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NewTv: grande sorpasso nel video-sharing. In un anno Hulu è diventato il secondo videoportale negli Usa dopo YouTube

Quasi due mesi fa, all’avvio di NewTV, ho tessuto lo sperticato elogio di Hulu. Pochi giorni fa la soluzione NewTV di Fox e NBC ha compiuto un anno, incorporando per festeggiare il suo compleanno funzionalità di social networking (gli utenti possono crearsi profili personalizzati, aggiungere amici e lasciare messaggi sui loro “muri”, importare contatti da Facebook, MySpace e i vari servizi Google, recensire e condividere video). Ha senso, gli Huluisti si sono dimostrati grandi interpreti del Web 2.0: 4 milioni di loro hanno infatti embeddato clip da Hulu su oltre 100.000, centomila!, siti. Gli inserzionisti sono passati da 30 a 200. Secondo l’ultima ComScore raggiunti i 24 milioni di visitatori unici al mese, in continua e rapida crescita. Questo esercito di fan ha consumato 309 milioni di video a Febbraio 2009, in pratica si è quintuplicato in appena un anno il tempo speso su Hulu. A buon diritto, perché il catalogo in streaming gratuito è passato da 12,000 a 40,000 clip di livello “prima serata” (in particolare centinaia di serie TV integrali, dal primo all’ultimo episodio, tanti TV movies, e un po’ di varietà). Se un americano si mettesse davanti allo schermo oggi, decidendo di non staccarsi neppure un istante finchè non esaurisce tutto quello che è disponibile su Hulu, finirebbe a metà Gennaio 2010. Non oso immaginare che tipo di scorte di popcorn industriali servirebbero… Hulu Commercial

Lo slancio di Hulu sta trascinando

E lo slancio di Hulu sta trascinando i concorrenti in una intrigante guerra di comunicati stampa sull’audience del tele-streaming. Così la ABC decanta un trionfo a Febbraio 2009 tra gli show TV più visti in streaming: 9 su 10 nella classifica di Nielsen VideoCensus [vedi qui per maggiori info su questa neonata chart]. In testa Lost con 2.5 milioni di spettatori online, contro i circa 10 milioni e mezzo di fan televisivi tradizionali, inclusi quelli che videoregistrano le puntate. Un +41% rispetto al mese precedente – che tuttavia ha offerto nelle prime 3 settimane solo repliche – per la strepitosa, davvero appassionante quinta stagione di Lost. Ha giocato a favore del balzo di Lost anche la decisione ABC non solo di mettere online tutte le quattro precedenti stagioni, ma di metterle online in HD!




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Seguono nella Top 10 della NewTV USA di Febbraio secondo Nielsen l’ottava edizione di Dancing with the Stars (1.5 milioni di spettatori per il loro equivalente di Ballando con le Stelle), quindi Grey's Anatomy (1.3 milioni), The Bachelor (962,000), Brothers & Sisters (801,000), Desperate Housewives (793,000), Scrubs (655,000), Extreme Makeover: Home Edition (619,000) e Private Practice (493,000 per lo spin-off di Grey’s Anatomy).

Il trucco

Dov’è il trucco? VideoCensus calcola solo le views degli episodi net-trasmessi sui siti ufficiali dei network americani. Questo esclude i dati di Hulu, su cui invece concentrano le forze sia Fox che NBC. A prescindere dai giochini statistici, è l’enfasi gli uffici stampa, nonché la successiva acredine nelle proteste dei competitor, a confermare se mai ce ne fosse ulteriore bisogno quanto rapidamente negli States si stia spostando l’asse delle priorità verso la NewTV. Hulu è diventato in un anno il secondo videoportale al mondo dopo YouTube, superando MySpace e Yahoo in una botta sola. Il distacco è ancora forte, ai 309 milioni di views di cui sopra si contrappongono 5.2 miliardi di views youtubose a Febbraio 2009. Ma come già abbiamo detto, a dispetto delle minori views Hulu introita più soldi di YouTube. E soprattutto, ancora non è andato global. Vogliono farlo, è ovviamente una questione di diritti d’autore e non tecnologica. Quando lo faranno, saranno dolori per GoogleTube. Avverrà molto presto, già la CBS con il suo TV.com (che agli occhi di Hulu è l’antagonista più serio, perché ha una “vera” library di contenuti top) ha aperto il fronte mondiale una manciata di settimane fa. In pasto agli occhi dei navigatori internazionali Beverly Hills 90210, Melrose Place, Star Trek, MacGyver, Love Boat e qualche puntata del leggendario newsmagazine 60 Minutes. Robetta, sperimentazioni. Per ora. A prescindere dai cavilli dei vecchi contratti in corso, nell’espansione globale ci sono da considerare i pesanti costi di adattamento [sottotitoli o doppiaggio]. Ma ci sono contenuti, pensate all’animazione, che di default hanno un appeal universale e prosperano in assenza di filtri geografici IP-based. Prendete gli short animati di Mondo Media, da un annetto su YouTube. I produttori degli Happy Tree Friends generano 26 milioni di views al mese, ricavandone in cambio dalla piattaforma, si intende sempre ogni mese, “cifre a 5 numeri” (nel computo GoogleTube riconosce quattrini anche per le clip MondoMedia non pubblicate sul canale ufficiale, ma postate dai fan senza autorizzazione sui rispettivi profili personali; c’è un tool apposito che riconosce i titolari del copyright, e invece di imporre all’appassionato di cancellare l’upload lo include nel totale views e versa al legittimo proprietario le conseguenti royalties). Questo è quello che succede quando le grandi media company americane decidono che basta, è stupido combattere Internet e lasciarlo a cinesi e smanettoni, rottamiamo invece il tubo catodico e prendiamoci il controllo del web, così già che ci siamo nel decennio in arrivo spazziamo via anche quei noiosi broadcaster europei. E se credete sia uno sfizio da eccesso di gola, beh, ricredetevi. L’Europa non è affatto ancillaria nello scenario della NewTV. Secondo i dati comScore di Ottobre 2008 gli spettatori europei YouTube sono 130 milioni al mese, il 38% del totale (gli americani sono 80 milioni, anche se dati degli ultimi giorni parlano di un vertiginoso salto in avanti a 100 milioni di frequentatori USA mensili).

Coming up next: l’impatto dei social media nella NewTV, video comicità online e ridefinizione di free e premium in era digitale. NewTV. Non è più troppo presto, non è ancora troppo tardi. YouTube world wide audience Hulu supera YouTube Leggi anche:

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(17 marzo 2009)

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