editoria, a quello dei videogiochi e dell’advertising, sono in molti a guardare con attenzione al primo tablet della Apple, e alle opportunità che potrà offrire agli altri attori della catena.
Steve Jobs lo ha presentato come un prodotto “magico e rivoluzionario”, una finestra sul mondo digitale da cui accedere a internet, vedere film in alta risoluzione, leggere libri, ascoltare musica e giocare ai videogiochi.
Il tutto in vendita su iTunes, grazie agli accordi siglati, tra gli altri, col New York Times, la Disney ed Electronic Arts.
Le aziende, intanto, cominciano a cambiare atteggiamento verso il mercato del mobile advertising: grandi case automobilistiche come Volkswagen o retailer come Best Buy stanno pensando di investire nel settore, per promuovere le vendite e rinnovare la propria immagine.
“Diventerà un’area importante, che potrebbe ridimensionare i Pc per volume di investimenti pubblicitari”, ha affermato il responsabile marketing di Best Buy Barry Judge al Wall Street Journal,
Le società che cercano nuove
Il mercato, ovviamente, non è fatto solo da Apple e Google: tante start up come FourSquare e Loopt stanno sviluppando nuovi servizi per le società che cercano nuove vie per arrivare i clienti, attuali e potenziali, sfruttando le potenzialità del GPS per spot mirati in base al luogo in cui il cliente si trova. Pensiamo ad esempio a un negozio che invia un buono sconto quando il cliente sta passando proprio nelle vicinanze. Si tratta di un ottimo metodo per invogliare all’acquisto.
Al momento tuttavia, i numeri parlano chiaro: il mercato è lontano anni luce dall’essere quello pronosticato qualche anno fa e anche secondo Google ci vorrà ancora del tempo prima di trovare il giusto modello.
Secondo eMarketer il mercato crescerà dai 760 milioni di dollari del 2009 a 1,1 miliardi nel 2012 (contro i 2,4 miliardi previsti a febbraio dello scorso anno).
All’orizzonte, le opportunità legate alle applicazioni della cosiddetta realtà aumentata, da cui già sono nate forme di augmented advertising grazie alle quali è possibile trovare informazioni rispetto al luogo in cui siamo – alberghi, bar, ristoranti, stazioni della metro - ma anche visualizzare le foto dai social network sovrapposte alla realtà.
Già diversi brand, da Toyota a Lego, da Mini a Kellogs, si sono affidati a campagne di augmented advertisinge secondo il Ceo do Google, Eric Schmidt, è questo il futuro che ci attende: “…il vero impatto del mobile advertising si capirà più in là, grazie proprio a prodotti che ancora non sono sul mercato”.
(28 gennaio 2010)
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