Il telefonino che voleva sapere sempre di più. Team Usa mette a punto nuovo sistema di monitoraggio libero da ‘preconcetti’
Se il telefonino, oltre a rivelare la nostra posizione, come già fa, consentisse anche di rivelare chi siamo, cosa ci piace, le nostre abitudini? Non si tratta di una ipotesi fantascientifica, anzi, di una realtà: un team di ricercatori della Columbia University diretto da Tony Jebara ha infatti messo a punto un sistema ‘agnostico’ che, basandosi sull’analisi degli spostamenti quotidiani di un individuo attraverso i movimenti del telefonino, è in grado di stabilire con precisione sesso, età, reddito, livello di studio, stile di vita.
Il sistema è gestito da Sense Network, una start up con sede a Mountain View: i responsabili della società spiegano che le tecnologie in grado di tracciare i movimenti di un cellulare sulla rete esistevano già, ma non erano abbastanza precisi. L’arrivo del GPS, poi, ha reso tutto più facile: i telefonini diffondono infatti a una miriade di applicazioni le coordinate di latitudine e longitudine. Ma neanche questo è abbastanza.
Il motore di intelligenza artificiale
Qui entra quindi in gioco il motore di intelligenza artificiale, che analizza questi flussi di dati in forma anonima, ne deduce un insieme di caratteristiche individuali e le suddivide in categorie predefinite (età, sesso, reddito, ecc.).



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Gli algoritmi su cui si basa il sistema, spiegano i ricercatori, sono assolutamente liberi da ‘preconcetti’ umani in realtà incerti e fuorvianti: se il telefonino è spesso in un salone di bellezza, ad esempio, non necessariamente esso apparterrà a una donna.
I giovani si muovono spesso
L’età, ad esempio, viene calcolata in base alla velocità degli spostamenti: i giovani si muovono spesso, velocemente e in maniera imprevedibile, i più anziani lentamente e in modo più regolare.
Il sistema sarà inoltre in grado di fornire percentuali statistiche sulle abitudini alimentari, o ancora di determinare se una persona è affezionata a un determinato marchio o è, invece, un consumatore ‘casuale’.
Ecco perché Sense Network – che è appena passata sotto il controllo della venture capital Intel Capital – si rivolge soprattutto alle agenzie pubblicitarie e ai professionisti dell’eCommerce, ma – visti gli usi potenzialmente infiniti – anche agli sviluppatori indipendenti che possono creare applicazioni ludiche o di utilità sulla base di questi dati. A un pendolare che viaggia ogni giorno per 40 minuti si può ad esempio proporre un filmato che dura esattamente il tempo del suo tragitto quotidiano.
A New York, ad esempio, è stato sperimentato il servizio CabSense che, sulla base dell’ora e del quartiere, indica l’incrocio dove si ha più possibilità di trovare un taxi.
I dirigenti di Sense Network sognano comunque un gemellaggio con Google, che potrebbe far transitare sulla loro piattaforma le ricerche effettuate dal cellulare per ottenere risultati ancor più su misura.
(11 maggio 2010)
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