Domini personalizzati: rivoluzione solo per ricchi? Ogni estensione costerà 185 mila dollari

A giugno, l’ICANN – ente non-profit che si occupa dell’assegnazione degli indirizzi IP, della gestione del sistema dei nomi a dominio generici di primo livello e dei country code Top Level Domain (ccTLD), nonché dei root server – aveva annunciato quella che era stata subito definita la più grande trasformazione della rete da dieci anni a questa parte: la personalizzazione dei nomi di dominio. Una rivoluzione attesa, che permetterà agli internauti di scegliere il nome che preferisco per l'estensione del loro sito. Attualmente, ferree regole governano i domini, limitati a singoli paesi, come .uk (Gran Bretagna) o .it (Italia), al commercio (.com), e alle organizzazioni istituzionali (.net o .org), ma, a partire dal 2009, ogni persona fisica potrà registrare un dominio sulla base del proprio nome, mentre le compagnie potranno registrare facilmente indirizzi legati al contenuto del settore in cui operano.

La protezione dei marchi

L’annuncio non ha però mancato di suscitare perplessità, in particolare per quanto riguarda la protezione dei marchi. Per questo, l’ICANN ha deciso di fissare alcuni paletti alla libertà di registrazione.




Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...

"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...

Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...

Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...

Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...

Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...

Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...

ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...

Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...

Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...

Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...

Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...

Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...

Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...

Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...

eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...

EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...

Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...

Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...

Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...


Fin da subito, l’ICANN aveva assicurato che il nuovo sistema sarebbe stato “aperto a tutti”, ma che ci sarebbe comunque stata una commissione con il potere di bloccare un dominio per “ragioni morali o di ordine pubblico”.

Il rispetto del copyright l’estensione

Ogni registrazione generica di un’estensione, dunque, dovrà essere basata su criteri quali il rispetto del copyright (l’estensione .microsoft, per esempio, sarà riservata alla società di Redmond) o il divieto di imitare le estensioni esistenti (niente .kom o .nett, dunque). Ma, per proteggere ulteriormente le imprese da usi illeciti delle nuove estensioni personalizzate – ci potrebbe essere, per esempio, qualche furbetto che decide di acquistare il dominio . gooogle o .microsfot – l’ICANN ha fissato anche un ‘filtro’ economico: depositare una candidatura costerà infatti 185 mila dollari. Una somma che corrisponde al ‘trattamento amministrativo’ dei dossier presentati al vaglio dell’associazione. Non ci saranno esclusioni di alcun tipo – come si paventava, ad esempio per l’estensione .xxx tanto cara all’industria del porno – ma i criteri di selezione saranno relativamente esigenti. Una rivoluzione, dunque, molto annacquata rispetto alle premesse, quando tutti prevedevano sarebbero nate milioni di nuove estensioni personalizzate. C’è inoltre chi pone interrogativi per l’estensione, ad esempio, dei nomi delle città: prendiamo ad esempio la città di Fiuggi, che corrisponde anche a un noto marchio commerciale, o – andando oltre i confini – la città di Orange o di Evian.

A chi verrà assegnata l’estensione, al marchio commerciale o alla municipalità? In questi casi, o anche quando il dominio sarà contestato da due aziende, l’ICANN prevede un sistema di aste tra gli interessati. Alcuni domini, come ad esempio, .science potrebbero dunque arrivare a valere molto, anche svariati milioni di dollari, scatenando grandi interessi economici, di cui – questo è certo – beneficerà l’ICANN, che incassa una percentuale su ogni nome di dominio registrato. L’ente, in effetti, riceve una commissione su ogni estensione venduta nel mondo attraverso altre società. un’attività che rappresenta il 95% del fatturato dell’organizzazione che, ricordiamo, è non-profit.

(29 ottobre 2008)

© 2002-2012 Key4biz

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it