Pay-Tv: offerte multiscreen per restare competitivi nell'era degli OTT

I consumatori di video online sono notevolmente aumentati in pochi annui e questa tendenza continuerà per tutto il 2012. Cosa fondamentale, stando ai dati dell’ultimo Report di Parks Associates, è che gli utenti si servono di un numero sempre maggiore di piattaforme per poter fruire dei video digitali e nel corso di quest’anno lo faranno sempre di più grazie ai device mobili come tablet e smartphone. Nel 2011, mensilmente, quasi il 70% delle famiglie statunitensi con connessione broadband ha guardato i video dal proprio pc, contro il 38% del 2006. Trend confermato anche da Netflix, attiva sul mercato del video streaming, che ha recentemente annunciato che solo nel 4° trimestre del 2011 i suoi abbonati nel mondo hanno visto oltre 2 miliardi di ore di contenuti.

Parks Associates ha evidenziato che questa tendenza impatterà sull’ARPU e in generale sulle revenue degli operatori di pay-Tv oltre a riverberarsi su tutto l’ecosistema dei contenuti nel 2012.




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Solo negli ultimi 12 mesi, il 12,7% degli abbonati statunitensi alla pay-Tv ha ridotto i loro servizi a pagamento.

La pay

Ma la pay-Tv non sta a guardare. Gli operatori, infatti, continueranno ad esplorare nuove e creative vie per monetizzare i loro investimenti nei video on-demand e nei sistemi multiscreen per arginare le perdite di sottoscrizioni ed entrate dovute al successo dei servizi OTT e di video online. Secondo il Report si stanno registrando in questo senso numerosi progressi: nel 2011 l’80% degli abbonati USA poteva vedere contenuti on-demand nella propria casa su uno schermo diverso dalla Tv grazie all’offerta del proprio fornitore di pay-Tv. Per la fine del 2012, stando alle rilevazioni di Parks, sarà molto più chiaro per i broadcaster capire come si stano muovendo gli utenti e quali sono i giusti modelli di business da adottare per frenare l’emorragia di abbonati. Oltre all’offerta multiscreen ci sono pochi spunti interessanti. Alimentata dalla crescita economica e dagli investimenti stranierei (dall’Europa occidentale in particolare), l’America Latina è un focolaio di nuove idee per il mercato televisivo. A livello mondiale, questa regione vanta un mercato a rapido sviluppo per i servizi di pay-Tv, che sono aumentati del 18% tra il 2010 e il 2011. I consumatori sono inoltre più appagati da una Tv personalizzata e dalla pubblicità online (otre un terzo). Generalmente, infatti, gli utenti sono più contenti d’essere presi involontariamente di mira dagli inserzionisti e meno di fornire informazioni personali per ricevere pubblicità per prodotti o servizi.

(11 gennaio 2012)

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