Web dall’ufficio: troppe bugie? Ecco i siti che più distraggono dal lavoro
Per i lavoratori che hanno l’opportunità di usare internet in ufficio, la dose di quotidiana navigazione ha ormai assunto più urgenza della pausa caffè.
È ormai stato appurato da diversi sondaggi, infatti, che la maggior parte dei dipendenti è pronta a rinunciare al break con tanto di tazzina fumante e chiacchierata con i collegi ma non a una mezz’oretta di navigazione in solitaria.
I lavoratori che trasgrediscono
Ma quanti sono i lavoratori che trasgrediscono e quali sono le loro destinazioni preferite quando dall’ufficio, invece di lavorare, vagano in rete?



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Secondo il settimo studio annuale "Web@Work" di Websense, il 61% dei dipendenti con possibilità di accesso a internet ha ammesso di passare un po’ di tempo su siti non attinenti al proprio lavoro.
Il tempo medio trascorso su internet
Tanto per voler essere pignoli, il tempo medio trascorso su internet per scopi extra-lavorativi è di 3,06 ore a settimana su 12,8 ore destinate alla navigazione lavorativa.
In altri termini, in media, il 24% del tempo viene trascorso su internet per scopi personali.
Ma per fare cosa?
Le risposte a questa domanda potrebbero anche stupire e bisogna anche notare che non sempre quanto riferito dai dipendenti corrisponde a quanto rilevato dai loro superiori.
La prima discrepanza riguarda proprio il tempo dedicato alla navigazione per scopi extra lavorativi, che secondo questi ultimi ammonterebbe a 5,7 ore a settimana, più di due ore in più di quanto ammesso dagli impiegati.
Tra quelli che hanno ammesso di visitare siti non inerenti al proprio lavoro, l’83% ha riferito di navigare alla ricerca di mappe digitali (83%), di news (80%) e di previsioni del tempo (76%).
E questi dati più o meno corrispondono a quanto in effetti rilevato dagli amministratori di sistema.
Un’altra netta discrepanza, però, è a monte della lista: se infatti il 93% degli impiegati sostiene di aver visitato siti di lavoro, secondo i dati di a disposizione dei loro capi, solo il 58% ha, nella lista degli ultimi siti visitati, indirizzi legati all’attività lavorativa.
Un'ultima differenza, ma sostanziale, è riscontrabile quando si va ad analizzare quali sono i siti extra-lavorativi effettivamente più frequentati.
Ad esempio, solo il 3% ha ammesso di aver visitato siti di dating – quelli, per intenderci, sui quali si cerca l’anima gemella – ma per gli amministratori di sistema la percentuale reale sale al 18%.
La frequentazione di siti
Anche la frequentazione di siti per soli adulti, evidentemente, intimidisce: solo l’1% ammette di visitarli, ma la percentuale reale sarebbe dell’11%. Stesso discorso vale per i siti dedicati alle scommesse e al gioco d’azzardo e per i siti che incitano all’odio razziale…nessuno ammette di esserci andato, ma a smentire restano evidenti le tracce di navigazione.
E le aziende, di fronte a questo spaccato, come reagiscono?
Molte non hanno adottato regole precise sull'utilizzo di Internet che, secondo un giudice americano dovrebbe essere equiparato alla lettura di un giornale o a una telefonata personale, quindi dovrebbe essere consentito.
Bisogna tuttavia – dice ad esempio Microsoft – mettere dei paletti perché anche se il web è uno strumento di lavoro indubbiamente utile, può causare seri problemi e, in ultima analisi, una riduzione della produttività.
Chi naviga il Web può essere identificato da coloro che gestiscono i siti e che sono in grado di rilevare la pagina di provenienza, utilizzare i cookie per stilare un profilo dell'utente e installare spyware sul suo PC, il tutto a sua completa insaputa. Attraverso i browser, inoltre, il sistema può essere violato da worm distruttivi.
Le aziende sono poi esposte
Oltre alle attività dolose provenienti dall'esterno, le aziende sono poi esposte al comportamento dei dipendenti che si dedicano ad attività illecite o comunque sgradite durante le ore di lavoro e utilizzando i PC aziendali ed è dunque necessario, nella creazione di una normativa aziendale che regoli l'uso di Internet, stabilire con chiarezza gli orari in cui ai dipendenti è consentito utilizzarlo a scopo personale; decidere se e in che modo monitorare la navigazione e comunicare in modo dettagliato e preciso quali sono i comportamenti ritenuti inaccettabili (download di contenuti offensivi, minacce o comportamento violento, attività illecite, sollecitazioni di carattere commerciale).
(25 maggio 2006)
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