Cloud. Dopo il crash di EC2, Amazon ammette: 'Persi per sempre alcuni dati dei clienti'
Oltre ad aver provocato il blocco di dozzine di siti anche molto importanti per diverse ore, il crash ai sistemi cloud EC2 di Amazon ha distrutto in maniera irreversibile alcuni dati stipati nei server.
La perdita sembra limitata a una piccola quantità di dati, ha riferito Amazon, ma chiunque gestisca un sito internet capisce quanto terribile sia la prospettiva di perdere anche solo un bit delle proprie informazioni. Resta poi da vedere cosa si intenda per 'piccola quantità': una bassa percentuale per Amazon potrebbe essere, infatti, una catastrofe per altri.
Il crash di una infrastruttura
Amazon non ha ancora spiegato cosa ha provocato il crash di una infrastruttura mission-critical e presumibilmente a prova di bomba, ma sono in molti ad attendere ulteriori dettagli, anche sul come sia stato possibile distruggere in maniera definitiva alcuni dati dei clienti.



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Il sito Business Insider sottolinea che i sistemi di back-up di molti fornitori di servizi web lasciano spesso a desiderare. In teoria è tutto molto rassicurante: i gestori garantiscono che una copia dei dati è sempre al sicuro su un sistema completamente separato da quello principale e che i clienti possono accedervi ogni volta che ne hanno necessità. Ma quando si approfondisce, spesso si scopre che i dati vengono semplicemente copiati su un altro file sullo stesso box, o su un altro box nella stessa data room. Per avere maggiore sicurezza, i dati di back-up dovrebbero essere ospitati in un luogo separato, così che una mancanza di elettricità o un'inondazione o un terremoto non possano comprometterli. O meglio ancora, il back-up dovrebbe essere automaticamente replicato in real time su diversi siti, indipendenti uno dall'altro.
Il tipo di affidabilità promessa anche
E questo era il tipo di affidabilità promessa anche da Amazon per i suoi servizi cloud. Promessa, però, non mantenuta. Ne sanno qualcosa popolari siti come Quora, Foursquare, Reddit e HootSuite le cui attività, la scorsa settimana, hanno pesanetmente risentito del crash.
(29 aprile 2011)
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