Italia

Donne e TV: Le adesioni di Patrizia Morelli (Consigliera Regionale della Valle d’Aosta) e Mirella Ferlazzo (Ministero Sviluppo Economico)

Per la campagna Donne e Tv, lanciata da Key4biz a sostegno dell’appello alle istituzioni di Gabriella Cims, pubblichiamo oggi l’adesione di Patrizia Morelli, Consigliera regionale della Valle d'Aosta, e di Mirella Ferlazzo, CPO Ministero Sviluppo economico. “Condivido pienamente l'iniziativa e desidero firmare l'appello – ha dichiarato Patrizia Morelli, Consigliera regionale della Valle d’Aosta - Diciamo un no deciso all'utilizzo vergognoso che la tv pubblica fa dell'immagine delle donne, presentate troppo spesso come animali da baraccone”. “Promuoviamo il valore delle donne "vere", quelle che lavorano, si impegnano, allevano figli e poi hanno anche cura di sé (perché no?), ma non sono soltanto simboli erotici.

Un appello alle istituzioni

“L’idea di lanciare un appello alle istituzioni a sostegno dell’iniziativa assunta da Gabriella Cims è nata all’interno di una giornata formativa organizzata dal Comitato pari opportunità del Ministero dello Sviluppo economico, dopo la visione del documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo – ha dichiarato Mirella Ferlazzo della CPO del Ministero dello Sviluppo Economico - La sequenza d’immagini di una femminilità nella quale nessuna di noi poteva riconoscersi e che rappresenta veramente una minoranza della realtà femminile del nostro paese ci ha indotte ad intervenire in qualche modo per tutelare la nostra dignità, quotidianamente offesa da una rappresentazione da parte della TV, inadeguata e spesso volgare.




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“Crediamo che siano indispensabili strumenti di tutela e codici di condotta che impongano una politica di uguaglianza tra i sessi e che, nel semplice rispetto delle norme costituzionali, diano regole al servizio pubblico più rispettose dell’identità femminile, che è molto più ricca , autorevole e complessa di quanto venga rappresentata. Dove sono le donne che lavorano, che crescono i figli, che assistono gli anziani, che studiano, fanno ricerca, vincono i nobel, amministrano le istituzioni, educano i giovani? Perché la TV omette le nostre storie e ci rappresenta solo come corpi, oggetti di desideri maschili, senza voce e cervello?. Ancora oggi all’appello lanciato e sottoscritto da tante non abbiamo avuto risposta, neanche dalle donne che hanno responsabilità nelle istituzioni pubbliche, ma conserviamo la fiducia che non venga sprecata un’occasione per riportare maggiore equilibrio e sensibilità in un servizio pubblico nel quale crediamo."

(11 febbraio 2010)

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