Web e solidarietà: Informatici senza Frontiere, una realtà per un mondo migliore
Informatici senza Frontiere, la Onlus fondata alla fine del 2005 da un gruppo di manager veneti del settore informatico, evolve sia come progetti gestiti, sia come numero di soci e presenza territoriale.
I fondatori ed i soci, convinti che l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenti un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale anche dei paesi poveri ed in via di sviluppo, si sono posti l’obiettivo di mettere a disposizione di popolazioni e soggetti bisognosi le professionalità dei propri associati.
L’associazione, in due anni di attività, si è sviluppata fino a contare oggi nuclei originati nel Veneto, in Lombardia, in Piemonte, in Lazio e in Campania.



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Le attività di Informatici senza Frontiere sono finalizzate a contribuire a colmare un evidente paradosso: nei paesi sviluppati esiste un grande spreco di tecnologia, hardware ritenuto obsoleto e know-how non utilizzato appieno, mentre per la maggior parte della popolazione mondiale l’Information Technology è una risorsa tanto fondamentale quanto irraggiungibile, per ragioni economiche e di digital divide.
La propria attività di volontariato
I soci di Informatici senza Frontiere, tutti manager del settore – IT Manager, imprenditori alla guida di software house e aziende VAR, quadri e dirigenti di aziende fornitrici – con la propria attività di volontariato e con il proprio contributo economico si adoperano per ridurre il divario digitale, facilitando l’accesso agli strumenti informatici dei soggetti “deboli“ e realizzando progetti informatici che possano contribuire a migliorare il funzionamento di strutture ospedaliere, scuole, enti di utilità sociale e culturale.
Obiettivo dell’associazione è di seguire totalmente i progetti, finanziando l’acquisto dell’hardware o procurandolo, realizzando le soluzioni software - tipicamente open-source, quindi esenti da diritti e costi di licenze, trasferendo agli utilizzatori il know how adeguato all’utilizzo delle soluzioni. La stessa attività di formazione gestita attraverso il volontariato dei soci ha come obiettivo di trasferire la conoscenza tecnica e funzionale sia a popolazioni dei paesi in via di sviluppo, sia in Italia a soggetti “deboli”.
Dai progetti in corso ai progetti in cantiere
Partita dalla realizzazione del sistema informativo open source semplice ed efficace OpenHospital (gestione delle cartelle cliniche, anagrafiche pazienti, farmacia) installato presso l’ospedale di Angal in Uganda, l’attività di ISF ha coinvolto anche il carcere di Treviso - Santa Bona, la comunità Casa dell’Ospitalità di Mestre, la parrocchia di St. Hilaire a Kinshasa in Congo, l’ospedale di North Kinangop in Kenia, il Centro di Servizi per il Volontariato a Treviso.
Dichiara Marsjai “…il software sviluppato da ISF (Openhospital), estremamente semplice, snello e vicino a quanto effettivamente serviva ad Angal, e' stato un raro esempio di successo di un progetto nato "in Occidente" e trapiantato sul campo, forse - anzi sicuramente - unicamente grazie alla voglia di fare, al buonsenso del non voler strafare, e all'umilta' dimostrata dai suoi operatori, Luca, Paolo, Gimo ed altri. Il software e' stato "ritagliato" sulle necessita' di un ospedale nel bush, mantenendo un occhio (ma solo un occhio) alla flessibilita' e invece due e piu' occhi alla portabilita' cross-platform… Una cosa e' certa: questo software lo imparano in cinque minuti anche quelli che non hanno mai usato un computer in vita loro, ne ho avuta ampia prova durante la decina di lezioni che ho tenuto allo staff di Angal per capire che eravamo sulla strada giusta. Manutenzione zero (da 1 anno va avanti senza alcun intervento) con 4 postazioni di lavoro ed un server/postazione. Ad Angal c'e' personale solo locale per buona parte dell'anno e nel resto del tempo il personale non locale non ha alcuna conoscenza di problematiche IT”.
I progetti in cantiere...
Ma l’elemento di maggior rilievo sono certamente i progetti in cantiere, ambiziosi e costosi, e che richiederanno un aiuto consistente da parte della comunità ICT, avendo comunque la certezza che i progetti siano certamente realizzabili, sulla base del livello di qualificazione dei manager soci dell’associazione, la loro esperienza e competenza che rendono agevole la loro realizzazione e sicuro il loro successo.
I due grandi progetti in cantiere sono:
CentoSpedali
L’obiettivo è di sviluppare una nuova versione del software OpenHospital, completando la base già in essere con le necessarie funzioni amministrative, renderlo un oggetto semplice e multilingua, ed andare ad installarlo su un bacino africano di 100 Ospedali
Il punto di partenza è il contatto in essere con l’associazione UCMB – Uganda Catholic Medical Bureau, che già oggi gestisce in Uganda la componente sanitaria di circa 30 ospedali.
Il programma prevede
Per raggiungere l’obiettivo, il programma prevede di:
- sviluppare il nuovo software
- attivare una struttura che localmente si occupi dell’installazione presso gli ospedali
- attivare una struttura permanente di supporto per la formazione e l’intervento manutentivo sui sistemi installati
E’ da ricordare che il territorio oggetto del programma non consente di operare agevolmente come tutti noi siamo abituati a fare: non solo carenze in termini di infrastrutture di TLC, ma anche mancanza di energia elettrica in erogazione continua, difficoltà logistiche nel raggiungere gli ospedali per interventi on site e per sostituzione di componenti, modesto livello di preparazione del personale interno – utenti, e quant’altro possa essere immaginato accadere in mezzo alla savana, dopo chilometri di piste sterrate e spesso allagate dalla più vicina città.
Lo sviluppo e la manutenzione
La stima orientativa prevede che in tre anni, periodo di durata iniziale del progetto, siano necessari 300 Keuro per lo sviluppo e la manutenzione del software, 150 Keuro per remunerare la squadra di tre risorse full time dedicata alla supervisione dello sviluppo e all’assistenza, e 15 Keuro per ciascun ospedale per la fornitura hardware, l’installazione software, l’avviamento e la formazione agli operatori locali.
La soluzione sarà rilasciata in modalità open source, e quindi potrà essere messa a disposizione di chiunque la richieda, anche al di fuori del progetto CentoSpedali.
Informatica per chi non può
Ormai per trovare un qualsiasi posto di lavoro, è fondamentale saper usare un PC. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’accesso all’IT non è così facile e poco costoso: disporre di un PC, di una rete, del software minimale non è alla portata di tutti.
Obiettivo del progetto è di diffondere un processo di scolarizzazione di base, che metta i “deboli” in condizione di disporre dei primi rudimenti dell’uso di un PC e del software per scrivere e far di conto.
La strutturazione di un corso
Il programma prevede quindi la strutturazione di un corso di formazione che si svilupperà in dieci lezioni per il modulo base, e l’erogazione della formazione in parrocchie, comunità, carceri, come in qualsiasi ambiente sia in grado di aggregare i “deboli”.
La geografia di erogazione del programma è l’Italia, ma l’accesso è aperto a chiunque ne abbia bisogno e necessità.
Come aiutare ISF
Associandosi, come singoli; una quota di adesione unitariamente modesta permette con grandi numeri di finanziare le iniziative in corso e quelle in cantiere.
Mettendo a disposizione le proprie competenze, che possono essere sia strettamente correlate alle tecnologie ICT, in qualità di specialisti, sia di carattere relazionale e di aggregazione di colleghi e amici, come di intercettazione di sponsor a sostegno dell’iniziativa.
La realizzazione delle iniziative
Mettendo a disposizione, in qualità di sponsor – l’invito è ovviamente rivolto alle imprese ed alle istituzioni – risorse tecnologiche e finanziarie che rendano più agevole e meno onerosa la realizzazione delle iniziative.
A tal proposito ISF lancia oggi due campagne:
- la prima, tesa alla individuazione di sponsor per i due progetti in cantiere ed a sostegno delle attività già in corso
- la seconda, tesa al far emergere soggetti “deboli”, in Italia ed all’Estero, ai quali mettere a disposizione il know how di ISF ed i suoi progetti
A queste campagne si affianca lo sforzo continuo degli oltre 100 soci attuali di ISF nel continuare ad acquisire nuove adesioni da parte di addetti ai lavori dell’ICT, attivi in qualsiasi comparto e con qualsiasi competenza professionale.
(11 ottobre 2007)
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