Il World Wide Web compie vent’anni. Per gli inventori oggi troppa pubblicità e violazioni della privacy
I creatori della rete internet World Wide Web (www) hanno festeggiato venerdì a Ginevra il ventesimo compleanno di una idea “vaga, ma appassionante”, che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione.
Il web è stato pensato dall’informatico britannico Tim Berners-Lee, mentre lavorava con un contratto a termine presso la sede dell’Organizzazione europea di ricerca nucleare (Cern), nella periferia di Ginevra.
Il giovane ingegnere informatico consegnava
Nel marzo 1989, il giovane ingegnere informatico consegnava un documento dal titolo “Gestione dell’informazione: una proposta”.



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L’idea era di consentire a migliaia di scienziati del mondo intero, che collaborano al lavoro dell’organizzazione, di restare in contatto e condividere a distanza i risultati delle loro ricerche.
Il ‘capo’ ha qualificato il progetto come “vago
E’ allora che il ‘capo’ ha qualificato il progetto come “vago, ma appassionante” e dato il proprio avallo.
Tim Berners-Lee – oggi ricercatore negli Stati Uniti al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e professore all’università britannica di Southampton – ha ritrovato i propri complici di questa avventura.
“Era nell’aria, nel senso che prima o poi sarebbe successo”, ha commentato l’ingegnere belga Robert Cailliau, che ha fatto parte dell’equipe con Berners-Lee. Insieme hanno sviluppato il linguaggio ipertestuale - che si nasconde dietro le iniziali “http” degli indirizzi internet – e, nell’ottobre del 1990, il primo browser, che sembra in maniera sorprendente a quelli utilizzati oggi.
“Tutto ciò che si dice adesso, sui blog per esempio, era ciò che si faceva nel 1990. Non c’era alcuna differenza. E’ così che abbiamo cominciato”, ha dichiarato Cailliau alla radio svizzera RSR.
La nuova tecnologia è stata messa a disposizione del gran pubblico a partire dal 1991, quando il Cern arrivò alla conclusione che non aveva la possibilità di assicurare lo sviluppo.
Le royalties su questa intenzione
L’organizzazione rinunciava due anni dopo a percepire le royalties su questa intenzione che ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni. “Senza questa decisione, il web sarebbe morto”, ha commentato Berners-Lee.
Cailliau si meraviglia ancora davanti alle applicazioni come Wikipedia, che consentono di condividere conoscenza in modo aperto, e non avrebbe mai immaginato che i motori di ricerca avrebbero assunto una tale importanza.
Ma è anche vero che l’aspetto puramente commerciale che si è sviluppato intorno al web irrita, e non poco, i suoi inventori.
“…Ci sono cose che non mi piacciono del tutto, come la pubblicità: io avevo previsto un modello di pagamento automatico con moneta digitale per retribuire direttamente i fornitori di informazioni”, ha sottolineato Cailliau.
Aggiungendo, “C’è anche un grosso problema di identità, di fiducia tra colui che guarda e chi mette la pagina a disposizione, e di protezione dei minori…”.
Lo sviluppo della propria invenzione
Berners-Lee, ancora a capo del World Wide Web Consortium (3WC), incaricato di coordinare lo sviluppo della propria invenzione, ha invece evidenziato le proprie perplessità per tendenza all’intrusione in alcune sfere private o la registrazione degli utenti a fini commerciali o pubblicitari.
Nell’incontro di venerdì al Cern ha detto senza mezzi termini: “…Bisogna lottare contro questo modo di navigare il web”.
(16 marzo 2009)
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