Italia
Cinema: continua la crisi. Gli italiani preferiscono il salotto alla sala
In occasione del convegno 'Sala e salotto. Le tipologie del pubblico dei film nei cinema e in casa', nella sede dell'ANICA è stata presentata oggi la Ricerca Digital Monitor, una delle più autorevoli ricerche nazionali sull'intrattenimento digitale (e non), a cura di E-res.
Lo Studio è stato presentato da Michele Casula, Presidente E-res. Per ANICA sono intervenuti il Presidente Riccardo Tozzi, il Presidente Produttori Angelo Barbagallo, il Presidente Distributori Filippo Roviglioni.
I dati raccolti
Secondo i dati raccolti, nel 2010 sono stati venduti 120 milioni di biglietti. Gli italiani over15 si dividono quasi a metà: circa 27 milioni (51%) nell’arco dell’anno si sono recati al cinema (almeno una volta) e quasi 25 milioni di persone (48%) nemmeno una volta.



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Tra i 27 milioni di utenti, la frequenza non è omogenea: più della metà (il 56%) è andata al cinema tra 1 e 4 volte l’anno (15,4 milioni); un terzo (9,3 milioni) ci è andata tra 5 e 14 volte; solo il 6% (1,6 milioni) ha comprato tra 15 e 20 biglietti.
Un quinto della popolazione italiana 21%
Più precisamente, 87 milioni di biglietti sui 120 (circa due terzi) venduti sono stati comprati dal 40% degli utenti totali, che corrisponde a poco più di un quinto della popolazione italiana (21%). In estrema sintesi, la domanda è relativamente bassa e molto concentrata.
Il pregresso e le intenzioni per il 2011 sono in linea con il 2010, anche se con un primo semestre in lieve calo. Il segmento più fedele al cinema in sala mantiene la frequenza, forse con una piccola crescita.
E’ oscillante la frequenza dichiarata dal segmento forte e più numeroso (gli utenti che acquistano da 5 a 14 tkts/anno: i “cine-molto”). Ma, proprio per la sua consistenza, una piccola differenza di consumo di quei 9 milioni di persone (dato 2010) – con la conseguente riduzione della dimensione di quel segmento (in base alle previsione 2011 “ballano” circa 1,5 milioni di persone) - può comportare una significativa differenza di biglietti staccati a fine anno. In positivo o in negativo. Rischio/opportunità. Stabili, ma in lieve aumento, i “mai cinema al cinema”.
Saldo previsionale: -4% biglietti totali a fine anno, a parità di qualità nell’offerta.
Le abitudini di circa 10 milioni di italiani (il 21% degli over15) condizionano l’intero mercato cinematografico. Dei 25 milioni di persone che non sono andate al cinema nel 2010, circa 14 milioni ci ha messo piede l’ultima volta più di 5 anni fa. Motivi principali: i film si vedono in tv (più gratis che a pagamento); problemi di spostamento/distanza; altri impegni; costi elevati.
Il grande pubblico
Le principali fonti di informazione sui film – soprattutto per il grande pubblico - sono il tam tam e la tv; seguono i siti web specializzati (in particolare presso gli alto-consumanti), ultimi i quotidiani.
Solo un quarto della popolazione non vede film in tv (quindi non ama il cinema, né in sala né altrove). Circa un terzo della popolazione italiana (31%, 16 milioni) vede almeno un film al giorno sulle reti generaliste. Oltre 6 milioni vedono almeno 1 film al giorno sui canali digitali terrestri gratuiti, circa 4 su Sky, circa 1,2 su Premium (stime in base alla ricostruzione soggettiva).
Gli spettatori di cinema in tv non sono concentrati tra gli amanti del cinema in sala ma distribuiti proporzionalmente rispetto alla popolazione.
Circa il 16% del totale ha visto film o serie tv scaricate da Internet. Un quarto di essi è tra i NON frequentatori di cinema in sala, un quinto (circa 200mila persone che non vanno al cinema) vede film scaricati su base quotidiana.
Nel primo semestre del 2011 gli italiani che si sono recati al cinema almeno una volta sono circa 23 milioni (44,2%), contro i circa 27 milioni (51,2%) dell’intero 2010; Verrebbe da dire che ‘mancano all’appello’ circa 4 milioni, ma considerando anche le intenzioni per il secondo semestre 2011, la soglia dei 26 milioni di spettatori over15 sarà nuovamente superata. Inoltre, anche il mercato del ‘cinema al cinema’ fa registrare un certo churn rate: circa 6 milioni degli spettatori 2010 NON si sono recati al cinema nel primo semestre 2011, ma circa 2 milioni di neo spettatori non avevano frequentato le sale nel 2010.
Una doppia sfida
La stagione 2011 vive dunque una doppia sfida:
• (ri)portare nella sale almeno tutti gli spettatori 2010;
• scommettere sul numero medio di biglietti acquistati;
I ‘CINE-MAD’ hanno infatti già acquistato il 61% dei biglietti espressi da questo segmento nel 2010. L’andamento del primo semestre 2011 descrive dunque: un mercato stabile ma tendenzialmente più concentrato con i ‘CINE-MAD’ che non hanno fatto mancare il loro apporto e che, nonostante l’attendismo per il secondo semestre, potrebbero esprimere un 5% in più rispetto al 2010; mentre i ‘CINE-MOLTO’ viaggiano a un ritmo più lento del 2010, e potrebbero far mancare circa 8 milioni di biglietti, solo parzialmente compensati dai +5 milioni di biglietti aggiuntivi dei ‘cine-meno’ (segmento di confluenza per alcuni ‘cine-medio 2010/2011’).
Siamo dunque di fronte alle prime tappe di una progressiva polarizzazione del mercato dei film in sala, con indebolimento del segmento intermedio (oltre 9 milioni di individui che nel 2010 hanno espresso più di 60 milioni di biglietti, la metà del mercato) a favore dei ‘CINE-MAD’ da un lato e dei più occasionali ‘CINE-MEDIO’ e ‘CINE-MENO’?
Per maggiori approfondimenti:
Ricerca Digital Monitor
(04 ottobre 2011)
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