Fitch rassicura gli investitori: l’avanzata degli OTT non mette a rischio la stabilità delle pay Tv
Un nuovo Report di Fitch, terza agenzia di rating del mondo, ha placato i timori riguardo all’idea che i servizi video offerti dagli over-the-top (OTT) possano cannibalizzare gli attuali modelli di business.
Lo studio ammette che l’avanzata della Tv degli OTT abbia aperto la questione sul futuro della pay Tv e sul cosiddetto fenomeno del cord-cutting che negli Usa sta interessando in particolare gli utenti del cavo che hanno disdetto gli abbonamenti a favore dei nuovi servizi web-based.
I servizi televisivi OTT sarà
Secondo Fitch nel medio termine l’esodo verso i servizi televisivi OTT sarà lieve e modificherà lievemente la fruizione dei canali tradizionali e il cash flow delle media company.



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L’agenzia ha, quindi, rassicurato gli investitori, affermando che nei prossimi cinque anni le aziende televisive saranno in grado di gestire il cord-cutting, che produrrà perdite modeste e non si avrà alcuna implicazione per il rating.
Il 10
Il Report spiega che solo il 10-20% dell’universo televisivo rischia d’essere colpito dal fenomeno che riguarderà solo i telespettatori di fascia media, con basso consumo televisivo, single, esperti di tecnologia e giovani.
Nonostante ci sia un forte interesse, per il momento non si può parlare di boom della OTT TV, perché mancano contenuti accattivanti in grado di sedurre un pubblico vasto e l’offerta punta molto, così come quella della pay Tv tradizionale, sugli eventi sportivi.
Sicuramente, ha aggiunto Fitch, i fornitori di contenuti continueranno a sperimentare forme di distribuzione alternative e proteggeranno il valore delle licenze. Non si prevede invece che continueranno a essere mantenuti i recenti accordi per la distribuzione di contenuti di alta qualità a basso costo, che verranno invece sostituiti da licenze per materiale già trasmesso che non metteranno a rischio le future entrate.
In ogni caso, l’agenzia di rating avverte gli operatori via cavo del rischio davanti all’avanzata degli over-the-top e della necessità di rivedere gli attuali modelli di business, ormai evidentemente superati.
(29 aprile 2011)
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