Tlc mobili: il 5G è già dietro l’angolo. L’ITU approva le specifiche per l’IMT-Advanced

Mentre tutti gli operatori mobili sono impegnati all’aggiornamento delle reti verso il 4G, l’ITU – l’agenzia ONU che si occupa di tlc – ha appena approvato quello che è stato definito come il ‘vero’ standard per le comunicazioni mobili di quarta generazione: si tratta dell’IMT-Advanced e ingloba anche le tecnologie LTE-Advanced e Wireless MAN-Advanced. Quello che abbiamo conosciuto finora sarebbe insomma una versione ‘light’ del 4G: IMT-Advanced promette velocità 10 volte superiori all’LTE e al Wimax (che rientrano nello standard IMT-2000) ed è stato ratificato nel corso dell’ultimo meeting ITU a Ginevra, il 18 gennaio.

Un enorme passo avanti nell’ambito delle tecnologie moderne

“IMT-Advanced segna un enorme passo avanti nell’ambito delle tecnologie moderne e farà somigliare gli attuali smartphone alle connessioni internet analogiche”, ha affermato il segretario generale ITU Hamadoun Touré, in un comunicato.




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“L'accesso a Internet, lo streaming video e il trasferimento dati sempre e ovunque sarà migliore della maggior parte delle attuali connessioni fisse”, ha aggiunto.

Gli smartphone 500 volte più veloci

L’IMT-Advanced, spiega ITU, renderà gli smartphone 500 volte più veloci di adesso. Sarà, insomma, come disporre di una connessione in fibra ottica per il telefonino. In questo modo per scaricare, ad esempio, un episodio del telefilm preferito sullo smartphone (45 minuti) ci vorrebbe non più di 20 secondi, 90 secondi se si tratta di un contenuto in alta definizione. Per scaricare un album si impiegherebbe meno di un minuto. Ma non si tratta solo di una questione di velocità: il miglioramento riguarda anche l’utilizzo delle risorse di spettro e delle stazioni base e permetterà agli operatori mobili di rispondere alla forte crescita del traffico dati attesa per i prossimi anni. Ma che cos’è IMT-Advanced? IMT è l'acronimo di "International Mobile Telecommunications”. Negli ultimi 25 anni circa, gli standard IMT approvati dall'ITU hanno contribuito a plasmare lo sviluppo dei servizi mobili in tutto il mondo.

La base per le tecnologie

L’ultimo set di standard approvato dall’ITU è stato IMT-2000 e ha costituito la base per le tecnologie 3G messe a punto nell'ultimo decennio. IMT-Advanced è, quindi, la prossima generazione di queste tecnologie. IMT-Advanced non è una tecnologia specifica come HSPA+, WiMAX o LTE: si tratta di un elenco di requisiti per i servizi a banda larga mobile ad alta velocità. Gli sviluppatori di comunicazione, che devono ancora realizzare sistemi che soddisfino le specifiche, possono farlo in qualsiasi modo. Se le loro tecnologie dimostrano di soddisfare tali requisiti, possono ottenere la designazione ufficiale ‘IMT-Advanced’. LTE, WiMax e HSPA+, note finora come tecnologie ‘4G’ non sono all’altezza dei requisiti previsti da IMT-Advanced: finora, infatti, solo due tecnologie soddisfano tali criteri e sono il Wireless MAN-Advanced (evoluzione delle tecnologie 802.16e che servono da base per i servizi WiMax) e l’LTE-Advanced, un ulteriore perfezionamento della tecnologia LTE in piena conformità con i requisiti IMT-Advanced. Tra le due tecnologie, sarà molto probabilmente quest’ultima ad avere il sopravvento, perché la stragrande maggioranza degli operatori wireless di tutto il mondo è al lavoro per standardizzare le attuali tecnologie LTE e questo offre di sicuro un vantaggio competitivo. Ci sono tuttavia diversi operatori - come Sprint e Clearwire negli Usa, insieme ad altri in Corea del Sud, Russia, Bielorussia e Nicaragua - che hanno scelto di correre con tecnologia WiMax. .

La larghezza di banda

Il vantaggio principale di IMT-Advanced sarà la larghezza di banda: oggi, la maggior parte degli utenti mobili utilizza le tecnologie 3G per il trasferimento dati, con una velocità di download di circa 2 Mbit/s e molto minore in upstream (qualcosa come 200 Kbit/s). Date le giuste condizioni, la tecnologia 3G è in grado di offrire velocità di 14,4 Mbit/s in downstream e di 5,76 Mbit/s in upstream. Sistemi come HSPA+ spossono spingere questo limite teorico a 42 Mbit/s in downstream. In condizioni ideali il WiMax è in grado di offrire fino a 128 Mbit/s in downstream e 56 Mbit/s upstream, mentre l’LTE ha una capacità teorica massima di 100 Mbit/s in upstream e di 50 Mbit s in downstream. Ma naturalmente nel mondo reale la larghezza di banda sarà minore. IMT-Advanced, di contro, dovrebbe offrire una velocità dati nominale di 100 Mbit/s in downstream mentre si è in movimento, anche ad alte velocità. Ciò significa che gli utenti in auto, treno o anche in aereo dovrebbero essere in grado di ricevere un servizio a banda larga mobile simile a quello garantito solo in via teorica dall'attuale tecnologia "4G". E c'è di meglio: se non si è in movimento, le tecnologie IMT-Advanced dovrebbero essere in grado di erogare una velocità massima teorica di 1 Gbit/s. IMT-Advanced include anche nuove tecniche per la condivisione dinamica delle risorse di rete, in modo che le stazioni base siano in grado di supportare più utenti per cella simultaneamente. La tecnologia è inoltre progettata per offrire funzionalità di roaming globale e senza soluzione di continuità tra le stazioni di base e dovrebbe permettere anche agli operatori con piccoli blocchi di spettro di utilizzare le frequenze in modo più efficiente.

La tecnologia raggiungerà

L’adozione formale delle specifiche da parte dell’ITU non dice molto su quando la tecnologia raggiungerà il mercato: i requisiti ITU non sono infatti vincolanti, essendo l’agenzia ONU solo un ente di standardizzazione tra i tanti. In altre parole, i dettagli di implementazione devono ancora essere sviscerati dagli altri organismi di standardizzazione e dovranno essere risolti i problemi di licenza. Solo successivamente gli sviluppatori potranno iniziare a lavorare per costruire i sistemi IMT-Advanced e per adattare le loro tecnologie esistenti ai nuovi criteri. Insomma, ci vorranno almeno un paio di anni prima che IMT-Advanced inizi a fare capolino nel mercato per farci ‘testare’ cos’è veramente il 4G ‘reale’, anche se probabilmente, quando arriverà gli operatori saranno tentati di chiamarlo ‘5G’.

(20 gennaio 2012)

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