Italia
Spettacolo. Cresce la spesa degli italiani. Giorgio Assumma (SIAE): ‘Con la crisi il pubblico annega le ansie in distrazioni emotive ed intellettuali’
Sembrerebbe un dato rassicurante, di primo acchito, l’aumento dell’8% della spesa del pubblico italiano per lo spettacolo nel primo semestre di quest’anno, rispetto al primo semestre del 2009. Eppure va analizzato più attentamente considerando che, nella dominazione “spettacolo”, vengono inserite tanto le mostre quanto le attività sportive; entrambe, in un corretto significato, non sono spettacoli veri e propri.
Se mettiamo da parte le mostre e le attività sportive, quell’8% di incremento complessivo si riduce di non poco.
Una conferenza stampa a Roma
Secondo Giorgio Assumma, presidente della SIAE - Società Italiana Autori ed Editori - che questa mattina in una conferenza stampa a Roma ha introdotto la presentazione dei dati sullo spettacolo nel primo semestre 2010, il pubblico italiano continua a spendere (salvo una battuta d’arresto nel 2008), ormai da due anni, in misura crescente per i prodotti dello spettacolo. Un fenomeno che si spiega, ha sottolineato Assumma, con la fase di recessione in atto: “Tipicamente, nei periodi di crisi economica, è come se il pubblico volesse annegare le ansie collettive e personali in distrazioni emotive ed intellettuali”.



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Un’attenzione particolare il presidente della Siae l’ha rivolta al cinema, il settore che costituisce la maggiore attività industriale nell’ambito dello spettacolo. In Italia, tuttavia, rimane molto marcato il divario, in termini di incassi, tra il cinema di produzione statunitense e quello di produzione italiana.
Uno sguardo alla top ten del
Ciononostante, Assumma ha dichiarato: “Dando uno sguardo alla top ten del cinema dobbiamo però sottolineare che quando il cinema italiano presenta film di qualità , i risultati si vedono: dopo 'Avatar' e 'Alice in Wonderland' che occupano rispettivamente il primo e il secondo posto e che sono ambedue in 3D, sistema che ha rivoluzionato il modo di fruire del cinema e non solo, ben quattro film italiani entrano nella top ten. Il terzo posto (e con un incasso di tutto rispetto a confronto con i primi due) è occupato infatti da 'Io, loro e Lara' di Carlo Verdone, al sesto posto troviamo 'Baciami ancora' di Gabriele Muccino, al settimo 'Genitori&Figli' di Giovanni Veronesi, all’ottavo 'Mine vaganti' di Ferzan Ozpetek”.
Nel semestre 2009, invece, erano tre i film italiani in top ten (al secondo posto 'Italians' , ancora di Giovanni Veronesi, al quinto 'Ex' di Fausto Brizzi e al decimo 'La matassa' di Ficarra e Picone).
Secondo Assumma, da tempo sta fiorendo “una nuova generazione di autori nazionali in grado di imporre, se non superare, la qualità e l’originalità della creatività artistica di oltre oceano”. Significativo, al riguardo, come ha raccontato lo stesso presidente SIAE, è quanto ha detto Martin Scorsese: “Ho visto Gomorra di Garrone, il Divo di Sorrentino, Io sono l’amore di Guadagnino. Mi piace molto Vincenzo Marra. Sta crescendo una nuova generazione di autori, dotati di stile e di idee, capaci di parlare a tutti. Insomma il futuro del cinema parlerà italiano”.
Alla luce di questi dati e riflessioni Assumma ha concluso: “L’industria cinematografica italiana, che già occupa un posto di rilievo nella produttività imprenditoriale del nostro Paese, merita, in vista di un suo progressivo incremento, di essere incentivata ed aiutata dallo Stato, come fonte di lavoro e di sviluppo economico”.
Per tornare al report dell’Osservatorio dello Spettacolo SIAE, con i dati del primo semestre 2010, occorre rilevare che sono in aumento cinema, mostre, parchi da divertimento, prosa e commedia musicale; mentre sono in calo ballo e concerti di musica leggera. Gli uffici della SIAE hanno rilevato su tutto il territorio nazionale - nei primi sei dell’anno 2010- quasi due milioni di spettacoli. Emerge che la spesa del pubblico italiano per lo spettacolo e lo sport, in questo primo semestre, è stata di oltre 1.662 milioni di euro, con un notevole aumento (+8,28%, per precisione) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Gli italiani hanno speso 1
Solo per l’acquisto di biglietti e abbonamenti (spesa al botteghino) gli italiani hanno speso 1.048 milioni di euro (con un incremento del 9,05%), mentre la restante somma di 614 milioni di euro riguarda tutte le "prestazioni accessorie" richieste in occasione della partecipazione ad eventi spettacolistici e cioè, consumazioni al bar, prevendita di biglietti, prenotazione di posti, servizio guardaroba ecc.. Sono aumentati anche l’afflusso ai luoghi di spettacoli (+5,72% con oltre 126 milioni di biglietti e abbonamenti venduti) e il numero degli spettacoli (+ 21,7%).
La spesa del pubblico Il settore in cui gli italiani hanno speso di più in assoluto anche in questo primo semestre 2010 - come per tutto il 2009 e 2008 - è quello del ballo (oltre 477 milioni di euro), in calo però (-3,45%) rispetto al primo semestre 2009. In valori percentuali i maggiori incrementi si sono riscontrati nel settore delle mostre (+ 43,88%), con una spesa del pubblico di 98 milioni di euro, e del cinema (+25,67%) dove la spesa ha superato i 445 milioni di euro. Seguono: attività sportiva 206 milioni di euro (+ 8,39%), teatro 204 milioni di euro (+ 3,78%), concerti 107 milioni di euro (-1,18%), attrazioni dello spettacolo viaggiante 96 milioni di euro (0,11%) e attività con pluralità di generi 28 milioni di euro (+3,46%).
La spesa al botteghino La maggiore spesa al botteghino è stata rilevata nel cinema (oltre 406 milioni di euro) con un forte aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+25,29%). Altri incrementi si sono registrati nei comparti delle attività teatrali (+5,29%), dove la spesa al botteghino è stata di 170 milioni di euro, delle mostre (56 milioni di euro + 4,36%) e delle attività con pluralità di generi ( 5 milioni +8,98%). Seguono: attività sportiva 117 milioni di euro (-3,24%), attività di ballo e concertini 146 milioni di euro (-0,56%), attività concertistica 87 milioni di euro (-3,31%), attrazioni dello spettacolo viaggiante 61 milioni di euro (+2,25%).
(04 novembre 2010)
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