Mobile music: i telefonini con hard disk pronti a sfidare i lettori MP3
Dieci anni fa nessuno avrebbe mai immaginato un telefonino dotato di hard disk, eppure la trasformazione del cellulare in uno strumento di entertainment tra i più completi e diffusi ha fatto sì che i costruttori pensassero anche a questo.
E a lungo andare, secondo uno studio della società ABI Research, l’arrivo sul mercato di un numero sempre crescente di telefonini e smartphone dotati di hard disk potrebbe anche mettere in crisi le vendite di lettori MP3.
Gli unici apparecchi che tutti
“I cellulari sono gli unici apparecchi che tutti si portano dietro e le evoluzioni continue della tecnologia potrebbero rappresentare un problema per i lettori MP3 ‘puri’”, ha spiegato l’analista ABI Alan Varghese.



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Questo però non avverrà nel breve periodo, ma potrebbe diventare una realtà quando i prezzi dei telefonini di nuovissima generazione cominceranno a scendere.
I telefonini dotati di hard disk
Attualmente, i telefonini dotati di hard disk non sono tantissimi – Samsung ne ha presentato uno da 8GB, Nokia uno da 4GB – e il loro prezzo si aggira intorno ai 600 euro, mentre i lettori MP3 possono contare su capacità di storage fino a 60 GB, ma secondo ABI si arriverà a un punto in cui agli utenti non importerà più di tanto se il dispositivo potrà immagazzinare 2 mila o 7 mila canzoni.
“Quello che più importa ai consumatori è il fatto di poter contare su un solo dispositivo in grado di gestire la musica assieme ad altre funzioni – chiamate vocali, fotografia, email, navigazione internet – attualmente effettuate dal telefonino”, ha aggiunto Varghese.
I produttori di lettori MP3 dovranno dunque difendersi offrendo una capacità di storage ancora maggiore, ma nonostante ciò potrebbero continuare a perdere quote di mercato.
Un altro punto centrale riguarda il costo, anch’esso troppo alto, dei servizi attualmente messi a disposizione dagli operatori, ad esempio il download di musica direttamente sul cellulare.
Col passaggio alle reti di terza generazione, gli operatori, dovrebbero essere in grado di offrire musica senza far pagare così tanto il download, o anche pensare di far pagare soltanto gli altri servizi legati alla musica, come ad esempio i video.
“Gli operatori sono interessati solo al modello di download over-the-air – ha continuato Varghese – ma questo modello è tre volte più costoso rispetto, ad esempio, all’acquisto di musica su iTunes et similia. Dovrebbero pensare di più al dopo, non solo ai profitti iniziali”.
Un altro fattore che penalizza i telefonini è quello dell’aspetto dei dispositivi, ancora troppo grandi rispetto ai lettori MP3: rimpicciolirli ulteriormente – ha concluso Varghese – sarà una sfida, anche perché un telefonino deve fare molte più cose di un semplice lettore.
(11 maggio 2006)
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