Italia
Ravello Festival: ‘Concerto all’Alba’ nella notte di San Lorenzo. Direzione di Aurelio Canonici sul podio della Savaria Symphony Orchestra
Anche quest’anno al Ravello Festival si conferma la tradizione del Concerto all’Alba. Da sempre uno degli appuntamenti più seguiti dell’intero festival che si consuma nella notte di San Lorenzo, tra il 10 e l’11 agosto sullo splendido Belvedere di Villa Rufolo.
Il clou di questa “notte bianca” sarà un concerto emozionante, affidato alla direzione di Aurelio Canonici sul podio della Savaria Symphony Orchestra, che inizierà alle 4.30 del mattino, al culmine di una notte tutta animata dalla musica, per concludersi al sorgere del sole, sulle note di Wagner e Liszt.
Il via alle 21
La notte bianca di Ravello prenderà il via alle 21.45. Sul Belvedere di Villa Rufolo, si potrà assistere alle prove aperte del Concerto all’Alba in cui la Savaria Symphony Orchestra diretta dal maestro Aurelio Canonici salirà sul palcoscenico a picco sul mare per eseguire musiche di Gluck, Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Liszt, Verdi, Wagner, Satie.



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Nel corso della serata si svolgerà anche la consegna del Premio “Nino Rota” Junior Giovani.
Un altro originale evento
A partire da mezzanotte Villa Rufolo diventerà teatro di un altro originale evento: Aspettando l’Alba.
A ritmo di jazz, coinvolgendo il meglio dei giovani musicisti campani in un percorso reso affascinante dai luoghi raffinati, dalle atmosfere della notte più stellata dell’anno e dalla verve musicale dei solisti coinvolti.
Dal piano solo del fenomeno Julian Mazzariello, al vorticoso recital per vibrafono e giocattoli di Pasquale Mirra, fino ad un sestetto che potrà ricordare agli amanti del genere le grandi session made in USA. Tutto rigorosamente in acustico.
Ad accompagnare ed introdurre in modo leggero i diversi momenti musicali saranno le letture di un gruppo di giovanissimi attori, ispirate a Ravello ed al Coraggio.
Infine, alle 4.30, inizierà il Concerto all'Alba, ovvero l'evento sinfonico diventato, negli anni, il simbolo stesso del Ravello Festival. Quest'anno ad accompagnare il sorgere del sole ci sarà la Savaria Symphony Orchestra che darà forma ad un programma di 12 brani tutto centrato sul tema del Coraggio, leitmotiv del Ravello Festival 2009.
Un lontano rapporto con il Coraggio
I primi due brani di Erik Satie (1866-1925) introducono al carattere notturno del Concerto all’alba. Posseggono un lontano rapporto con il Coraggio: la Gimnopedia era, nell’antica Grecia, una danza dove gli atleti imitavano le movenze della lotta e del pugilato. Satie compose questi brani per pianoforte, che furono poi orchestrati da Debussy.
Un’altra melodia meditativa è quella affidata al flauto tratta dall’Orfeo di Christoph Willibald Gluck (1714-1787).
Nell’opera ricorre quando Orfeo, sceso nei Campi Elisi, vede gli spiriti degli eroi che danzano.
Dal coraggio di Orfeo si passa a quello di Tamino, protagonista del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
Tamino, attraverso prove iniziatiche, deve liberare Pamina dal malvagio potere della Regina della Notte per giungere entrambi nel regno della luce.
Uno dei compositori più legati
Ludwig van Beethoven (1770-1827) è uno dei compositori più legati al coraggio, in quanto artista non soggetto a committenze, capace di innovare le forme musicali.
Le figure storiche e mitologiche alle quali si ispirò sono vicine, per alcuni forti tratti, al suo temperamento.
Delle tre ouverture, la prima è ispirata a Prometeo, colui che secondo alcune tradizioni, avendo trovato gli uomini nello stato di ignoranza, li educò fornendo loro scienze ed arti. Un’altra figura che colpì l’immaginazione del compositore fu quella di Coriolano, il generale romano che sconfisse i Volsci.
Esiliato, a causa del suo dispotismo, Coriolano si alleò con i Volsci stessi per muovere
guerra a Roma. Implorato affinché desistesse dall’intento, Coriolano ritirò l’esercito, ma fu ucciso dai Volsci che lo giudicarono un traditore.
Un compositore del quale quest’anno ricorrono
L’Ouverture Calma di mare e viaggio felice vuole ricordare un compositore del quale quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita, Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847).
Il brano è ispirato a due diverse poesie di Goethe, qui fuse grazie alla musica.
La prima, Calma di mare, descrive l’immensità delle acque e l’inquietudine del marinaio che le scruta. La seconda, Viaggio felice, rappresenta una navigazione serena e l’approdo finale.
La traduzione in italiano di Gnoli recita: “Avanti, coraggio!…Già vedo la sponda!”.
Quella della Luisa Miller è una delle migliori ouverture di Giuseppe Verdi (1813-1901).
Introduce un’opera basata sull’osteggiato amore tra Luisa e Rodolfo.
Fermamente risoluto a restare unito a Luisa, Rodolfo non esiterà alla fine a maledire il padre, a uccidere chi lo aveva tradito e a togliersi la vita insieme a Luisa.
Anche quella dei Vespri siciliani è una delle più efficaci sinfonie di Verdi. L’opera racconta della ribellione di un popolo al dominatore, nella Sicilia del 1282 invasa dai soldati francesi.
L’ouverture si apre con una melodia legata all’idea della morte dei condannati; nell’Allegro erompe invece la violenza del massacro.
I brani che chiudono il Concerto all’alba sono quelli di due compositori, Richard Wagner (1813-1883) e Franz Liszt (1811-1886), legati da amicizia e dalla missione di rinnovare il linguaggio musicale.
Una brillante pagina del Wagner giovane
L’ouverture dal Rienzi è una brillante pagina del Wagner giovane. Cola di Rienzo, politico romano del XIV secolo, attrasse l’interesse di Wagner per essere stato vicino al popolo nella lotta contro le tirannie dei nobili.
Le Rapsodie ungheresi furono originariamente scritte da Liszt per pianoforte, e solo successivamente orchestrate. Il compositore fu animato da orgoglio nazionalistico, anche dopo i moti di indipendenza dell’Ungheria.
Ispirate dal folclore tzigano, sono brani brillanti e fantasiosi e, nella versione pianistica, estremamente virtuosistici. La Rapsodia in Do diesis minore che viene proposta è probabilmente la più celebre dell’intera raccolta.
(31 luglio 2009)
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