Italia
Donne e Tv. Via libera al primo obiettivo: la riforma del Contratto di servizio pubblico
Il comune obiettivo di una migliore rappresentazione della figura femminile che la tv e i mezzi di comunicazione in generale offrono nel nostro Paese ci ha unito nell’Appello Donne e Media, coinvolgendo centinaia di persone. Accanto alla diagnosi del problema, abbiamo indicato la nostra proposta programmatica per superarlo: una piattaforma di riforme che abbiamo spiegato, condiviso e opportunamente sostenuto nelle sedi istituzionali competenti.
Gli obiettivi:
Una proposta tecnica di emendamenti presentati
•La modifica del Contratto di servizio pubblico scaduto a dicembre, con una proposta tecnica di emendamenti presentati in sede di Commissione paritetica Rai-Governo e Commissione di Vigilanza;



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•La richiesta al servizio pubblico di dedicare spazi ad hoc per rappresentare più ampiamente la pluralità della realtà femminile;
I mezzi di comunicazione più
•Una proposta inerente i mezzi di comunicazione più in generale, con l’adozione di un Codice di autoregolamentazione “Donne e Media” condiviso, simile a quello di cui si sono dotati gli altri paesi dell’Unione Europea;
•Un Comitato ad hoc in grado di monitorare l’applicazione del suddetto Codice e di promuovere iniziative idonee ad implementarne gli obiettivi .
Attraverso la campagna donne e tv disseminata nel web da key4biz.it, si è aperto un vivacissimo dibattito nella Rete: l’Appello Donne e Media ha raccolto centinaia di adesioni da ogni parte della società civile.
OGGI SIAMO GIA’ UNA RIFORMA NELL’AGENDA POLITICA, con gli oltre dieci emendamenti che abbiamo proposto al contratto di servizio pubblico.
Giovedì 27 maggio, illustriamo nel dettaglio il testo degli emendamenti, come renderli operativi e come proseguire il percorso delle riforme avviato, con gli altri punti dell’Appello.
Il successivo obiettivo è
Insieme alle istituzioni preposte, il successivo obiettivo è ora quello di avviare un tavolo di confronto per migliorare la rappresentazione della donna in tv e nei media in generale. Occorre un organismo che monitori e controlli, ma che sia anche centro propulsivo di iniziative per rimettere in moto la creatività, la vera leva su cui riteniamo possa declinarsi quel cambio di passo necessario.
Invitiamo pertanto ogni singola persona firmataria dell’Appello, ancora aperto a tutti gli uomini e le donne che ne sostengono gli obiettivi, a proseguire il percorso di riforme avviato anche partecipando alla costituenda ADOM, Associazione Appello Donne e Media.
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(20 maggio 2010)
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