Nortel in crisi abbandona il WiMax mobile: sciolta la joint venture con l’israeliana Alvarion

La canadese Nortel Networks, che alcune settimane fa ha fatto ricorso al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, ha annunciato di voler abbandonare lo sviluppo della tecnologia WiMax – e di conseguenza anche la joint venture formata appositamente con l’israeliana Alvarion – per tornare a concentrarsi sul proprio core business. Nortel, fondata nel 1895 col nome di Bell Telephone Company of Canada, lo scorso 15 gennaio ha chiesto la protezione dai creditori e ha annunciato un vasto piano di ristrutturazione delle finanze, in seguito al crollo della domanda di infrastrutture per le telecomunicazioni.

Il gruppo è ora alla ricerca

Le attività non sono state interrotte, ma il gruppo è ora alla ricerca di una strategia volta a rimettere in sesto il business attraverso una migliore gestione degli investimenti e una focalizzazione nelle attività in grado di garantire un maggiore ritorno economico.




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Il mobile WiMax, evidentemente, non è fra questi asset, e la società ha deciso di uscire dalla joint venture con Alvarion, trasferendo a quest’ultima i clienti in modo da continuare a garantire il servizio senza interruzioni.

Il numero uno di Alvarion

La transizione – ha assicurato il numero uno di Alvarion, Tzvika Friedman – avverrà “in stretta collaborazione con Nortel per assicurare che il tutto avvenga senza problemi”. La joint venture con Alvarion sulla banda larga wireless era nata a giugno dello scorso anno, con l’intento di sfruttare “una delle opportunità in più rapida crescita nel mercato delle telecomunicazioni”, come spiegava Richard Lowe, presidente Carrier Networks di Nortel. Nel 2007, la società canadese deciso di consacrare 100 milioni di dollari alla Ricerca e Sviluppo nel campo del WiMax mobile. Una cifra corrispondente a circa il 17% del fatturato totale della società. Il gruppo, che nel 2006 aveva venduto ad Alcatel-Lucent la divisione UMTS e i relativi asset per un montante di 250 milioni di euro, aveva infatti deciso di puntare molto sul WiMax e su altre tecnologie emergenti, limitando invece le spese nelle tecnologie ritenute prossime alla fine del ‘ciclo vitale’, quali il GSM. Nortel aveva anche realizzato la prima rete WiMax mobile basata su tecnologia MIMO (Multiple Input - Multiple Output), capace di garantire comunicazioni wireless a banda larga tre volte più veloci dei normali standard e con un triplice risparmio sui costi per gli operatori che vi si affidano.

Il nuovo dietrofront

Ma a giugno di quest’anno il nuovo dietrofront: il focus si sposta di nuovo dal WiMax in direzione LTE e tutte le operazioni WiMax convogliano nella joint venture con Alvarion. Le due tecnologie, fino a poco tempo fa, erano considerate da Nortel complementari e destinate a rivoluzionare la navigazione wireless in uno scenario sempre più ‘hyperconnected’. L’attenzione degli operatori mobili, però, ultimamente si è spostata sempre più sull’LTE, una tecnologia studiata appositamente per grandi volumi di trasmissione dati a pacchetto e in grado di supportare applicazioni avanzate - quali i servizi video e di mobile Tv, il download di musica e giochi interattivi e applicazioni business avanzate – e di consentire velocità teoriche di download fino a 4 volte superiori del 3G. Da qui la decisione del gruppo canadese di tornare a concentrarsi sulle evoluzioni del 3G e di abbandonare il WiMax mobile.

(03 febbraio 2009)

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