TEDGlobal2009: ‘la sostanza dell’invisibile’ ha preso forma a Oxford. Spazio alle ‘idee degne di essere diffuse’
Il progetto TED Global, evento emanazione di TED (www.ted.com), organizzato da Bruno Giussani, scrittore e ricercatore svizzero, direttore europeo del Ted, si è articolato in 12 sessioni, una cinquantina di speaker per una platea di circa 700 spettatori. La partecipazione all’evento anche quest’anno ha registrato il tutto esaurito con un costo procapite pari a 4500 dollari, ma la visione è stata resa accessibile anche in diretta via simulcast al prezzo di 995 dollari; proventi, che andranno alla Sapling Foundation, fondazione che alimenta l’universo TED, compresi i TED Prize, il progetto TED Fellows, dedicato ai giovani dei paesi in via di sviluppo.
In ogni sessione quattro relatori con vocazione diversa, un designer, uno scienziato, un pioniere, un filosofo, per generare idee ed intuizioni dall’ibridamento del “crossing over”.
La durata degli speech
Caratteristica distintiva di questo evento è stata la durata degli speech, che non hanno superato i 18 minuti, parametro entro il quale ogni speaker si è addentrato nei segreti delle forze celate all’occhio ordinario per esplorare e rendere visibile l’invisibile.



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Ma quali sono stati gli interventi più significativi di questa edizione?
I talk che sono visibili anche
Simpatica intanto l’idea del breakfast riservata agli invitati nella sala del Keble College, rievocazione del film di Harry Potter. Del panel scelto dall’organizzazione segnaliamo i talk che sono visibili anche sul sito TEDGlobal2009 .
“Ciò che conosciamo” e “vedere per credere” sono stati i temi della prima e seconda sessione. Sicuramente da segnalare (con annessi tweet impazziti e critici su twitter) la doppia standing ovation del pubblico allo speech del primo ministro inglese Gordon Brown che ha saputo toccare la platea con un discorso appassionato ed articolato sulla grande opportunità che abbiamo di far convergere la velocità della comunicazione globale, basata su un approccio ed un’azione condivisa ed animata da un’ etica comune.
Alain de Botton, filosofo, ha aperto curiosamente una riflessione sulla parola “snob” e ha definito snob una persona che da un dettaglio arriva ad emettere una sentenza globale su una persona, sostenendo inoltre che il famoso luogo comune di credere di meritare qualcosa, nel bene e nel male sia “pericoloso” per la salute dell’uomo.
La ricetta per rigenerare intuizioni e nuove connessioni è arrivata invece da Stefan Sagmeister, graphic designer: “un anno sabbatico ogni 7 anni di lavoro”. Sagmeister ha curiosamente anche riscontrato questa variabile nel 5% degli speaker al Ted. Segno che intuizione e apertura a nuove connessioni sono da ricercarsi in periodi in cui non si è sottoposti a stress.
Willard Wingan ha introdotto le sue sculture sostenendo che qualsiasi essere umano almeno una volta è stato piccolo quanto loro. Wingan ha iniziato a creare nano-sculture all’età di cinque anni, e ha raccontato come quel mondo in miniatura lo abbia portato a vivere da sempre in una favola. La sua miniatura della statua della libertà è contenuta nella cruna di un ago, personaggi dei Simpson camminano sulla testa di un chiodo.
La UCLA
Andrea Ghez, astronoma ed astrofisica, sta conducendo per la UCLA, uno studio che ci avvicinerà alla sostanza peculiare dei cosiddetti buchi neri attraverso una tecnica di riproduzione di immagini innovativa.
La studiosa ha sottolineato che “il lavoro più importante oggi da compiere è avere un approccio scettico”. Incredibile apprendere da Josh Silver che un miliardo di persone nel mondo ha problemi visivi, e questo è un problema che seriamente interferisce con la possibilità di percepire il mondo e avere accesso all’educazione. La sua intuizione è stata quella di inventare degli occhiali adattivi. In una demo ha mostrato come modificare il grado di diottrie iniettando del liquido nelle lenti. La sua scommessa? quella di produrne due milioni di pezzi entro il 2020.
Formule magiche e codici matematici quelli di James Geary tradotti in aforismi di grande impatto evocativo.
Gli aforismi sono ovunque afferma Geary, che ha illustrato alla platea le sue 5 leggi per riconoscerli: 1. devono essere brevi 2. devono essere definiti ma non necessariamente veri 3. devono essere personali 4. devono essere filosofici 5 devono avere un twist (cioè accoglierti in un luogo e portarti in un altro punto inaspettato).
Dal suo sito ne citiamo due: “gli specchi dovrebbero riflettere un attimo prima di mostrare quello che vedono”; “nessun fiocco di neve in una valanga si sente mai responsabile”.
Il video/canzone “stand by
Mark Johnson, change producer, ha portato il video/canzone “stand by me” realizzato interamente da artisti di strada, che ha fatto già il “giro del web”.
La Fondazione “The play for change foundation” donerà contributi alle scuole di musica per i bambini in tutto il mondo.
Temi della terza e quarta sessione sono stati: “le connessioni e conseguenze”, e “la natura come sfida”.
Tra gli interventi più interessanti Jonathan Zittrain, avvocato, ha parlato della potenza di internet e della sua ereticità come modello di business. Senza un direttore generale, senza un business plan, internet è l’unico modello dirompente che emerge dalla gente e dal “basso” aggregando persone che si divertono e instaurano relazioni.
La sua potenza, ha ricordato Zittrain, si è manifestata in Pakistan quando il governo tentò di bloccare YouTube, noto sito di videosharing, riuscendovi solo per due ore. Per contro, l’allarme pessimistico è arrivato dal successivo intervento di Evgeny Morozov, internet scientist, che ha affermato come invece la democrazia è a rischio di repressione da parte di governi che pagano blogger per attuare manipolazioni ideologiche su internet.
Una banca del seme globale
Cary Fowler, biodiversity archivist, ha parlato del suo progetto a Svalbard, che ha l’obiettivo di costituire una banca del seme globale in agricoltura, sottolineando come alcune specie di alberi da frutto, ad esempio mele, siano in estinzione e come solo salvare la biodiversità potrà agevolare una migliore capacità di adattamento anche per gli esseri umani.
Janine Benyus, science writer, ha raccontato come si possa risolvere qualsiasi problema semplicemente osservando ed immaginando come lo risolverebbe la natura. L’abilità della natura è geniale, ha detto Benyus, e proprio la sua capacità mutuata da migliaia di anni di esperienza può ispirare il nostro design. Janine immagina di disegnare la primavera e invita a immaginare la natura ogni qualvolta si cerchi ispirazione per qualsiasi opera.
Secondo Stefana Broadbent, tech antropologist, la tecnologia delle comunicazioni invece di connetterci con più persone, ha rafforzato quel circolo di poche persone con le quali interagivamo e con la comunicazione scritta e tracciabile abbiamo reso la nostra intimità democratica ed accessibile.
Mathieu Lehanneur, designer, ha presentato una serie di opere ispirate ad un crossing over di natura e tecnologia. Il polmone interattivo per bambini asmatici, che ha creato, secondo Lehanneur è un oggetto terapeutico che può aumentare la consapevolezza e conoscenza dell’organo. Un sistema di filtraggio dell’acqua, un mini-fiume casalingo, una palla di fibre ottiche che neutralizzano inquinamento sonoro attraverso l’emissione della frequenza opposta sono le altre invenzioni geniali di Lehanneur.
Aza Raskin, il creatore di Firefox, ha mostrato la demo di un browser capace di imparare la nostra lingua anziché il contrario, come è sempre accaduto. Il tutto, attraverso comandi vocali. Carlos Ulloa, fondatore di Papervision 3D, ha presentato una demo di mondi tridimensionali con scene interattive create usando l’ubiquitous flash technology.
La pubblicità abbia creato
Rory Sutherland, advertising guru, ha parlato di valori e di come la pubblicità abbia creato da sempre possibilità di spesa e non di risparmio. Ma oggi questo concetto è rovesciabile e rivalutabile attraverso una nuova percezione di valore apprezzando cosa abbiamo già invece di “agonizzare” verso ciò che non abbiamo.
Lewis Pugh, nuotatore, racconta la sua avventura nuotando al Polo Nord con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul riscaldamento globale della terra.
Beau Lotto, neuro scienziato ed artista, ha dato il via alla sessione n.5, dedicata agli “algoritmi nascosti” e ha mostrato effetti illusori ottici che attraverso un software vengono tradotti in musica. Lotto ha specificato che il nostro cervello si evolve trovando modelli ed associando questi ultimi a relazioni comportamentali. Ed il nostro cervello ha un’abilità straordinariamente veloce nel ridefinire questi modelli.
Rebecca Saxe, scienziata in neuroscienze cognitive, ha presentato la sua scoperta di una particolare sezione del cervello che si attiva quando contempliamo il lavoro di altre menti, mentre Henry Markram, neuro scienziato, ha parlato del progetto Blue Brain, una ricostruzione minuziosa digitale in 3d del nostro cervello, in grado di mostrare non solo cosa il cervello può fare ma anche come sviluppa consapevolezza. Il progetto sarà reso pubblico tra 10 anni e potrà iniziare a farci pensare ad una sperimentazione non più su animali ma sulla nostra stessa proiezione di specie. Markam dice che “Il santo Graal per le neuroscienze sarà quello di capire il disegno della colonna neocorticale, ultima generazione cosmica”.
Manuel Lima, interaction designer, ha parlato di reti di informazioni e di come siano onnipresenti in qualsiasi sistema nel micro e macro cosmo. Lima, è riuscito a visualizzare attraverso mappe digitali in 3d queste relazioni come il passaparola, le reti sociali, le mappe emozionali attraverso tagging di foto, parole, esempi visibili su VisualComplexity.com.
Le stelle brillano e perché
David Deitsch, fisico quantistico, si domanda perché le stelle brillano e perché se abbiamo il cervello dei nostri antenati solo recentemente con la rivoluzione scientifica abbiamo iniziato ad indagare, a e a farci delle domande volte ad aumentare la nostra conoscenza. Perché abbiamo privilegiato in un processo evolutivo la percezione anziché la stagnazione? La risposta la trova in un episodio dei Simpson, in cui Lucy Lawless, risponde in modo non soddisfacente ad una domanda del professore. Il motivo è da rintracciarsi nella variabilità delle componenti di risposta che essendo deboli possono modificare il contesto perché facilmente sostituibili. Quindi secondo Deitsch, la verità consiste nella difficoltà di variabilità.
La curiosità è il tema della sesta sessione aperta da Marcus du Sautoy, matematico, che ha parlato di come la simmetria possa aiutarci a comprendere il mondo, fenomeni come l’attacco di un virus possono essere studiati attraverso il loro vantaggio simmetrico nell’azione.
La simmetria comunica informazioni genetiche. Garik Israelian, astrofisico, pensa che la spectroscopia sarà il metodo di scoperta di forme di vita al di là del sistema solare. Un approccio di osservazione indiretta: noi oggi non conosciamo lo spettro del sole, ma lo possiamo fare con altri pianeti e scoprire l’esistenza di elementi chimici come l’ossigeno.
Quando galassie formano stelle, la spectroscopia ci dà la possibilità di comprendere quali sono quelle estranee al sistema che già conosciamo. Elain Morgan ha parlato di nuovi paradigmi circa l’evoluzione della specie dell’uomo. Secondo Morgan, deve esserci qualche motivo per cui l’uomo pur derivando dallo scimpanzé, non è quadrupede e ricoperto di peli; la nostra origine, sostiene, è da attribuire a specie acquatiche.
Paul Romer, economista alla Stanford University, ha proposto un’idea radicale per una nuova crescita globale: un modello di scala per riattribuire la capacità di scelta a città istituite artificialmente, charterizzate. Villaggi concepiti in una forma di nuovo colonialismo evolutivo. Guantanamo potrebbe diventare la nuova Hong Kong, dice…
Il tema dello “sviluppo radicale”
Con Michael Pritchard, inventore, si è tarttato il tema dello “sviluppo radicale”. Pritchard, ha messo a punto un filtro per trasformare acqua non potabile in potabile, riuscendo con un solo filtro a pulire fino a 6.000 litri di acqua con un livello di filtratura che arriva a impedire il passaggio a particelle fino a 15 nanometri.
Questa invenzione potrebbe aiutare popolazioni e incidere in situazioni post calamità naturali in cui la disponibilità dell’acqua non è accessibile.
Rob Hopkins, resilience leader, ha mostrato una bottiglia di olio: questa bottiglia ha detto, “contiene l'energia equivalente di cinque settimane di lavoro umano composto da 35 persone”.
Hopkins ha spiegato che il nostro grado di vulnerabilità è il nostro grado di dipendenza dal petrolio. Hopkins ha scritto un libro sulla transizione che parla di modelli di resistenza in cui prevede che ci saranno evoluzioni necessarie post-petrolio ma che ci arricchiranno perché portatrici di un’interazione maggiore tra gli individui.
Tim Brown, designer, si è quindi chiesto cosa succede se ci spostiamo dal design alla progettazione del fare, quasi una provocazione alludendo ad una sorta di allontanamento tra questi due fattori.
Il suo primo progetto
Mostrando il suo primo progetto, una macchina per il legno ed un fax, Brown ha spiegato che il design del pensiero comincia con il pensiero integrativo. Opponendosi ad idee e creando nuovi vincoli per opposte soluzioni.
Quindi il design ha senso solo se pone l’uomo al centro e apre ad una visione più ampia. Un buon design è spesso la comprensione della cultura e del contesto. Brown sostiene infine che la progettazione di sistemi di partecipazione sarà il tema principale per la nostra economia. Il design ha maggiore impatto quando è messo nelle mani di tutti.
L’ottava sessione ha trattato il concetto dell’”ombra”. Taryn Simon, fotografa, ha raccontato attraverso le sue immagini dall’impatto dirompente, luoghi e persone nascoste o taciute. Ha fotografato tutto..da una tigre di razza bianca ad un impianto clinico per l'aborto.
Il talk di Taryn Simon è stato denso di dettagli come lo sfondo delle sue foto. Il contesto è la storia. Le sue coraggiose fotografie rivelano verità che potrebbero essere scomode per qualcuno.
Misha Glenny, giornalista, ha esposto le sue ideem presentate nel libro McMafia, e come la criminalità organizzata rappresenta il 15% del PIL mondiale. Loretta Napoleoni, economista, ha raccontato della sua intervista ad un terrorista delle brigate rosse, negli anni settanta, in Italia. Era stata scelta perché una donna del gruppo brigatista era una sua amica di infanzia. Appena diventata mamma, ha ricordato come quel periodo non fosse il momento per lei per affrontare tale rischio. La curiosità di scoprire quale percorso psicologico aveva portato l’amica a scegliere una vita per la violenza tuttavia ha prevalso. La Napoleoni ha quindi osservato come in realtà le organizzazioni terroristiche siano vere e proprie organizzazioni economiche: la testa decide e si occupa di politica ma tutto il resto del gruppo è alla ricerca di denaro per sostenere l’attività molto onerosa.
Le vibrazioni
Nella nona sessione si è discusso di “energia rivelata”: a farne sentire le vibrazioni, La Radio Science Orchestra e Lydia Kavina, nipote del grande Léon Theremin, inventore dell'omonimo strumento elettronico nel 1920.
Kavina e la RSO hanno suonato diverse selezioni futuristiche, pur senza toccare uno strumento fisico, ma attraverso l'interazione con il theremin di campo elettromagnetico! Kavina e la RSO hanno incredibilmente catturato lo stupore del pubblico.
Nick Veasey, inventore, utilizza i raggi X per creare fotografie che mostrano il funzionamento interno e la struttura degli oggetti come scarpe, autobus, trattori. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla entità biologiche, anche lui guarda (guarda attraverso) la tecnologia. Ma la natura è, secondo Veasey, la più grande fonte di ispirazione. Design e architettura, ha osservato, sono profondamente legate alla natura. Ha trascorso tre mesi per passare ai raggi X, un intero 747 in un hangar di aeromobili cercando l'invisibile funzionamento interno del nostro mondo.
Interessante il progetto di trasferimento di energia risonante, di Eric Giler, wireless electrician. “WiTricity”, ha spiegato, funziona utilizzando il principio induttivo, in cui una carica elettrica è immagazzinata in forma di un campo magnetico in una bobina di un conduttore. Due di queste bobine, risuonano alla stessa frequenza, e possono scambiarsi carica nello spazio utilizzando campi magnetici. E questa tecnologia è sicura e non pericolosa per l’essere umano. Giler si è chiesto come mai abbiamo dovuto ricoprire la terra di cavi di rame quando questa tecnologia era già stata menzionata da Tesla 100 anni fa… Per Itay Talgam, direttore d’orchestra, la gioia di condurre risiede nel consentire ad altre storie di essere ascoltate: la storia del pubblico, la storia di ogni persona che compone l'orchestra, la storia di coloro che hanno costruito la sala da concerto. E’ la diffusione di felicità.
All’evento ha partecipato anche anche Daniel Birnbaum, curatore della Biennale di Venezia.
Consulta il profilo who is who di Irada Pallanca
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(31 luglio 2009)
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