Stati Uniti Motorola: bye bye cellulari? Il gruppo prepara lo spin-off della divisione Mobile Device
Il gruppo statunitense Motorola sta “esplorando il riallineamento strutturale e strategico” della divisone Mobile Device per “ricatturare la crescita e la profittabilità nel mercato globale”.
La divisione ha molto sofferto negli ultimi anni di fronte all’agguerrita concorrenza dei rivali Nokia e Samsung, forti di un portfolio prodotti più ricco e variegato e in grado di rispondere alle mutate esigenze di un mercato diviso tra chi ha bisogno di cellulari sempre più ‘smart’ – nei ricchi e saturi mercati occidentali - e chi non può spendere più di 20 dollari per averne uno e connettersi col resto del mondo.
Una nota
La società procederà molto probabilmente allo spin-off della divisione, al fine di consentire, si legge in una nota, “a ogni reparto di crescere e servire le esigenze dei consumatori” e di “migliorare il valore del gruppo per gli azionisti”.



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“Tutte le nostre divisioni dispongono di persone, prodotti e proprietà intellettuali eccezionali, in grado di raggiungere la leadership in ogni mercato”, ha quindi dichiarato Greg Brown, Presidente and Chief Executive Officer di Motorola, che però non ha indicato i tempi e i modi di questo importante cambiamento, né se l’operazione verrà portata a termine.
La sconfitta commerciale
Il nuovo patron è in forze al gruppo solo dal 1° gennaio, in sostituzione di Ed Zander che ha pagato la sconfitta commerciale e finanziaria del gruppo di Schaumburg.
“Stiamo esplorando ogni possibilità che ci dia facoltà di migliorare la nostra attività mobile e di mantenere e attrarre al nostro interno persone di talento, permettendo al contempo agli azionisti di realizzare il valore di questa grande azienda”, ha sottolineato ancora Brown.
La divisione Mobile Device genera la metà dei profitti del gruppo – 19 miliardi di dollari lo scorso anno su un totale di 36 miliardi - ma ha visto crollare le vendite del 33% lo scorso anno, a causa di una concorrenza sempre più forte, proveniente soprattutto dai mercati asiatici.
Nella classifica mondiale dei vendor, infatti, il gruppo statunitense ha ceduto il secondo posto alla sudcoreana Samsung. E sono proprio i gruppi asiatici ZTE (Cina), Samsung e LG (Corea) a essere accreditati dal Financial Times in pole position per un’eventuale futura acquisizione della divisione.
Il gruppo americano è passato da una quota di mercato pari al 21% nel 2006 al 14,1% nel 2007, mentre Samsung è passata dall’11,3% del 2006 al 14,3%, grazie al successo dei modelli 3G che hanno rappresentato il 16% delle vendite.
Una perdita netta di 49 milioni
Il tracollo della divisione Mobile Device è costato alla società una perdita netta di 49 milioni di dollari nel 2007, a fronte di utili per 3,6 miliardi di dollari nel 2006. Trend che, secondo le previsioni del gruppo, continuerà anche questo trimestre per il quale si attende un nuovo ‘significativo’ calo delle vendite.
Tramontato definitivamente il sogno di riacciuffare Nokia – in testa alla classifica mondiale con una quota di mercato del 38% - il gruppo non intravede altre vie che quella dello spin-off, anche se al momento si tratta solo di una ipotesi.
L’annuncio è comunque piaciuto all’azionista di spicco della società, Carl Icahn, uno tra i maggiori detrattori dell’ex Ceo Zander. Secondo Icahn, che per mesi ha sostenuto la via dello spin-off della divisione telefonini, “…Motorola si sta muovendo ora nella direzione giusta, anche se la strada verso il risanamento è ancora lunga”.
La notizia è stata accolta positivamente anche dalla Borsa: negli scambi after-hours il titolo è balzato di oltre il 10% a 12,73 dollari. Le azioni Motorola, da ottobre, quando valevano 19,30 dollari, hanno perso il 40% del loro valore.
(04 febbraio 2008)
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