Italia

E-Polis: sfratto esecutivo e sgombero dei locali cagliaritani. In cassa integrazione circa 150 dipendenti dell'azienda

La sede cagliaritana di E-Polis ha definitivamente chiuso i battenti. La parola fine è stata messa stamattina quanto, l'ufficiale giudiziario in esecuzione al provvedimento dello sfratto, ha dato il via libera allo sgombero dei locali di viale Trieste. Una parte dello stabile che ritorna ad essere patrimonio dell'imprenditore di Nicola Grauso, dopo l'esecuzione di un precedente sfratto avvenuto lo scorso 9 settembre per liberare giudizialmente l'area abitualmente utilizzata da poligrafici e giornalisti.

I computer temporaneamente trasferiti all'interno degli uffici

Salvati i computer temporaneamente trasferiti all'interno degli uffici amministrativi della redazione, gli ormai 'ex locali' verranno utilizzati 'per un breve lasso di tempo', fino a quanto l'editore Alberto Rigotti non trovi una nuova sistemazione dello staff giornalistico e poligrafico attualmente in forza al giornale e indispensabile per avviare quel tanto agognato piano di rilancio della testata presentato nelle settimane scorse al Comitato di redazione e alla Fnsi.




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Nell'attesa di una sistemazione ottimale, ancora questa mattina, in contemporanea stavolta con lo sgombero dei locali di via Trieste, il presidente dell'Associazione stampa sarda Francesco Birocchi ha convocato i lavoratori per riepilogare le linee guida del progetto di rilancio dell'editore e che dovrebbe consistere, sostanzialmente nella loro riammissione al lavoro. Intanto, la cosa certa è che tra pochi giorni per i circa 150 dipendenti dell'azienda, partirà la cassa integrazione.

Gli altri

Sul caso odierno, tra gli altri, è ritornata anche l'Assostampa Fvg e, attraverso un comunicato stampa ha inteso rendere noto la vicinanza ai colleghi giornalisti. "Siamo a fianco dei colleghi di Epolis Friuli, in lotta per la difesa del proprio posto di lavoro e per la sopravvivenza della testata" scrivono. "Il gruppo editoriale nazionale Epolis ha annunciato ufficialmente la cessazione delle pubblicazioni. La redazione di EpolisFriuli, una delle 19 realtà coinvolte, esprime la propria preoccupazione per una situazione che rischia di compromettere l'unica realtà free press quotidiana presente in Friuli Venezia Giulia, provocando un ulteriore depauperamento del patrimonio democratico che la presenza di più voci giornalistiche garantiscono'. 'Infatti - si legge ancora nella nota - a fronte di una volontà espressa dall'editore nazionale Rigotti di dar vita a un nuovo progetto, che prevedrebbe la richiesta di un concordato preventivo con i creditori per la vecchia società editrice, la creazione di una nuova testata denominata Epolis Italia e la cessione ad imprenditori locali di ognuno dei 19 giornali del gruppo, permane l'incertezza sui tempi di ripresa della pubblicazione'. Sull'erogazione della cassa integrazione hanno altresì aggiunto: "Per i giornalisti in attesa della chiamata al lavoro dalle nuove testate, sarebbe previsto un periodo di cassa integrazione, ma nessuna certezza è stata fornita sui tempi di realizzazione del nuovo progetto".

(21 settembre 2010)

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