Eco hi-tech: ancora troppe sostanze nocive nei prodotti elettronici. Per Greenpaece Nokia la più virtuosa, Nintendo la peggiore
L'impiego di sostanze chimiche pericolose e metalli pesanti nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari rappresenta una vera e propria emergenza ambientale: l’Onu calcola che ogni anno vengano prodotti nel mondo 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici e già molti studi evidenziano la presenza di questi metalli in quantità sempre maggiore nel corpo umano, con conseguente incremento di patologie quali disordini dello sviluppo neurologico e cancro.
Il problema potrebbe essere in parte arginato se le società hi-tech si impegnassero a cambiare rotta, eliminando completamente da tutti i loro prodotti i ritardanti di fiamma bromurati e il PVC, sostanze che possono accumularsi nel corpo di animali ed esseri umani e provocare danni irreversibili alla salute, o magari impegnandosi seriamente nel corretto smaltimento di questi prodotti, che invece – come sempre più spesso accade – vengono esportati illegalmente nei paesi più poveri, dove a farne le spese, poi, sono soprattutto i bambini che lavorano nelle discariche senza alcuna protezione contro il cocktail di sostanze tossiche e veleni contenuto in questi prodotti.
Il comportamento virtuoso
L’Ecoguida di Greenpeace, giunta alla sua tredicesima edizione, evidenzia il comportamento (virtuoso o meno) delle società attive nella produzione di dispositivi elettronici e il rispetto da parte di queste aziende di una serie di impegni ‘volontari’, che però vengono spesso disattesi.



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Rispetto alle precedenti edizioni, questa Ecoguida prende in considerazione anche criteri quali l’uso di energia e l’emissione di gas serra.
Un punteggio di 7
Al primo posto, con un punteggio di 7,5 su 10, resta la finlandese Nokia - attenta sia all’eliminazione delle sostanze tossiche dai propri prodotti, che all’efficienza energetica e al riciclaggio – seguita da Samsung, (6,9/10) che mantiene la seconda posizione grazie al buon punteggio complessivo generale: sostiene un forte accordo globale per salvare il clima.
Sony Ericsson è al terzo posto, con 6,5 punti (grazie all’impegno nell’eliminazione di sostanze tossiche e nell’efficienza energetica) e Philips passa dal settimo al quarto posto con 5,9 punti.
“E’ ben piazzata nell’eliminazione di sostanze tossiche e nell’efficienza, ma deve lavorare di più sul riciclaggio dei rifiuti elettronici”, dice Greenpeace.
Toshiba, in quinta posizione con un punteggio di 5,7 migliora leggermente il grazie a una migliore rendicontazione sui tassi di riciclaggio dei prodotti, mentre Motorola (5,3/10) segna il passo nell’eliminazione di sostanze tossiche e nell’efficienza.
Sony (5,1/10) passa dal dodicesimo al ottavo posto con miglioramenti sulle politiche per sostanze chimiche e rifiuti elettronici, mentre Apple raggiunge un punteggio di 4,9 e sale dall’undicesimo al nono posto, diventando il produttore di PC più progredito, grazie alla rimozione delle sostanze tossiche dai suoi prodotti. “Può migliorare – dice Greenpeace - nella gestione dei rifiuti e sul versante dell’energia”.
Le performance del produttore coreano
Negative le performance del produttore coreano LG, che passa dal quarto all’undicesimo posto per il mancato rispetto del suo impegno a eliminare PVC e BFRs entro il 2010. Queste sostanze verranno eliminate per il 2010 solo dai cellulari, mentre l’eliminazione da televisori e monitor non è prevista prima del 2012.
Apprezzabile l’impegno di HP che, sottolinea Greenpeace, è stata la centro delle contestazioni dell’associazione a causa del ritardo dell’azienda nel mantenere il suo impegno a eliminare PVC (polivinil cloruro) e BFRs (ritardanti di fiamma bromurati) dai suoi prodotti entro il 2009.
La società si appresta ora a lanciare il primo portatile privo di queste sostanze, che resteranno presenti quindi soltanto nell’alimentatore e nei cavi.
Il quadro generale, tuttavia, non è proprio esaltante: sono poche ad esempio, le aziende che hanno manifestato il proprio impegno a tagliare le emissioni di gas serra. Tra queste figurano Philips, Acer e Samsung, e molte altre prendono impegni che poi non rispettano.
“E’ davvero scoraggiante – conclude Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace - che giganti come Apple, Nokia e Microsoft siano completamente assenti in questa partita”.
Il workshop
Il 6 ottobre 2009, a Roma, ore 9.00 – 13.30 appuntamento per il workshop
“Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse della conoscenza” .
Promosso dalla Fondazione Luca Barbareschi e organizzato da Key4biz, con il sostegno di Eutelsat.
Parteciperanno i rappresentanti di istituzioni, imprese, enti di ricerca, esperti.
www.mercanti-innovatori2009.com
Scarica l'invito in Pdf.
(02 ottobre 2009)
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