Social network: ma a chi importa della privacy? Zuckerberg risponde a critiche sui pericoli per la violazione della vita privata ‘di tutti’
L’ascesa dei social network – i siti come Facebook e Twitter su cui le persone pubblicano il proprio profilo corredato di foto, commenti, link e quant’altro – ha contribuito a rendere indistinti i confini di cosa può essere considerato privato e cosa di dominio pubblico, con la conseguenza che è sempre più difficile tutelare legalmente il proprio diritto alla privacy.
È quanto ha affermato il prof. Kieron O'Hara della University of Southampton nel corso di una conferenza organizzata dalla Media, Communication and Cultural Studies Association.
I dettagli della propria vita privata
Secondo O’Hara, chiunque pubblichi online i dettagli della propria vita privata, contribuisce in molti casi a minare anche la privacy degli altri, riducendo quella che in diritto viene definita “…la ragionevole aspettativa di privacy” e rendendo sempre più difficile difenderla.



ICT e crisi: addio al polo italiano...
Anche il settore dell'ICT si scontra con la dura realta' della crisi...
Mobile advertising: anche LinkedIn a...
Facebook non e' l'unico social network alle prese con la necessita' di...
Numero d'emergenza 112, questo...
Sono ancora pochissimi i cittadini europei che sanno che in caso di...
Mobile Payment: piu' gravi del previsto...
Ancora problemi per Google Wallet. Dopo la notizia, diffusa nei giorni...
Sky Italia cresce a ritmi significativi:...
Sky Italia cresce, a ritmi importanti. I dati segnano un miglioramento...
Google entra nell'home entertainment....
E' ufficiale: Google sta per entrare nel mercato dell'home entertainment...
Satellite: Eutelsat firma due accordi...
Eutelsat Communications e Alge'rie Te'le'com Satellite (ATS), filiale...
La "dieta' mediatica degli americani...
Il media mix dell'utente americano e' in continua evoluzione, secondo...
REA: le radio-tv private italiane...
Non c'e' stata edizione del Festival di Sanremo che non abbia lasciato...
SKY: piu' di 10,7 milioni di spettatori...
Giovedi' 9 febbraio, 10.705.663 spettatori unici hanno seguito i canali...
Agenda digitale: la cabina di regia...
Per il Governo Monti, e' questa la ricetta per l'Agenda digitale italiana:...
Apple batte ogni record: vale piu' del...
Le azioni Apple hanno sbaragliato ieri ogni record, portando la...
ACTA: la Germania verso il "no' alla...
A quanto pare la Germania ha deciso che non firmera' l'ACTA. Era nell'aria,...
Microsoft: il cloud computing, leva...
Il 15 e 16 febbraio 2012, nell'ambito di SMAU Business Bari, Microsoft...
Microsoft a SMAU Business Bari: il cloud...
Il 15 e 16 febbraio 2012 Microsoft partecipera' a SMAU Business Bari per...
ESET NOD32: Cyber-truffe, come evitare...
Truffatori e cyber criminali minacciano i nostri computer anche a S....
Nintendo riconferma che il Wii U non...
Cindy Gordon, vicepresidente di Nintendo America ha ribadito alla stampa...
Epic: PlayStation 4 e Xbox 720 dovranno...
Secondo Tim Sweeney, direttore tecnologico di Epic Games, la prossima...
Iwata: Miyamoto e' insostitu...
Nel corso della recente conferenza con gli investitori, Satoru Iwata,...
Mass Effect 3 anche in versione...
Durante una recente intervista rilasciata a Kotaku, un rapprese...
|
“Quando le nostre ragionevoli aspettative diminuiscono, così come è già avvenuto, necessariamente diminuiscono anche le nostra tutele giuridiche”, ha aggiunto.
Una festa all’insaputa del proprio partner
Se, ad esempio, ci si trova a una festa all’insaputa del proprio partner o magari in atteggiamenti ‘poco consoni’ e il vicino scatta una foto a nostra insaputa, esiste oggi la concreta possibilità che quella foto finisca online, con le ovvie conseguenze se a visualizzarla è anche chi non dovrebbe, sia esso il partner o il datore di lavoro.
Molte persone, insomma, non sarebbero consapevoli fino in fondo dell’impatto sociale di quello che pubblicano online e - in quella che O’Hara definisce ‘l’intimità 2.0’ – lo scambio online di informazioni, anche le più intime, è ormai una routine.
Secondo il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, però, quello evidenziato da O’Hara è un ‘non problema’, dal momento che l’uso crescente dei social network ha reso le persone meno inclini a considerare la privacy come una ‘norma sociale’. "...Le norme sociali cambiano col tempo, ed è così anche per la privacy", ha detto, parlando nel corso di una cerimonia di premiazione a San Francisco. Il 25enne creatore e Ceo del più famoso dei social network ha quindi affermato che “…la gente è sempre più propensa non solo a condividere più informazioni e di diversa natura, ma anche a farlo in maniera aperta e con sempre più persone”.
Nelle ultime settimane, Facebook è stata al centro delle polemiche per le nuove disposizioni sulla privacy introdotte a dicembre per garantire agli utenti del popolare sito – a detta della società - di ‘proteggere’ le informazioni personali che vengono pubblicate sulla bacheca, proponendo di ridefinire i parametri di sicurezza, indicando i contenuti (immagini, video…) che si vogliono tutelare da occhi indiscreti.
Secondo le associazioni americane come Epic (Electronic Privacy Information Center) e Center for Digital Democracy (CDD) , tuttavia, le nuove norme sulla privacy non proteggono come dovrebbero le informazioni private e tante di queste resterebbero comunque visibili a tutti.
Gli utenti a pubblicare online maggiori notizie sulla propria vita
Facebook è stata quindi accusata di aver pubblicizzato questo nuovo sistema solo per spingere gli utenti a pubblicare online maggiori notizie sulla propria vita.
Grazie alla loro scarsa attenzione verso la privacy, i social network sono diventati – ha detto qualcuno – il rossetto sul colletto dell’era digitale: essi, insomma, sono tra gli strumenti migliori per appurare un’eventuale infedeltà del partner. Ma, questi siti sono anche stati causa di licenziamenti, come nel caso della compagnia aerea Virgin Atlantic i cui dipendenti hanno rivolto pesanti critiche ai passeggeri su Facebook, creando un grave danno d’immagine alle aziende, le quali a loro volta hanno reagito col pugno di ferro.
Virgin Atlantic ha licenziato 13 assistenti di volo per i loro commenti sui passeggeri definiti, nel migliore dei casi “maleducati e ignoranti”.
Piuttosto però che concentrarsi sulle nuove impostazioni sulla privacy di Facebook, chi si preoccupa per l’impatto sociale di questi siti dovrebbe magari inventarsi uno slogan – ha concluso Zuckerberg – per “…mettere gli utenti in guardia contro eventuali ‘passi falsi’ che potrebbero farli ritrovare in situazioni spiacevoli”.
(11 gennaio 2010)
© 2002-2012 Key4biz