Stati Uniti
Presidenziali USA: Obama il candidato più surfer del web. Ma qualcuno avverte, ‘Tanti rischi nella comunicazione online’
Internet grande protagonista delle presidenziali americane. I candidati alla Casa Bianca hanno, infatti, scelto anche il web per dar voce ai propri programmi.
Tutto pur di raggiungere gli elettorali e la rete, si sa, è ormai parte delle vite di tutti specie dei giovani che leggono sempre di più online l’informazione.
I candidati si stanno sbizzarrendo
Ed è proprio nel mondo virtuale che i candidati si stanno sbizzarrendo: siti di social networking per far conoscere le proprie passioni, hobby, gusti musicali…



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Secondo un recente Studio di Pew Research Center, quasi un quarto degli americani segue online la campagna presidenziale. Il dato resta sicuramente inferiore rispetto a quello del pubblico televisivo, ma è il doppio in confronto al 2004 e il triplo di quello del 2000.
Un grave rischio
Mike Feldman, ex consigliere di Al Gore nella campagna elettorale del 2000, sostiene che “…le discussioni sulle elezioni avvengono sempre più online, ignorarlo sarebbe un grave rischio”.
Il 42% delle persone con meno di trenta anni usa, infatti, il web per aggiornarsi su quanto succede nel mondo politico. E sono sempre questi giovani che fanno riferimento a siti di social networking come MySpace o Facebook.
La campagna dell’atipico candidato repubblicano Ron Paul, che si è opposto alla guerra in Iraq, poggia quasi interamente sulla rete. Paul ha attirato l’attenzione generale quando è riuscito a raccogliere 20 milioni di dollari grazie a un appello lanciato online.
Per quanto riguarda i democratici, il giovane senatore di colore dell’Illinois Barack Obama si serve di internet per differenziarsi dalla rivale Hillary Clinton che apparterebbe alla vecchia guardia politica.
Il 60% delle 500.000 persone che hanno fatto donazioni per sostenere la campagna di Obama, lo hanno fatto usando il web (Dati aggiornati al 3 gennaio 2008).
Il team di Obama
Secondo il team di Obama, internet ha consentito ai suoi sostenitori di creare 6.000 circoli nel Paese e 20.000 pagine online per raccogliere fondi.
Joe Rospars, responsabile per i New Media nella squadra di Obama, sottolinea che “…è stupefacente vedere come internet riesca a dare energia alle persone quando gli si mettono a disposizione i giusti mezzi”.
Ma non tutti sembrano d’accordo e c’è anche chi dice che il web “è semplicemente uno strumento, con i suoi limiti. Tutto qui”.
E’ di questo avviso Josh Margulies, che aveva lanciato un sito a favore dell’ex generale Wesley Clark durante la campagna del 2004.
Secondo Margulies, uno dei vantaggi è la possibilità di arrivare subito ai lettori con l’invio massiccio di eMail e di raccogliere donazioni in modo “Assolutamente facile”.
Un grossolano errore se pensassero
I candidati, spiega Margulies, commetterebbero un grossolano errore se pensassero che tutti coloro che “….con tre clic hanno regalato alcuni dollari per sostenere la campagna, il giorno delle elezioni si recheranno a votare”.
E mette in guardia: “…uno dei pericoli di internet è quello di veicolare false informazioni. Non a caso tra le eMail ricevute questa settimana da un giornalista, qualcuno affermava in maniera del tutto verosimile che Obama era ‘un’integralista islamico’”.
Ma il web ha pensato anche a questo, esiste un sito specializzato (snopes.com) che permette di verificare le notizie e fare la differenze tra i semplici rumor e l’informazione vera e propria.
Allora? Welcome to internet.
(17 gennaio 2008)
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