Stati Uniti
Cyber-bullismo: fenomeno crescente e preoccupante. Ma è giusto mettere sotto inchiesta internet?
I ragazzini adesso vengono maltrattati anche sul web dagli altri compagni, proprio in quel mondo virtuale dove si erano rifugiati per evitare i torti subiti dai bulli di turno. Una percentuale che è passata dal 6% del 2000 al 9% del 2005 e riguarda gli adolescenti tra i 10 e i 17 anni.
Un trend crescente che preoccupa i ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, al punto da dedicarvi uno Studio.
Il web garantisce l’anonimato
Mail, instant messaging, chat… sono tanti mezzi di internet che possono essere usati con cattive intenzioni e, a differenza di ciò che succede nelle scuole, il web garantisce l’anonimato a chi si rende autore di simili delitti. Anche se spesso sono le stesse vittime a tenere il segreto.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
Marci Hertz, autore del Rapporto, sottolinea che alcuni ragazzi sono più forti, ignorano ciò che accade e passano a un’altra pagina internet ma altri, quelli più fragili, non ci riescono.
Una minaccia
La sensibilità personale ha un’enorme importanza nella percezione di una minaccia, come dimostra il caso di Megan Meier, la tredicenne di Dardenne Prairie, nel Missouri, che l’anno scorso si è suicidata dopo essere stata insultata dall’amichetto “virtuale” conosciuto su MySpace.
‘Josh’ era un avatar che nascondeva il volto della madre di una compagna con la quale la ragazza aveva litigato. La mamma si era servita della chat per scoprire le ragioni di questa rottura e aveva pensato bene di scrivere a Megan: “il mondo starebbe meglio senza di te”.
La vicenda non solo ha portato alla ribalta il fenomeno del cyber-bullismo, ma aperto la strada a una serie di provvedimenti che ne riducano l’incidenza: le autorità del Missouri hanno ufficialmente definito le minacce via internet come reato minore e quelle di Oregon, Washington, New Jersey e altri stati ne hanno seguito o si preparano a seguirne l’esempio.
Tanti le scuole che hanno cominciato a limitare l’accesso a internet o l’uso del cellulare nei campus.
Il CDC ha, infatti, avviato la ricerca dopo aver ricevuto diverse pressioni da parte di molti istituti che chiedevano consiglio sui “maltrattamenti online”.
La violenza si installi in rete
C.J. Pascoe, sociologo dell’Università della California a Berkeley, ha commentato che “...il crescente ruolo del web nella vita dei ragazzi determina che la violenza si installi in rete, trasponendo online di ciò che avviene nella vita reale”.
I siti di social networking, dove i giovani mettono online pagine piene di informazioni e dettagli strettamente personali, sono una miniera di informazioni per chi intende molestare. Ma internet è anche il mezzo per far uscire allo scoperto i ragazzi più timidi, quelli che fanno più fatica degli altri a stabilire relazioni sociali.
Per questa ragione molti ricercatori ritengono che il problema non sia internet, ma più in generale la violenza che aleggia ovunque.
E’ quella che si deve combattere!
Non si può controllare tutto, ma si deve insegnare ai ragazzi a essere cittadini del mondo, anche quello virtuale, e a restare sempre in guardia.
(04 dicembre 2007)
© 2002-2012 Key4biz