ICT: è la telefonia mobile a spingere la crescita dei paesi emergenti, ma resta ancora forte il digital divide sulla banda larga

I prezzi dei servizi ICT stanno scendendo in tutto il mondo, eppure la banda larga resta fuori dalla portata di molti dei paesi più poveri: lo dice l’edizione 2010 del rapporto ITU Measuring the Information Society. Il rapporto comprende l’ultimo ‘Indice di Sviluppo ICT’ (IDI) che combina 11 indicatori – tra cui accesso, uso e competenze, famiglie con Pc, numero di utenti broadband e livello di alfabetizzazione - in un’unica misura che può essere utilizzata come strumento di benchmarking a livello globale, nazionale e regionale, oltre che per tracciare i progressi dei 159 paesi presi in esame riguardo il loro livello di utilizzo dell’ICT.

La recente crisi non ha intaccato l’uso

“Il rapporto conferma che la recente crisi non ha intaccato l’uso dei servizi ICT, che anzi è cresciuto in tutto il mondo”, ha affermato Sami Al Basheer Al Morshid, responsabile ITU per le tlc.




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A conferma, il rapporto sottolinea che tutti i 159 paesi considerati hanno registrato un miglioramento dei livelli ICT, con la telefonia mobile a fare da traino della crescita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove la penetrazione mobile media ha superato lo scorso anno la soglia del 50%, rispetto al 23% del 2005. Attualmente, sottolinea l’ITU, in 70 paesi nel mondo – Italia inclusa - la penetrazione mobile ha superato il 100% e, sempre secondo l’agenzia ONU, nel 2010 il settore mobile toccherà i 5 miliardi di utenti dai 4,6 miliardi di fine 2009 (67 ogni 100 abitanti).

Al contempo, ha aggiunto Al Basheer, “…i prezzi dei servizi di telecomunicazione continueranno a scendere” in quello che è considerato “un incoraggiante trend di sviluppo”. Tra le 10 economie ICT più avanzate troviamo, non a sorpresa, 8 paesi del nord Europa, con in testa, per il secondo anno consecutivo, la Svezia. Corea e Giappone gli unici paesi extra Ue nella top ten, rispettivamente al terzo e ottavo posto. L’Italia è passata dal 24esimo al 28esimo posto, con un punteggio di 6,15 (la Svezia al primo posto, ne ha totalizzati 7,85, rispetto ai 7,27 dello scorso anno). Per quanto riguarda invece i prezzi dei servizi, il nostro paese si colloca al 24esimo posto, Nel 2008, rispetto al 2007, i prezzi dei servizi a banda larga fissa sono calati del 42%, quelli della telefonia mobile del 25% e della telefonia fissa del 20%.

Il 26%

Lo scorso anno, dice ancora l’ITU, internet ha raggiunto il 26% della popolazione mondiale, a quota 1,7 miliardi di utenti, ma nei paesi in via di sviluppo, ne sono tagliati fuori 4 utenti su 5. Il rapporto ITU evidenzia infatti come, nonostante il calo dei prezzi dei servizi, la banda larga rimanga un miraggio per mosti paesi poveri: soltanto tre Stati africani - Seychelles, Mauritius e South Africa – compaiono nella top 100 Per comprendere il dislivello tra il mondo ricco e quello povero, basti pensare che, nonostante l’accesso banda larga sia disponibile in quasi tutti i paesi presi esame, nei paesi in via di sviluppo la penetrazione della banda larga fissa resta al 3,5% contro il 23% nei paesi sviluppati. È in questi paesi, tuttavia, che si registrano anche i più alti tassi di crescita annuali. Il digital divide, nota infine il rapporto, è ancora significativo ma si sta pian piano riducendo, soprattutto, però, a causa dell’appiattimento della crescita nei paesi avanzati.

Executive Summary del Rapporto ITU

(24 febbraio 2010)

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