Sony si allea con Samsung per gli schermi LCD. Il gruppo annuncia 20.000 licenziamenti
Come ampiamente preannunciato dalla stampa, Sony sta per adottare severe misure di austerità. Il colosso giapponese dell'elettronica ha reso noto di stare per licenziare 20.000 persone nei prossimi tre anni, ossia il 12,5% de1 160.000 dipendenti.
Il piano di ristrutturazione triennale, per un montante di 2,64 miliardi di dollari, ha come obiettivo il ritorno al profitto.
La riduzione dei costi fissi annuali
Il gruppo ha anche annunciato la riduzione dei costi fissi annuali di 330 miliardi di yen entro il 2007, per raggiungere un margine operativo lordo del 10%. Per l'esercizio 2002-03 il Mol è stato del 2,5%, affossato dalla pressione della concorrenza sui prezzi, dall'aumento dell'invenduto e dal conseguente invecchiamento della gamma prodotti.



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I prossimi tre anni
Per i prossimi tre anni, Sony ha destinato 335 miliardi di yen alle spese di ristrutturazione, 300 miliardi dei quali per la divisione elettronica, da cui dipende il 65% del fatturato consolidato.
In particolare le maggiori difficoltà si riscontrano nel settore delle TV a tubo catodico, divisione ammiraglia del colosso giapponese che ha però segnato un duro arretramento a vantaggio degli schermi ultrapiatti.
Per compensare il ritardo, Sony ha annunciato di voler iniziare una joint venture con la sud coreana Samsung Electronics per la produzione di schermi a cristalli liquidi (LCD), la cui crescita è esponenziale.
La nuova società partirà con un capitale di 2 miliardi di dollari e sarà controllata dalle due aziende in modo paritario. La joint venture sarà creata in Corea del sud all'inizio del prossimo anno e comincerà la produzione l'anno seguente.
Sony ha anche detto di voler riunire le aziende legate al settore finanziario - Sony Life Insurance, Sony Assurance e Sony Bank - in una holding che verrà creata ad aprile e che dovrebbe subito essere quotata in Borsa.
Al secondo trimestre 2003 Sony ha pubblicato un utile operativo in calo del 25% a 33,5 miliardi di yen e ha rivisto al ribasso le stime per l'intero esercizio 2003-04. il gruppo ha sofferto in particolare della tiepida accoglienza riservata alla Playstation 2 che non ha bissato l'enorme successo della prima versione della console.
"L'obiettivo del nostro piano ha detto Nobuyuki Idei, amministratore delegato della Sony è di ottenere un margine di profitti del 10% anche se nostre vendite nel campo dell'elettronica non dovessero aumentare'.
Lo scorso aprile, Sony aveva scioccato i mercati preannunciando una perdita trimestrale di almeno un miliardo di dollari. Annuncio che ha messo in evidenza le difficoltà del colosso leader nel campo dell'elettronica di largo consumo e dell'intrattenimento e ha fatto perdere al gruppo un quarto del suo valore in due giorni.
Gli analisti hanno comunque giudicato in modo molto positivo le azioni, seppur drastiche, preannunciate da Idei. "¿non basta parlare ha dichiarato John Yang, di Standard & Poor's di Tokyo bisogna agire" e questo piano può essere considerato una pietra miliare, la costruzione di nuove fondamenta, nonché la dimostrazione che Sony ha capito l'urgenza della situazione'.
Secondo la stampa, il gruppo che dai massimi storici del 200 ha perso circa il 90% del proprio valore dovrebbe bloccare la produzione di TV a tubo catodico in Giappone. Di fatto, dei 20.000 licenziamenti, 7.000 interesseranno il territorio nipponico.
Alessandra Talarico
(28 ottobre 2003)
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