Stati Uniti

WikiLeaks: il NY Times pubblica un eBook con 27 nuovi documenti segreti

Lunedì il New York Times pubblicherà un eBook su WikiLeaks, contenente 27 nuovi documenti segreti, al prezzo di 5,99 dollari. Sarà disponibile anche nelle principali librerie elettroniche. Il libro, intitolato "Open Secrets: WikiLeaks, War and American Diplomacy” racconta anche della burrascosa relazione tra il quotidiano e il fondatore del sito WikiLeaks Julian Assange. L’eBook parla pure del giovane soldato Bradley Manning, sospettato d’essere stato la fonte di Assange e arrestato per ‘violazione del codice militare’. Ma fornisce anche un ritratto inedito e alquanto rivelatore su Assange.

Un ruolo cruciale nel distribuire...

Il NY Times ha svolto un ruolo cruciale nel distribuire i documenti di WikiLeaks, e in seguito nel seguire la polemica sull’opportunità o meno di pubblicarli. L’eBook comprende analisi dettagliate del materiale di WikiLeaks da parte dei corrispondenti del NY Times. Saggi e pareri di analisti come Frank Rich, Maureen Dowd e altri, e il testo integrale di tutti i documenti e la guerra sul web. Inoltre un saggio di Bill Keller, direttore del NY Times, che spiega come e perché il quotidiano americano abbia deciso di pubblicare i documenti ottenuti da WikiLeaks




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“Stavamo trattando un’enorme mole di informazioni segrete, avendo come fonte un fuggitivo, che cambiava continuamente domicilio, indirizzi email e numeri di cellulare”, ha ricordato Keller, ricostruendo i suoi primi contatti con l’uomo di origine australiana.

Un messaggio postato su Twitter

In un messaggio postato su Twitter, tuttavia, WikiLeaks ha parlato di “giornata nera per il giornalismo americano”, accusando il NY Times di volersi assegnare il ruolo di protagonista dell’intera vicenda e fornendo un cumulo di “notizie false dall’inizio alla fine”. Keller ha raccontato di come sia stato contattato dal caporedattore del Guardian, Alan Rusbridger, e di come quest’ultimo avesse convinto Assange a collaborare col NY Times per rendere noti i documenti segreti sulla guerra in Iraq e Afghanistan. Il direttore ha precisato che Assange non ha mai rivelato il nome di chi gli aveva fornito i documenti, e che il giornale non ha mai pagato alcunché per averli: “Abbiamo sempre considerato Assange come una fonte e non come un nostro partner o collaboratore. Un uomo che perseguiva i propri obiettivi disprezzando apertamente il governo americano”. In seguito le relazioni tra il quotidiano e Assange sono divenute “ostili”, specie dopo la pubblicazione ad ottobre di un ritratto poco lusinghiero. In ogni caso Keller ha detto che, in nome della libertà d’espressione, farà di tutto per opporsi alle accuse che hanno portato all’arresto di Assange: “E’ tremendo pensare che il governo possa perseguire WikiLeaks per la pubblicazione di documenti segreti”.

(28 gennaio 2011)

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