Abuso di posizione dominante: Intel pagherà 1,5 mld di dollari a Nvidia
Intel, numero uno mondiale dei semiconduttori, chiude un nuovo contenzioso: dopo aver accettato di versare 1,3 miliardi di dollari alla concorrente AMD per pratiche anticoncorrenziali, la società ha concluso un accordo da 1,5 miliardi con Nvidia, leader mondiale nella produzione di processori grafici e di dispositivi per la comunicazione multimediale, per mettere fine alle controversie legali tra i due gruppi.
L'accordo stragiudiziale, ha spiegato il responsabile legale di Intel, Doug Melamed, "prevede il mantenimento degli accordi sui brevetti e una serie di misure di protezione che consentiranno a Intel di tutelare la libertà di elaborazione dei prodotti" e sarà valido per i prossimi sei anni.
La somma pattuita verrà versata in 5 anni e peserà per 100 milioni di dollari sui conti del quarto trimestre.



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Sulla base di indagini condotte in Giappone, Corea Europa e Stati Uniti, Intel avrebbe abusato della sua posizione dominante nel settore dei semiconduttori (i suoi chip si trovano in 4 Pc su 5 venduti in tutto il mondo) e la conclusione dei contenziosi con AMD e Nvidia pone fine alle accuse mosse dai rivali, secondo cui la società di Santa Clara avrebbe usato la sua supremazia commerciale per escluderli dal mercato.
Uno standard aperto per consentire...
Ad agosto, Intel ha accettato - dietro pressione della Federal Trade Commission americana - di utilizzare uno standard aperto per consentire ai concorrenti di connettere i loro prodotti con i suoi chip. La scorsa settimana, quindi, la società ha lanciato i nuovi processori Sandy Bridge, dotati di scheda grafica integrata direttamente sul chip, così da ridurre la dipendenza dai prodotti grafici di Nvidia. Quest'ultima, dal canto suo, ha lanciato la sfida sul mobile computing, con una nuova famiglia di chip basati su architettura ARM e che e che sarà completamente integrata sullo stesso chip della GPU Nvidia.
L'accordo con Itel, ha affermato il Ceo di Nvidia Jen-hsun Huang, "...apre una nuova era e riflette il valore sostanziale delle nostre tecnologie, sottolineando anc he la validità delle nostre invenzioni per il futuro del personal, mobile e cloud computing".
(11 gennaio 2011)
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