iPhone: Pepsi si scusa per l’applicazione ‘AMP Up Before You Score’, accusata di sessismo

Il colosso americano Pepsi si è scusato ufficialmente per aver proposto l’applicazione "AMP Up Before You Score", che pretende di aiutare gli uomini a portare a termine una conquista, suddividendo l’universo femminile in 24 categorie (rockettara, starlette, studentessa, ambientalista ecc.). Gli utenti, in sostanza, possono scegliere il tipo di donna e ottenere consigli ad hoc su come conquistarla, con tanto di frasi del tipo: “Monna Lisa non aveva le sopracciglia, mi domando cos’altro si rasasse”, per entrare nelle grazie di un’artista.

Le critiche più feroci

Fin qui, tutto sommato, niente di scandaloso. Ad attirare le critiche più feroci, tuttavia, l’incitamento a postare via Facebook o Twitter commenti dettagliati sulle donne così ‘conquistate’, con tanto di nome, cognome e data dell’appuntamento.




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Pepsi è stata dunque costretta a scusarsi per le critiche piovute addosso all’applicazione, tacciata di contribuire alla mercificazione della donna: su Twitter la società ha spiegato che AMP Up voleva solo fare ironia sui metodi di conquista maschili.

La trovata è stata considerata

“Ci scusiamo se la trovata è stata considerata di cattivo gusto e vi ringraziamo per i vostri commenti”. L’applicazione non è stata comunque ritirata, come è successo alcuni mesi fa a “Baby Shaker”, che ha costretto Apple a scusarsi con l’associazione newyorkese Sarah Jane Brain Foundation che si occupa della lotta contro i danni cerebrali provocati dalla sindrome da shock da scuotimento nei bambini. L’applicazione, distribuita da Sikalosoft, costava 99 centesimi e invitava a scuotere violentemente il telefonino per fare cessare il pianto insistente di un bambino, che – raggiunto lo scopo del gioco – veniva ritratto con due croci rosse sugli occhi. “I bambini sono dovunque non dovrebbero essere: in aereo, sugli autobus, a teatro e ti distraggono con le loro urla incessanti. Prima di Baby Shaker non c’era nulla da fare. Vedi quanto puoi resistere a questo adorabile pianto prima di farlo smettere” recitava la presentazione del gioco, subito rimosso dopo le indignate proteste dell’associazione.

(14 ottobre 2009)

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