Italia
Convegno Corecom Lazio: i finanziamenti premino la Tv di qualità, per una tutela 'positiva' dei minori
L’evoluzione degli studi sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza e sui percorsi di crescita considera i media, a fianco di scuola e famiglia, come una fondamentale agenzia di socializzazione dove si stipulano regole sociali, si acquisiscono rappresentazioni e competenze,.
Tra i media la televisione è quella dove si concentra l’attenzione sia per l’evocatività del mezzo sia per la quantità di ore di fruizione.



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Proprio per questo ruolo gli operatori del settore si sono dati codici di comportamento e di autoregolamentazione e la legislazione ha previsto una forma di tutela speciale al fine di promuovere “il benessere, la salute e l’armonico sviluppo fisico, psichico e morale del minore”.
I Corecom sono quindi chiamati a vigilare affinché il rispetto di queste norme avvenga da parte delle radio e delle televisioni locali.
Ampio è il corpo di norme a presidio di questo settore: le leggi riferite al settore: dalla Mammì del 1990 fino al Testo Unico del 2004 che ha dato status di legge al codice di autoregolamentazione sottoscritto dai principali network e dai rappresentanti delle emittenti locali; le norme sulla privacy, sulla pubblicità, le disposizioni comunitarie.
Così come numerosi sono i temi sui quali esercitare un presidio: dalla rappresentazione della violenza gratuita alla pornografia, dalla proiezione di modelli negativi passibili di emulazioni pericolose alla proiezione di modelli discriminatori rispetto a differenze di razza, sesso, religione e nazionalità.
Il monitoraggio delle emittenti locali
Nell’esercizio delle attività di vigilanza, alcuni Corecom hanno svolto attività di studio, di ricerca e di controllo anche attraverso il monitoraggio delle emittenti locali.
Da questi studi ed analisi sono emersi due dati essenziali: la fascia protetta (16.00- 19.00) non è uno spazio per bambini ma è il regno delle televendite. Conseguentemente la programmazione specifica per i minori occupa uno spazio insignificante.
Il tema è particolarmente delicato per le televisioni locali che lamentano la limitatezza delle risorse ma è un tema che si pone in generale.
La necessità di passare da una tutela in senso “negativo” ossia sanzionando le violazioni, ad una tutela “positiva” proponendo quindi sia programmi pensati per i bambini sia una maggiore attenzione al rispetto dei loro diritti nell’insieme della programmazione.
Un salto di qualità che consideri il minore titolare di diritti e una programmazione televisiva attenta al tema della qualità per i minori ma anche per il pubblico adulto.
Da qui una serie di iniziative assunte da vari Comitati.
Dal Coordinamento dei Corecom una proposta: che la leva dei finanziamenti premi la programmazione di qualità e la programmazione rivolta ai minori.
Il profilo Who’s Who di Maria Luisa Sangiorgio
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(14 novembre 2006)
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