Vodafone: premiata dalla Borsa la crescita dei dividendi. In Italia ricavi per 8,3 mld di euro

Vodafone ha chiuso l’esercizio fiscale 2005/2006 con un fatturato in crescita del 10% a 29,4 miliardi di sterline contro i 26,6 miliardi dello scorso anno e ha annunciato un dividendo in crescita del 49% a 6,07 pence per azione e corrispondente a un pay-out del 60% (3,7 miliardi di sterline). In totale, agli azionisti saranno versati il prossimo anno 9 miliardi di sterline attraverso azioni 'B'. La crescita organica ha raggiunto il 7,5%, mentre i profitti legati alle telecomunicazioni mobili si sono attestati a 28,1 miliardi di sterline, con una crescita organica del 6,7%.

Il gruppo ha aggiunto alla

Nel corso dell’anno, il gruppo ha aggiunto alla sua base 21, 5 milioni di clienti, portando il totale a 170,6 milioni, con una crescita organica del 14,9%.




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Da segnalare, la crescita del 61,2% dei profitti dati non-messaging a 0,8 miliardi di sterline e del 24,6% per quanto riguarda i servizi vocali, con 178,3 miliardi di minuti e una crescita organica del 18,9%.

Una perdita 21

Il gruppo britannico ha registrato tuttavia una perdita 21,9 miliardi di sterline – leggermente inferiore alle attese degli analisti - contro l'utile di 6,41 miliardi dell’anno precedente. Escluse le svalutazioni e le voci straordinarie, l'utile rivisto prima delle tasse segna un rialzo del 12,3% a 8,79 miliardi. A pesare sui risultati, le già annunciate svalutazioni legate all'avviamento di attività per 23,5 miliardi, tra cui le operazioni in Germania per 19,4 miliardi di sterline e quelle in Italia per 3,6 miliardi di sterline. Per quanto riguarda in particolare il mercato italiano, nonostante l’intensificarsi della competizione sui prezzi e sulle sovvenzioni per l’acquisto dei telefonini e un livello di penetrazione superiore al 100%, il gruppo ha registrato una crescita del numero dei clienti del 6,9% a 24,05 milioni, di cui 5,3 milioni abbonati a Vodafone Live! e 2,92 milioni clienti Umts. L'Arpu si e' attestato a 28,5 euro contro 29,9 un anno prima.   Nel corso dell’anno ha conseguito ricavi totali per 8.3 milioni di euro (+2% rispetto a marzo 2005). La crescita organica dei ricavi da servizi è del 5,2%, sostenuta principalmente dalla crescita dei ricavi da dati e multimedia. Al netto del taglio delle tariffe di interconnessione, che mediamente è stato del 20,5%, la crescita dei ricavi da servizi e’ stata dell’1,8% a 7.9 miliardi di euro.

  In particolare, i ricavi da traffico voce hanno registrato una crescita organica del 3,2% attestandosi a 6.6 miliardi di euro (-0,7% se si include il taglio di tariffe di interconnessione). Positivo l’andamento dei ricavi da dati e multimedia aumentati complessivamente del 16,5% a 1.3 miliardi di euro. I ricavi da messaggistica crescono del 12,9% a 1.1 miliardi di euro. I ricavi dati esclusa la messaggistica registrano un +45.2% grazie al successo dei servizi UMTS, alla crescita dei clienti Vodafone live! e all’incremento dell’utilizzo delle Vodafone Mobile Connect Card. Soddisfatto Pietro Guindani, amministratore delegato di Vodafone Italia, che sottolinea come i ricavi siano cresciuti nonostante il taglio alle tariffe di terminazione, mentre "inizia a farsi sentire la spinta dei servizi di terza generazione", in previsione di un ulteriore upgrade delle reti "grazie al lancio del super Umts broadband che porterà la velocità della nostra rete a livelli mai raggiunti in passato". Per l’anno in corso, il gruppo attende una crescita organica tra il 5% e il 6,5% e un margine Ebitda in ribasso dell’1% su base organica, a causa della pressione sui prezzi, degli investimenti per la customer retention e dei tagli alle tariffe di terminazione. Il free cash flow dovrebbe attestarsi tra 5,2 e 5,7 miliardi.

Il Ceo Arun Sarin

“Vodafone - ha dichiarato il Ceo Arun Sarin - ha rispettato se non superato le attese, registrando una performance superiore ai concorrenti in un mercato sempre più competitivo”. “Abbiamo ristrutturato il gruppo e aggiornato la strategia in modo da poter cogliere le opportunità fornite dalle nuove tecnologie e continuare a offrire ai clienti servizi innovativi”, ha aggiunto Sarin, puntualizzando come negli ultimi anni il gruppo abbia annunciato un ritorno agli azionisti – attraverso dividendi e buyback – di 10,2 miliardi di sterline, oltre al ritorno di 9 miliardi attraverso azioni ‘B’. Sarin si dice soddisfatto dei traguardi raggiunti nel 3G, con oltre 10 milioni di utenti (Giappone incluso) che hanno generato il 5% del totale dei profitti. “Con una copertura del 60%, le nostre reti 3G – che saranno aggiornate ulteriormente col lancio dell’HSDPA – ci forniscono una piattaforma importantissima per fornire servizi di alta qualità”. Nel corso dell’ultimo anno, Vodafone ha tentato di ottimizzare il proprio portfolio asset, cedendo la filiale mobile giapponese Vodafone KK al provider Internet Softbank per 8,9 miliardi di sterline - 6 dei quali ritorneranno agli azionisti – ma ha anche annunciato acquisizioni nella Repubblica Ceca, Romania, India, Africa e Turchia.

Le esigenze dei clienti si stanno evolvendo

Sarin si sofferma anche sui cambiamenti in corso nel mercato delle tlc: le esigenze dei clienti si stanno evolvendo di pari passo con le nuove offerte e assistiamo a vistosi mutamenti nel “panorama competitivo poiché non solo gli incumbent stanno virando sulla convergenza dei servizi fisso-mobile, ma anche le società internet stanno cercando di espandere la portata delle loro offerte”. Come conseguenza di queste trasformazioni, Vodafone si pone diversi obiettivi strategici, che potrebbero anche far pensare all’ingresso del gruppo nella telefonia fissa per meglio affrontare le future sfide del mercato. Tra i diversi target elencati da Sarin – oltre alla riduzione dei costi e impulso dei profitti nei mercati maturi e alla spinta della crescita sui mercati emergenti – c’è anche, infatti, “l’estensione delle offerte mobili verso la fornitura di soluzioni di comunicazione complete”. La notizia della distribuzione dei dividendi è stata molto apprezzata dalle Borse, facendo guadagnare al titolo Vodafone, in apertura delle contrattazioni, l’1,4%.

(30 maggio 2006)

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